Gatti & Misfatti
Il Giro logora chi non ce l’ha
di Cristiano Gatti

Gustiamoci il Giro ’99: è l’ultimo del millennio, una ricorrenza che ormai riguarda qualunque cosa accada in questo citatissimo anno e che francamente comincia anche un po’ a rompere, ma soprattutto potrebbe essere l’ultimo Giro rosa. Ma sì, circola questa voce: il presidente della federazione Ceruti vorrebbe ridurre l’eccessivo potere della Gazzetta, in quanto organizzatrice, e starebbe persino pensando di farsi un Giro tutto suo. Comunque la si legga, è una gran bella vicenda che si presta a qualche considerazione.

La prima che mi viene è sugli eccessi di potere. Ceruti non tollera più quelli della Gazzetta, ma non si mostra minimamente infastidito dai suoi. Da quando ha preso in mano la grande famiglia, ha sistematicamente spazzato via le voci di dissenso, lavorando alacremente per costruire una leadership di chiaro stampo individualista. Comunque, questi sono affari suoi e di chi glieli lascia fare. Sul Giro, invece, ciascuno di noi è autorizzato ad alzare la manina: perché è una creatura troppo cara e troppo importante per vederla impunemente squartata sul tavolo della bassa macelleria politica.

Magari non conta molto, ma in un ipotetico referendum voglio schierarmi totalemente dalla parte della Gazzetta. Il Giro l’ha inventato, l’ha cresciuto, l’ha accudito il giornale rosa: in un regime di democrazia e di libero mercato mi sembra il minimo che il proprietario del bene se lo goda. Cerchiamo di non prenderci in giro: se questa corsa, che è sicuramente perfettibile e modernizzabile, resta pur sempre la manifestazione più popolare dello sport italiano, il merito è di molti, ma soprattutto di chi la fa. Nella Gazzetta, in quanto giornale, è fatica spesso riconoscersi: per esempio quando il suo direttore Cannavò sfila su tutti i palchi a urlare la primogenitura e l’esclusiva nella lotta al doping, noi di qui e noi di là, salvo poi non provare alcun imbarazzo nel glorificare l’arrivo in Italia di Virenque, guarda caso alla corte di uno sponsor che versa parecchi soldi nelle casse sociali. Sia chiaro: Virenque non è un lebbroso. E non è neppure Merckx. A giudicare dai titoli, invece, la Gazzetta dimentica bellamente che comunque il francese ha qualche conto aperto, sottolineando invece la sua levatura di fuoriclasse. Due bugie in una volta sola.

Eppure, queste sono altre storie. Sul Giro, la Gazzetta va solo ringraziata. Per averlo cresciuto in salute nonostante, e non grazie, alle trovate geniali del Palazzo. Se fosse per Ceruti e per i suoi predecessori, visto che in fondo si fatica a distinguerne uno dall’altro, il Giro adesso sarebbe una bella salma. O comunque un bel ricordo. È un’opinione senza controprova. Ma me la tengo. Viva allora la gestione Gazzetta, con tutti i suoi limiti, piuttosto che la futuribile gestione parastatale. Ma facciano il piacere: già Ceruti, anziché esercitare bene il ruolo di presidente, che basterebbe, ha voluto uscire dal suo ufficio per inventarsi editore. La vicenda è nota: volendo trasformare in grande rivista Tuttociclismo, per le cui finalità di servizio alle società basterebbe un bel ciclostilato, ha speso montagne di soldi. E ovviamente la grande rivista non l’ha mai vista nessuno (fortunatamente in edicola ce ne sono almeno due, una è sicuramente questa). Figuriamoci se il frenetico presidente decidesse di inventarsi anche organizzatore: fatti i paragoni con l’esperimento editoriale, lancerebbe al massimo un bel Giro del condominio. È meglio non pensarci neppure. Che se lo tenga la Gazzetta, il suo Giro. E che ci guadagni pure dei soldi, se ne è capace: non c’è nulla di ripugnante, nella redditività di un’impresa. Quando le cose funzionano, è giusto che rendano. Caso mai sarebbe ora di coinvolgere nei guadagni anche gli attori ciclisti, che in fin dei conti hanno sempre recitato gratis. Ma questo è tutto un altro discorso.

Purtroppo mi rendo conto a questo punto di aver perso un caro amico. Meglio: di rompere idealmente con un valoroso collega che stimo e rispetto. Con Gino Sala, uno dei nostri grandi papà. Proprio lui, nell’ultimo numero di tuttoBICI (giornale pluralista e democratico, ha notato il presidente Ceruti?), ha tagliato i panni addosso alla Gazzetta e ha raccontato Ceruti come un mezzo San Francesco di Sales. Caro Gino, stavolta mi trovo sul fronte opposto in entrambe le questioni. Mi spiace, ma non posso farci nulla. Spero solo che la diversità di opinioni costituisca anche per te un motivo di rispetto, non di astio. In caso contrario, è stato bello.

Cristiano Gatti, bergamasco,
inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
La Stelvio Santini sta per tornare e, se tra le principali novità del weekend del 6 e 7 giugno spicca l’introduzione della prova gravel, c’è anche una tradizione molto apprezzata che continua a rinnovarsi anno dopo anno. Si tratta delle...


C’è un momento preciso in cui succede. Non è programmato, non è razionale. Lo vedi, lo immagini, lo assapori… e dentro senti qualcosa che si accende. Può essere una corsa all’alba, una salita in bici, una vasca nuotata con il...


È stata una delle selle più attese degli ultimi anni, un prodotto lanciato da pochi mesi che oggi viene proposto nella sontuosa versione SLR Racing Replica. Scheletro co-iniettato nella scocca e rail in carbonio per  un peso di soli 109 grammi,...


Ci sono persone che sono estremamente del proprio operato e tra queste troviamo  di certo i responsabili di Cyclowax. L’azienda ha appena messo a punto insieme alla Lidl-Trek una cera speciale per lubrificare le trasmissioni che ha del miracoloso, una...


Alé è partner dell’Abu Dhabi Sports Council per l’UAE Tour e l’UAE Women Tour 2026, due delle più prestigiose competizioni del calendario UCI WorldTour maschile e femminile. La 4ª edizione dell’UAE Tour Women ha preso il via il 5 febbraio...


Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A mio parere non esiste un capo tecnico più versatile e magico di questo, utilissimo come vuole la prassi nei più...


MVC Group, leader nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Wolvenberg, storico partner per la distribuzione nel Benelux dei brand Castelli e Sportful. L’acquisizione porta alla nascita di MVC Benelux, nona filiale estera del gruppo...


È iniziato l’UAE Tour Women, la corsa che lo scorso anno ha segnato il debutto in gara della Colnago Y1Rs. Come allora, torna la sfida tra il vento del deserto degli Emirati — una costante di questa competizione — e...


L’iconico marchio italiano Bianchi ha unito le forze con la squadra di triathlon più vincente al mondo per lanciare il nuovo progetto Bianchi Pro Triathlon Team. Fin dal suo ingresso nell’élite mondiale della disciplina nel 2014, la squadra ha vissuto...


Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024