Che il ciclismo abbia un modello di business insostenibile è un fatto con cui dobbiamo fare, letteralmente, i conti: sponsor come unica fonte o quasi di budget delle squadre, nessun ricavo da biglietti degli spettatori né dai diritti tv, che in maniera francamente anacronistica sono ancora appannaggio solo degli organizzatori senza una ripartizione tra i team. Un meccanismo già ben stigmatizzato dal nostro direttore e che sta mettendo in crescente difficoltà il sistema ciclistico mondiale, inducendo diversi attori protagonisti a correre ai ripari.
Come svelato da Escape Collective, e come confermato da nostre fonti, gran parte del World Tour e la crème della categoria Professional sta dando vita a TeamCo, un progetto nato lo scorso autunno da sei investitori iniziali, tra cui il miliardario Ivan Glasenberg (il "signor Pinarello Q36.5") e le proprietà di Visma Lease a Bike e Lidl Trek. Il punto di partenza sarebbero 25 milioni di euro di capitale di partenza, destinati a crescere con l'aumento delle adesioni. Lo scopo è quello di ottimizzare la portata e la gestione dei diritti commerciali, aumentare la sostenibilità finanziaria e lo spettacolo del ciclismo.
Come ciò avverrà in concreto, e quale sia il modello di business alternativo a quello attuale che TeamCo presenterà alla UCI, per ora possiamo "divertirci" a immaginarlo e, quando in un futuro forse prossimo tutte le carte saranno definite e firmate, osservarlo direttamente.