Che spettacolo la 17^ tappa del Giro d'Italia! A vincere la Cassano d'Adda - Andalo da 202 chilometri è Michael Valgren (Education First) con lo scatto decisivo alla flamme rouge. Decimo successo in carriera per lui, già vincitore quest'anno della quinta tappa della Tirreno-Adriatico. Il 34enne danese precede Andreas Leknessund (Uno X) al terzo 2° posto di questo Giro dopo Fermo e Verbania, e un Damiano Caruso (Bahrain Victorious) che oggi sveste i panni del "fratello maggiore di Eulalio" ed entra nella top-10 generale. Tanti altri italiani nel fugone di 29 unità che ha animato la giornata: tra loro si piazza 7° Gianmarco Garofoli (Soudal Quick-Step) mentre perde altri 8 minuti dai big Giulio Pellizzari.
CRONACA
Oggi era la giornata da fuga per eccellenza della terza settimana, per quanto anche domani a Ca' del Poggio siano attesi gli attaccanti. I corridori si aspettavano "mezzo gruppo in fuga" e così, di fatto, è stato. Dopo le velocissime schermaglie iniziali, il primo drappello di testa si è staccato sulle pianure della bassa bergamasca al km 31, un secondo troncone è evaso intorno al km 50 sul lago d'Iseo, appena cominciato il passo dei Tre Termini al km 58 è sorto un altro gruppetto portato via da Caruso e Milesi, cui si sono poi aggregati con un numero in picchiata Arrieta e Van den Bossche per raggiungere i compagni davanti.
Al km 85 sulla cocca di Lodrino, sentendo aria di ricongiungimento generale, Remi Cavagna (Groupama FDJ) ha deciso di fare da sé ed è andato via da solo, scappando da 28 inseguitori: Damiano Caruso (Bahrain Victorious), Tobias Bayer (Alpecin Premier Tech), Manuele Tarozzi (Bardiani Csf 7 Saber), Andreas Leknessund (Uno X), Niklas Larsen (Unibet Rockets), Simone Gualdi (Lotto Intermarchè), Jan Hirt (NSN), Florian Stork (Tudor), Giulio Ciccone (Lidl Trek), Michael Valgren e Jardi Van der Lee (Education First), David De la Cruz e Mark Donovan (Pinarello Q36.5), Gijs Leemreize e Frank Van den Broek (Picnic PostNL), Gianmarco Garofoli e Fabio Van den Bossche (Soudal Quick-Step), Alessandro Tonelli e Mattia Bais (Polti VisitMalta), Mick Van Dijke e Aleksandr Vlasov (Red Bull Bora), Igor Arrieta, Jan Christen e Jhonatan Narvaez (UAE), Einer Rubio, Enric Mas, Juanpe Lopez e Lorenzo Milesi (Movistar).
Solo cinque formazioni non hanno partecipato alle azioni offensive: Visma Lease a Bike, Ineos Netcompany, Jayco AlUla, Decathlon CMA CGM e XDS Astana, con Diego Ulissi a "perdere il treno" con un tentativo solitario quando ormai l'ultimo attacco buono era già partito. A proposito di azioni solitarie, Cavagna è passato dalle valli lombarde a quelle trentine spaziando da caldo para-estivo a forte pioggia temporanea, pedalando al comando per una sessantina di chilometri. Costretto intanto al ritiro Nickolas Zukowsky (Pinarello Q36.5) coinvolto nella caduta pre-sprint di domenica a Milano.
Ripreso Cavagna sullo scollinamento di Roncone, Jhonatan Narvaez ha azzannato il traguardo volante e ha ri-strappato la maglia ciclamino a Paul Magnier. A 44 km dall'arrivo, su un tratto di leggera salita Damiano Caruso ha impresso la fiammata che ha fatto deflagrare la situazione. Subito gli sono rimasti a ruota Michael Valgren, Juanpe Lopez e Gianmarco Garofoli, ai -40 è rientrato Andreas Leknessund, in una successiva discesa il veterano siculo ha provato ad allungare con Garofoli, ma su una rampa ai -30 si sono ritrovati in dieci al comando: al quintetto precedente si sono infatti ri-aggiunti Igor Arrieta, David De la Cruz, Einer Rubio, Mick Van Dijke e Aleksandr Vlasov.
Sull'ascesa di Lever (8km al 4%) Lopez e Van Dijke hanno terminato il lavoro per i rispettivi compagni e ai -18 ha accelerato ancora l'indemoniato Caruso, ma gli altri sette gli sono rimasti dietro e ai -16 è giunta la controffensiva di Rubio: Valgren gli ha resistito bene, Arrieta ci ha provato ma si è unito a Caruso, Vlasov e Leknessund come inseguitore; Garofoli e De La Cruz non hanno potuto tenere il loro passo, ma in discesa il marchigiano del Wolfpack ha distanziato lo spagnolo per garantirsi quantomeno la settima posizione.
Pur procedendo spediti e d'accordo, Valgren e Rubio sono stati infine recuperati dagli altri quattro sull'ultimo strappo a 1800 metri dalla linea. Appena il tempo di spianare e Valgren ha prodotto lo scatto vincente, brandendo fiero sul traguardo un disco verde a forma di poké-ball regalatagli dal figlio maggiore come portafortuna. Per la piazza d'onore, Leknessund ha anticipato di rabbia gli avversari. Per il podio, Caruso ha battuto Vlasov e Rubio; poco dietro, 6° Arrieta. Il ragusano, che tra i fuggitivi era il meglio piazzato in classifica, è passato così da 13° a 9° nella generale, sorpassando Harper, Rondel e Bernal e frapponendosi tra Piganzoli e O'Connor. Il lavoro in cima al gruppo maglia rosa della Tudor, a protezione di Storer, ha limitato a 5 minuti il ritardo.
Tornando ai piazzamenti odierni, 9° Narvaez con una volatina su Donovan (doppia top-10 per i ragazzi di Gabriele Missaglia, con De La Cruz 8° che sale di un gradino nella generale), Stork, Hirt e Ciccone; 14° da solo Van Der Lee, 15° Van Den Bossche sprintando su Lopez e Bais; giunti uno ad uno Van Dijke, Gualdi, Mas e Tonelli, 21° e ultimo dei 29 fuggiaschi a evitare il riassorbimento in gruppo.
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