Non saranno le sei vittorie di Pogacar di due anni fa, ma è un Jonas Vingegaard stile-Tadej quello che cala il pokerissimo nella ventesima tappa del Giro, la Gemona del Friuli - Piancavallo (doppio) da 200 chilometri esatti! I primi dieci della generale sono i primi dieci al traguardo, solo in ordine differente. Variazioni quindi sui distacchi, ma non sulle posizioni: Felix Gall e Jai Hindley 2° e 3° sia di tappa che di classifica; Derek Gee 4° di tappa e 5° in classifica, non riuscendo a sorpassare Thymen Arensman che fa 5° di tappa e resta 4° in classifica, con l'aiuto di un Egan Bernal 6° di tappa e 10° in classifica; Afonso Eulalio 7° di tappa, 6° in classifica e soprattutto maglia bianca; Damiano Caruso (all'ultimo Giro in carriera) 8° di tappa e 9° in classifica; Michael Storer 9° di tappa e 7° in classifica; Davide Piganzoli 10° di tappa e 8° in classifica, manca l'assalto alla maglia bianca ma chiude come miglior luogotenenete del fuoriclasse danese e miglior italiano assoluto.
In quattro delle cinque vittorie del "Re pescatore" il podio è stato il medesimo: lui, Gall, Hindley. Immagine chiara dei rapporti di forza del 109° Giro d'Italia, che terminerà domani con la passerella per velocisti nella capitale, dove sarà ratificata la maglia ciclamino di Paul Magnier. Aritmeticamente in maglia azzurra, infine, Giulio Ciccone: per la seconda edizione di fila, a vestire i colori sponsorizzati Mediolanum è un corridore italiano, dopo Lorenzo Fortunato nel 2025.
CRONACA
L'inizio gara ha avuto una protagonista assoluta, da rispettare col massimo raccoglimento: la commemorazione del cinquantenario del terremoto del Friuli, presso il cimitero di Gemona dove riposano le centinaia di vittime del sisma. Poi c'è il lato ciclistico, i 152 corridori rimasti in corsa che si sfidano tra le province di Udine e Pordenone attraversando il Tagliamento per avvicinarsi all'ultimo epilogo in salita. Un finale dove la Visma Lease a Bike vuole mettere il punto esclamativo a un Giro dominato e lo mette subito in chiaro.
Al km 11 infatti vanno via Jonas Geens (Alpecin Premier Tech), Axel Huens (Groupama FDJ), Jack Haig (Ineos Netcompany), Andreas Leknessund (Uno X) e Thomas Silva (XDS Astana) poi al km 15 Larry Warbasse (Tudor) e Manuele Tarozzi (Bardiani Csf Faizanè) insieme ad Arjen Livyns (XDS Astana) che però si rialza. A quel punto Victor Campenaerts fa valere la sua legge, s'impone coi compagni in cima al plotone e nessuno evade più. I fuggitivi vengono lasciati andare a un massimo di cinque minuti, mentre a Buja si scatena la "visita parenti" di Jonathan Milan, tra abbracci, palloncini e... vespe, inteso come i mitici scooter di cui il velocista friulano è grande appassionato.
Al km 70 il ricongiungimento al comando: sono ufficialmente 7 i battistrada. Sullo strappetto di Forgaria, Thomas Silva e Andreas Leknessund per giocarsi il podio nella classifica a punti si contendono lo sprint intermedio, relegando dietro di loro Manuele Tarozzi. Per l'eterno fuggiasco faentino ci vorrà ancora uno sforzo domani a Ostia per assicurarsi il primato nella speciale graduatoria dei traguardi volanti. Nella discesa post-GPM di Clauzetto, invece, caduta in gruppo per Fredrik Dversnes Lavik (Uno X) e Tobias Bayer (Alpecin Premier Tech) che finiscono fuori dal guard-rail, ma per fortuna non finiscono giù nel fosso e, smaltito lo spaventano, riprendono a pedalare.
La Lidl Trek ovviamente si guarda bene dall'aiutare i "calabroni" e la Decathlon CMA CGM a fare l'andatura: se la fuga scollina per prima anche sul primo Piancavallo, Giulio Ciccone conquista aritmeticamente la classifica scalatori, per la seconda volta dopo il Giro del 2019 e dopo la maglia a pois del Tour nel 2023. Così avviene: Tarozzi e Silva perdono terreno e vengono riassorbiti, Huens e Geens perdono terreno ma transitano comunque davanti al gruppo maglia rosa, ridotto a una trentina di unità. Scattano gli applausi per Ciccone, che festeggia con uno scatto davanti al trenino-Visma.
Assieme all'abruzzese, peraltro, sulla vetta scattano Igor Arrieta (UAE) e Ludovico Crescioli (Polti VisitMalta) che tirano dritto con una gran discesa. E se Jonas Geens non ne ha più e si fa reinglobare, Axel Huens si aggrega ai due contrattaccanti per rientrare in picchiata sui tre rimasti davanti. La strada spiana ai -24 dall'arrivo e Igor Arrieta si prende serenamente il Red Bull KM: scavalca così Einer Rubio nella speciale graduatoria apposita. Forse, possiamo capire meglio il disappunto del colombiano della Movistar ieri sul passo Falzarego…
Ad ogni modo, a intraprendere il secondo e decisivo Piancavallo (14km all'8%) con ancora due minuti di margine sono in 6: Arrieta, Huens, Haig, Warbasse, Crescioli e Leknessund. In coda al plotoncino maglia rosa vanno in crisi Ben O'Connor e soprattutto Chris Harper, in testa si staccano Huens e Haig, di contro allunga da solo Crescioli. Finché ai -11 (dopo tre chilometri di ascesa) giunge l'ora del Vingegaard-show. Senza nemmeno forzare, i suoi gregari di lusso si sfilano e lui va semplicemente di un passo differente. Va a riprendere tutti uno a uno e vola leggiadro verso il consueto bacio alla foto familiare e il trionfo definitivo. Pure gli altri big, riorganizzandosi e ricomponendosi in gruppetti a seconda della gamba e della gestione delle forze, vanno a sorpassare ciò che resta degli attaccanti di giornata: il meglio piazzato risulterà l'ottimo Crescioli, 12° dietro Wout Poels.
Gall prova a inseguire Vingegaard da solo, poi viene raggiunto da Hindley e Gee ma li batte nella volatina. A loro si accoda in extremis Arensman, trainato come se avesse una fune da un commovente Bernal. Sembra in difficoltà Eulalio, che a un paio di chilometri dalla meta però piazza la zampata per distanziare Caruso, Storer e Piganzoli, che se la sprinteranno tra loro.
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