I PIU' LETTI
PETILLI: «STAGIONE NEGATIVA, MA LA SQUADRA È TOP. ORA VOGLIO SVOLTARE»
di Carlo Malvestio | 18/12/2020 | 08:15

Nel 2021 sarà Intermarché Wanty Gobert e sbarcherà nel World Tour. A difenderne i colori ci sarà anche Simone Petilli, che a 27 anni ha voglia di cambiare marcia e cominciare a raccogliere i frutti di una prima parte di carriera vissuta al servizio degli altri e non troppo fortunata dal punto di vista dei guai fisici. Il nativo di Bellano, con la consueta disponibilità e allegria, ha fatto il punto con tuttobiciweb di quello che è stato e quel che sarà. Intanto, la formazione belga è stata una delle poche a riuscire ad organizzare i primi incontri dal vivo con i corridori, divisi in macro-gruppi, che si sono incontrati la scorsa settimana a Gent per porre le basi in vista della nuova stagione.

Che ricordi ti lascerà questo 2020?

«Non sono soddisfatto della mia stagione sinceramente. Quando ho scelto di venire in questa squadra avevo altre intenzioni, ma un po' per colpa mia e un po' per la pandemia non sono riuscito a fare quello che avrei voluto. Avevo scelto la Wanty per avere un po' più di libertà, ma non sono riuscita a sfruttarla».

Dove pensi di aver sbagliato?

«Ragionando a mente fredda credo di aver commesso qualche errore di preparazione. Prima del lockdown mi sembrava di stare bene, ma non ho avuto modo dimostrarlo. Poi durante il periodo di stop ho lavorato intensamente, forse troppo, tanto che quando sono tornato ad allenarmi su strada ero già in buonissima condizione. Negli allenamenti di giugno e luglio avevo ottimi valori e sono arrivato pronto al primo blocco di corse francesi, con Tour de l'Ain, Mont Ventoux Challenge e Route d'Occitanie racchiuse in nove giorni. Da quel momento però la condizione è andata in calando, proprio nel momento in cui invece mi aspettavo uno step in avanti, il che vuol dire che qualcosa nell'avvicinamento alla stagione l'ho sbagliato. Purtroppo, avrei avuto bisogno di un periodo di stacco per recuperare, ma con un calendario così congestionato era impossibile e la forma è scesa sempre più».

L’ambientamento con il team invece come è andato?

«Quello è il lato positivo della stagione. Mi sono integrato molto bene, ho legato coi compagni e l'atmosfera in gara è stata molto piacevole. Se dal punto di vista sportivo le cose non vanno bene, come successo a me, avere le persone giuste intorno ti aiuta molto a superare al meglio il momento. Poi spesso ero in camera con Andrea Pasqualon quindi parlavo italiano tranquillamente, sennò inglese con gli altri ragazzi come Christian Odd Eiking o Loic Vliegen».

Adesso arriva anche Lorenzo Rota…

«Sì, l'ho già incontrato la scorsa settimana in Belgio, ci hanno messo subito in camera assieme. Sono contento arrivi anche lui a rafforzare la pattuglia italiana. Tra l'altro con lui avevo già corso nel 2015 con la Unieuro quindi ci conosciamo già bene. In ogni caso ci tengo ad aprire i miei orizzonti e migliorare il mio inglese, quindi continuerò a dare molta importanza alla relazione con i miei compagni stranieri. Mi rendo conto che tra italiani tendiamo a rimanere nella nostra cerchia e parlare solamente italiano, e infatti poi siamo tra quelli che fanno più fatica ad imparare l'inglese. Personalmente vorrei provare ad internazionalizzarmi il più possibile».

Ti hanno affidato un ruolo preciso in squadra?

«Dipende da me. La squadra ha piena fiducia nei miei mezzi. Se darò riscontri positivi mi daranno il mio spazio, come d'altronde hanno già fatto, altrimenti sarò io a mettermi a disposizione. Proprio per questo voglio riuscire a dare il meglio di me stesso».

E visto che sarete nel World Tour la qualità del calendario si alzerà notevolmente.

«Lo abbiamo scoperto alla Freccia Vallone, ed è stato abbastanza sorprendente perché non ne avevamo la minima idea. Questo ci dà molte più garanzie in termini di calendario e la pianificazione sarà senz'altro più agevole».

Visto che potrete fare tutte le corse più importanti, ne hai qualcuna a cui non vorresti mancare?

«Quando ho firmato per la Wanty avevo la ferma intenzione di guadagnarmi una convocazione per il Tour de France, l'unico Grande Giro che mi manca dopo aver corso due Giri e una Vuelta. Quest'anno però non ci hanno invitato e così è dal 2018 che non corro un Grande Giro. Spero quindi di tornare al Giro d'Italia, la corsa in cui finora ho fatto le cose migliori da professionista. Vorrei ripartire da lì».

Anche perché potresti avere una libertà che in un Grande Giro non hai mai avuto.

«La squadra ha comunque cercato di rinforzarsi per le corse di tre settimane, visto che comunque le correremo tutte e tre. Sono arrivati ottimi scalatori come Jan Hirt e Louis Meintjes, che conosco bene avendoci corso due anni in UAE. È un corridore di talento, che ha fatto due Top 10 al Tour de France, e ha tanta voglia di riscatto dopo un periodo non facile. Però sicuramente avrò i miei spazi per provare ad andare a caccia di un buon risultato e, nel caso ce ne fosse bisogno, sarò pronto a mettermi a disposizione dei miei compagni. I calendari precisi, però, ancora non li sappiamo».

Immagino che il tuo grande obiettivo rimanga però la prima vittoria da professionista…

«Sicuramente sì. Lo era già quest'anno e non ci sono riuscito, lo sarà ancor di più l'anno prossimo. Non importa in quale corsa, ma devo riuscire ad alzare le braccia al cielo. Penso che potrebbe aiutarmi anche dal punto di vista mentale. Non è facile perché non sono un corridore veloce e ho un determinato tipo di caratteristiche, ma ci devo riuscire».

Dove ti vedresti meglio a braccia alzate?

«Per le mie caratteristiche la soluzione più "agevole" per vincere sarebbe quella di indovinare la giusta fuga da lontano in un Grande Giro. Altrimenti in qualche corsa minore, cercando di cogliere il momento giusto. L'importante sarà arrivare pronti e sfruttare le chances».

Ormai sono cinque anni che sei professionista ed è tempo di un primo bilancio. Il momento più bello e quello più brutto che hai vissuto finora?

«Sembra ieri che sono passato professionista ma in effetti sono già passati 5 anni. Il primo biennio è andato abbastanza bene, il 2017 lo reputo l'anno migliore da quando sono passato coi grandi, con una prestazione solida al Giro d'Italia. Poi quello stesso anno sono caduto a Il Lombardia, nella discesa dopo il Muro di Sormano, e mi sono rotto tre vertebre, clavicola, scapola e osso occipitale, insomma un po' tutto. Sono rimasto fuori quasi sette mesi e quando sono tornato non sono più riuscito a trovare continuità, alternando prestazioni positive ad altre negative».

Insomma, il vero Simone Petilli dobbiamo ancora vederlo?

«Spero proprio di sì. Conto di dimostrare il valore che sento dentro al più presto. Ovviamente dovrò dare risposte sulla strada, perché un conto sono le parole e un conto i fatti».

Hai notato un cambiamento nel ciclismo in questi cinque anni?

«Sì, è mutato rispetto al 2016 quando sono passato tra i professionisti ed è in continua evoluzione. Già al tempo i corridori più esperti mi dicevano che c'era stata un'evoluzione del ciclismo e io stesso posso dire che in appena 5 anni sono cambiate molte cose, in particolare nell’approccio dei neoprofessionisti. Si affacciano già con ambizioni importanti, hanno una mentalità diversa rispetto al passato e secondo me è giusto così. Poi ovviamente ci sono alcuni fenomeni che non fanno testo, ma in linea generale non vogliono perdere tempo e fin dai primi anni vanno a caccia di risultati importanti. Hanno poca esperienza ma grande voglia e grandi gambe».

E anche la presenza massiccia di squadre Continental, di cui tu ne avevi già colto le potenzialità, visto che hai corso con Area Zero e Unieuro prima di passare professionista.

«Sì, sono fondamentali, il dilettantismo vecchio stile secondo me ormai ha poco senso. Sarebbe importante che i team giovanili italiani ottenessero la licenza Continental, come già in molti hanno fatto, perché riduci il gap col mondo professionistico e lo step è meno traumatico. Io ho fatto due anni in Continental, quando in Italia ce n'erano poche, prima di passare professionista con la Lampre, e mi sono accorto che rispetto ad altri colleghi ho fatto meno fatica ad adattarmi, anche se ho ancora molto da dimostrare».

Arriva il Natale, che regalo sogni (materiale o simbolico che sia)?

«Intanto spero che il DPCM mi permetta di celebrarlo con la mia famiglia. Come regalo mi piacerebbe tornare alla normalità. Noi ciclisti siamo fortunati perché possiamo fare il nostro lavoro senza troppi problemi, però mi mancano quei momenti di socialità della vita quotidiana. Dal punto di vista sportivo, invece, spero di poter riabbracciare i tifosi sulle strade, quest'anno è stato complicato non concedersi per foto e autografi ad arrivo e partenza. Rischi di fare la figura dell'arrogante, invece sono solamente le disposizioni che ci vengono date».

Copyright © TBW
TUTTE LE NEWS
Con la Milano–Sanremo Q36® torna con la memoria allo spettacolare ed unico  attacco che ha portato alla vittoria Vincenzo Nibali sul Poggio nel 2018, un’azione solitaria  che gli permise di...

Bikeflip, marketplace specializzato nella compravendita di biciclette usate e ricondizionate, componenti e abbigliamento da ciclismo, è un’assoluta certezza nel panorama europeo della ciclabilità. La piattaforma si conferma un punto di riferimento...

Ecco la vera novità del pacchetto creato da HammerHead con Karoo, infatti, da oggi con la nuova funzione Karoo Share sarà possibile condividere istantaneamente percorsi e profili di guida direttamente tra i dispositivi...

È ufficiale,  le biciclette del World Tour del Team Visma | Lease a Bike,  da quelle di Jonas Vingegaard fino a quelle di Wout van Aert e Pauline Ferrand-Prévot,  saranno...

Factor e Bugatti hanno appena annunciato l’arrivo di Bugatti Factor ONE, una bici in edizione limitata che rivoluziona e ridefinisce i possibili confini esistenti tra l'ingegneria automobilistica e il ciclismo...

La nuova Lyra di Fizik è una scarpa da strada versatile, un prodotto che unisce prestazioni e comfort duraturo per soddisfare le esigenze di un atleta moderno sia nelle gare...

Il gravel evolve, le velocità aumentano, i percorsi si fanno più duri e le necessità cambiano. Nascono così le Fulcrum Sharq GR e Soniq GR, due nuove ruote progettate per il Gravel Race, dove...

Nalini, brand internazionale leader nella produzione di abbigliamento tecnico per il ciclismo, è orgogliosa di annunciare una partnership strategica con Gruppetto Fund, società benefica australiana impegnata nella promozione del ciclismo...

Se si parla di gravel occorre essere pronti a prendere in considerazione le diverse sfaccettature di questa bellissima specialità che oggi spopola più che mai. C’è l’agguerritissimo fast gravel, c’è...

Giro Sport Design annuncia oggi il lancio delle Imperial™ All-Season (AS), scarpe da ciclismo su strada ad alte prestazioni di nuova generazione progettate per garantire efficienza, comfort e protezione di...

Ci siamo, l’innovativa ed unica tecnologia tridimensionale introdotta da Prologo compie un passo avanti con OctoTouch 3D, il bar tape di ultima generazione che non solo regala comfort e grip in...

Ducati, insieme a Diamant (Gruppo Zecchetto), annuncia l’ingresso di Alessandro Petacchi, ex campione di ciclismo professionistico, all’interno del progetto Cycling con il ruolo di Tester, PR, Field & Marketing Specialist...

La road bike Veloce SLR firmata Guerciotti rappresenta l’evoluzione di uno dei modelli più apprezzati del marchio milanese, portando su strada una combinazione di potenza, controllo e design contemporaneo. Pensata...

Affrontare il pavé è una bella sfida, ma non bastano solo determinazione ei nervi saldi, per farlo oggi occorre essere più veloci che mai e serve anche la giusta dose...

Garmin mette il turbo alla vostra stagione: qui scopri come approfittare della Promo Cashback 2026 su Edge 1050, 1040 e 840 con la possibilità di risparmiare fino a 200 sull’acquisto...

Un appuntamento imperdibile, dedicato a tutti i ciclisti amatori agonisti e ai professionisti della nutrizione e della performance sportiva: il webinar organizzato da Equipe Enervit con Gorka Prieto-Bellver, Responsabile Nutrizione...

Il nuovo sistema di pedali SRM X-Power ha appena ricevuto il suo primo aggiornamento, infatti, sono ora disponibili le nuove Direct Cleat nelle varianti  con libertà angolare di 0°, 1.2°...

Colori vivaci, nuovi tessuti, tanta qualità e tanto stile, insomma, in TAAC, nuovo marchio del gruppo Mandelli c’è tanto made in Italy. Ma non finisce qui, TAAC mette in mostra...

Chi pedala su strada conosce bene questa sensazione, no? Per quanto si possa rendersi visibili con luci ed altro, le auto ed i mezzi pesanti continuano imperterriti a non mantenere...

Probabilmente parliamo di una delle line di prodotti più vendute in tutto il mondo e oggi Castelli con Espresso 2 ne presenta una naturale evoluzione. I capi sono stati ottimizzati...

Specialized presenta una nuova iniziativa pensata per avvicinare ancora più persone all’esperienza delle e-bike d’eccellenza: dal 7 marzo 2026 fino al 7 Aprile, grazie al finanziamento a TAN 0% –...

Impossibili non notarli a Siena sul traguardo e nelle infinite inquadrature televisive, ma anche prima di questa gara non sono passati inosservati. I nuovi Aeroshade 2.0 Titanium rappresentano l’evoluzione di...

Il marchio statunitense Park Tool, punto di riferimento mondiale nella produzione di utensili professionali per la manutenzione delle biciclette, sceglie Ciclo Promo Components come nuovo distributore esclusivo per l'Italia. ...

Per celebrare insieme agli appassionati la produzione delle oltre 1000 selle personalizzate realizzate grazie al programma One-to-One, Fizik ha realizzato un cortometraggio ( VIDEO ) in cui alcuni dei principali atleti supportati...

VIDEO TEST
ALTRI VIDEO DI TEST




di Giorgio Perugini
Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A...
di Giorgio Perugini
Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto...
di Giorgio Perugini
Il casco Cytal è una delle ultime novità POC ed è stato largamente apprezzato dai professionisti che lo hanno utilizzato...
di Giorgio Perugini
Le premesse sono state tutte rispettate, la nuova giacca ALPHA 150 di Castelli ha una resa eccellente nei confronti del...
di Giorgio Perugini
Il casco Nirvana è stato l’ultimo prodotto presentato da KASK, un elemento che il team Ineos Grenadiers ha sfruttato a...
di Giorgio Perugini
Siamo alla quarta generazione per la celebre sella SLR di Selle Italia,  una dinastia di selle che attraversa indomita diverse...
di Giorgio Perugini
Spesso siamo portati a pensare che il pedale sia un oggetto definito che non può cambiare, insomma, un elemento della...
di Giorgio Perugini
Umido o asciutto? Eccoli qui, i due estremi che vi fanno tremare quando pianificate la vostra uscita quotidiana e non...
di Giorgio Perugini
Pare che l’idea di partenza sia proprio questa, ovvero quella di interpretare un nuovo concetto di occhiale sportivo in cui...
di Giorgio Perugini
Vi piace sentirvi veloci? Tranquilli, non siete i soli a desiderarlo mentre pedalate. Oggi Wilier con la nuova Filante SLR...
di Giorgio Perugini
Quando le aziende collaborano con numerosi team professionistici da molte stagioni mettendo a punto prodotti di altissima qualità e altamente...
di Giorgio Perugini
In casa UVEX il look ultra-sportivo e le migliori tecnologie disponibili per gli occhiali danno vita ad una collezione di...
di Giorgio Perugini
Fa caldo? Troppo? Dall’asfalto si elevano solo fiamme ma voi desiderate più di ogni altra cosa uscire in bici? Attrezzatevi...
di Giorgio Perugini
Per le giornate più calde un cycling kit leggero e dotato di massima traspirabilità fa la differenza? La risposta è...
di Giorgio Perugini
Potremmo senza dubbio definirlo il kit più veloce prodotto da Castelli ed è quello con cui il team Soudal Quick-Step...
di Giorgio Perugini
Ieri è sta una giornata prestigiosa per il Team Lidl-Trek, vincitori al Tour de France con un velocissimo Jonathan Milan...
di Giorgio Perugini
Con il modello CGO009 Tenways va ben oltre quello che si intende per e-bike urbana, infatti, si tratta di un...
di Giorgio Perugini
La forcella su una gravel, la stravolge? La rende più comoda ed efficace? Oppure la appesantisce e basta? Le domande...
© 2018 | Prima Pagina Edizioni Srl | P.IVA 11980460155
Pubblicità | Redazione | Privacy Policy | Cookie Policy | Contattaci

[X] Il nostro sito web utilizza i cookies (piccoli file salvati sul tuo hard disk) per migliorare la navigazione, analizzare l'accesso alle pagine web e personalizzare i propri servizi. L'utente è consapevole che, se esplora il nostro sito web, accetta l'utilizzo dei cookies.
Per maggiori informazioni consulta la nostra privacy policy