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GIRO. UNA TAPPA LUNGHISSIMA. LIVE
di Giuseppe Figini | 16/05/2019 | 07:53

“Meglio sudare che tremare” è un detto in voga fra il gruppo dei corridori di qualche decennio fa che potrebbe comunque essere attuale per il freddo e la pioggia che hanno decisamente investito l’inizio del Giro d’Italia 2019.

Tappa breve, ma sempre sotto la pioggia, la Frascati-Terracina, con le strade che presentavano anche pavimentazioni impegnative a causa pure delle copiose precipitazioni. Condizioni che hanno determinato, In diretta tv, il viavai dei capi del gruppo preoccupati per il circuito finale di quasi dieci chilometri, alla vettura della direzione di gara. Perorazioni accolte, e in accordo con la giuria, è stata decisa la neutralizzazione del tempo al primo passaggio sulla linea d’arrivo.

Amaro saluto del Giro allo sfortunato Tom Dumoulin che ha dovuto rassegnarsi, subito dopo l’avvio per il tratto di trasferimento, ad abbandonare la corsa rosa per le conseguenze della caduta verso Frascati.

Sono Florez Lopez, Barbin, Orsini, Santaromita, Vervaeke e Ciccone, che poi si fa presto riassorbire dal gruppo, gli attaccanti di giornata tenuti sempre a tiro dal gruppo.

La spettacolare volata finale conferma le doti dell’emergente e possente tedesco Pascal Ackermann, nuova linfa della prolifica scuola dei velocisti teutonici, alcuni dei quali agonisticamente attempati, al suo secondo successo nella corsa rosa precedendo di giustezza Gaviria, e quindi Demare, Ewan e Moschetti, giovane esordiente italiano che prospetta eccellenti doti per essere presto iscritto al club delle “ruote veloci”. Tutto come il giorno prima per le varie classifiche.

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Riparte ancora dal Lazio la 6a tappa che fissa il traguardo in Puglia, a San Giovanni Rotondo. E’ Cassino, in provincia di Frosinone, nella posizione settentrionale della regione storica, condivisa con la campana Caserta, “Terra di Lavoro”, a ospitare la partenza proponendosi con le sue numerose e peculiari specificità. E’ uno snodo di comunicazioni di notevole importanza, da sempre, per la sua collocazione geografica. Si sviluppa ai piedi del colle, dove sorge la storica, famosa, Abbazia di Montecassino, a quota m. 520, fondata nel 529 da San Benedetto da Norcia. E’ luogo si cultura con la frequentata sede universitaria e preghiera legato da diverse vicende storiche attraverso i secoli che ha saputo riprendersi dopo le drammatiche vicende della seconda guerra mondiale.

Cassino, lungo la linea bellica Gustav, è stata ricostruita nel secondo dopoguerra, dopo i devastanti bombardamenti delle battaglie del 24 novembre 1943 e 23 marzo 1944 che l’avevano rasa al suolo cancellando, in pratica, il suo passato. I cimiteri militari della zona ricordano il sacrificio di migliaia di vittime delle parti belligeranti contrapposte di varie nazionalità.

Il Teatro romano, la Rocca Janula del 10^ secolo, le Terme Varroniane con il parco naturale-termale, testimoniano, dopo i restauri, unitamente al palazzo Barone De Rosa, l’unico scampato ai bombardamenti, sono parte della storia di Cassino, centro di varie attività industriali, agricole, commerciali e culturali. Il Giro d’Italia ha proposto a Montecassino, nel 2015, l’arrivo di una tappa vinta dall’australiano Michael Matthews. E’ di Cassino (1964), Domenico Di Carlo, ora allenatore di calcio.

L’itinerario di tappa, con chilometraggio rilevante, prevede il passaggio da Taverna di San Vittore e poi subito l’entrata in Campania, provincia di Caserta, per San Cataldo, località del comune di San Pietro Infine e poi il passaggio di regione, trovando il Molise, la provincia di Isernia, per Venafro, centro di riferimento della zona con diversificate attività, quindi Sant’Eusanio, località del comune di Monteroduni, superando gli svincoli stradali per Isernia, il capoluogo di provincia, e Castelpetroso, centro medievale con il grande, monumentale, santuario dell’Addolorata, in stile neogotico e raggiungere quindi la località di Stazione del Cantalupo nel Sannio.

Subito dopo la corsa giunge nella provincia di Campobasso, sempre lungo la s.s. 17, nel territorio sannitico, trovando Bojano, presso le sorgenti dl fiume Biferno, ai piedi del digradante massiccio del Matese, ricco di boschi, con la Cattedrale del 1080 e altri edifici d’interesse. L’economia è variamente distribuita fra la tipologia agricola, agroalimentare e manifatturiera.

Lungo strade leggermente mosse si raggiunge Campobasso. E’ il capoluogo della regione e della provincia, fra i fiumi Biferno e Fortore, con la città vecchia, disposta sul pendio di un colle con abitato di netta impronta medievale, con il castello Monforte, simbolo della città, unitamente a vari altri motivi d’interesse architettonico, storico e di costume. La parte più recente, d’origine ottocentesca, favorita da Gioacchino Murat, cognato di Napoleone e re di Napoli dal 1808 al 1815, riflette le prospettive di una città con ampi viali e spazi verdi e palazzi di rilievo. Sono numerosi, una dozzina, gli arrivi di tappa della corsa rosa con traguardo a Campobasso, anche con vincitori di gran nome.
L’itinerario punta sempre a sud, nella zona dei tratturi, i larghi sentieri erbosi utilizzati per il trasferimento delle greggi, passando per le località del bivio di Campodipietra, svincolo di Pietracatella e quello di Gambatesa.

Cambio di regione, dal Molise si giunge in Puglia, provincia di Foggia, superando lo svincolo di Volturara Appula, piccolo comune dove è nato nel 1964 Giuseppe Conte, avvocato, il presidente del Consiglio dei ministri, in carica dal 1° giugno 2018.

La corsa entra nella zona del subappennino Dauno, modesta catena montuosa caratterizzata da rilievi tondeggianti con varietà di colture di cereali nelle zone più basse mentre, a quote più elevate, prevalgono boschi e pascoli.

Dopo gli svincoli di Volturino e Lucera, centro d’antica storia nel periodo svevo-angioino, la corsa giunge a Rignano Garganico, nella zona all’inizio del promontorio del Gargano, con economia agricola, è già lungo la strada che conduce al GPM di 2a cat. – quota m. 678 – di Coppa Casarinelle, assai lunga ma con pendenze relativamente contenute, destinata, nelle intenzioni, a scremare il gruppo delle ruote veloci. Si raggiunge San Marco in Lamis, centro che ha nel suo territorio, alle primi pendici del monte Celano, il Convento di San Matteo Apostolo.

San Giovanni Rotondo è un traguardo inedito per la corsa rosa. Sorge nell’ambientazione verde del Parco del Gargano e la fondazione del nucleo costitutivo si colloca attorno all’anno Mille, sui resti di un insediamento più antico dedicato a Giano. La parte antica, con il centro storico, è formata da un caratteristico reticolo che offre angoli suggestivi. Qui sorge  la chiesa di San Giovanni Battista, costruzione tondeggiante nella parte retrostante di un battistero, che ha dato origine alla denominazione della località.  Ha sempre rivestito un ruolo di valore nell’evoluzione dei fatti storici ed economici del territorio circostante nelle varie epoche. Nel suo territorio è compresa la Grava di Campolato, cavità carsica, la più profonda ad andamento verticale del massiccio del Gargano, fra le più importanti dell’Italia meridionale, meta degli appassionati di speleologia. Sono varie le chiese, di differenti epoche, a San Giovanni Rotondo. Il Palazzo San Francesco del 1470, all’inizio convento francescano, quindi – dai primi anni del 1800 - ospita il Palazzo di Città, sede del comune. Diversi sono anche i palazzi di varie epoche e stili della cittadina.

Fino alla metà del 1900 l’economia era in prevalenza di tipo agricolo con una sviluppata pastorizia, ed estesi uliveti e mandorli. Qui sono nati, fra altri personaggi, Marisa Maresca (1923-1988), popolare attrice di varietà e il pilota motociclistico Michele Pirro (1986).

La connotazione e la notorietà mondiale attuali di San Giovanni Rotondo si legano comunque alla figura di padre Pio, Pio da Pietrelcina, al secolo Francesco Forgione, nato a Pietrelcina, comune della provincia di Benevento, il 25 maggio 1887, scomparso il 23 settembre 1968 a San Giovanni Rotondo. Era un presbitero dell’Ordine dei frati minori cappuccini.

Era giunto a San Giovanni Rotondo nel 1916, dove visse e operò nelle due chiese dedicate a Santa Maria delle Grazie. Già in vita ha avuto una venerazione popolare di proporzioni imponenti per la sua fama di taumaturgo, conosciuto – e pure lungamente contrastato comunque in alcuni ambienti, anche ecclesiastici - per le “stimmate” e certe sue posizioni e opinioni. Era una personalità fortissima e combattiva, talvolta con approccio diretto, rude, comunque sempre seguito dalla devozione popolare anche in ambito internazionale. E’ stato beatificato nel 1999 da papa Giovanni Paolo II e quindi proclamato santo nel 2002.

La nuova chiesa di San Pio di Pietrelcina, fortemente voluta dai confratelli di padre Pio e dai suoi devoti, con il progetto architettonico del famoso architetto Renzo Piano, complesso di rilevanti dimensioni, completata nel 2004, capace di contenere settemila persone e il grande vastissimo, spazio antistante il sagrato, collegato alla chiesa da un’enorme vetrata, sorge in prossimità del preesistente santuario e convento di Santa Marie delle Grazie, dove visse il frate. E’ continua meta di pellegrinaggi e visite da ogni parte del mondo. Sono comunque vari e molteplici i motivi e le strutture che lo ricordano e, fra questi, l’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza con altre varie opere, sue testimonianze e reliquie.
San Giovanni Rotondo propone, accanto a San Pio da Pietrelcina, altri motivi d’interesse che derivano dalla sua storia e da specificità molteplici, in vari versanti, del suo territorio.

da Tv Roadbook

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