Gatti & Misfatti
Tessera autoGold
di Cristiano Gatti

Caro direttore,
mi sembra doveroso tornare su una questione che già nel numero scorso tuttoBICI ha giustamente rilevato nel «Borsino». Mi riferisco alla - come definirla? - simpatica decisione dell’Associazione corridori, cioè del gruppo, cioè dei Pantani, dei Cipollini, dei Nardello, dei Di Luca, dei Savoldelli e dei Coppolillo, di istituire la prestigiosa «Tessera Gold», una specie di alta onorificenza ai meriti ciclistici, e di attribuire solennemente la numero uno a Paolo Brosio. Memorabile e struggente la motivazione: «In occasione del Giro d’Italia si è sottoposto alla fatica di tanti chilometri percorsi in bicicletta». Mi sembra bellissimo. Sarebbe perfetto se pensassero una volta anche al popolo italiano, che si sottopone alla fatica di pagare e di sopportare Paolo Brosio. Ma forse questo è un altro discorso.

L’idea di istituire uno strumento simbolico per dire grazie ai personaggi extraciclistici non è di per sè malvagia. Tutt’altro. È intelligente, nobile e romantico istituire una grande famiglia, o un club scelto, dove tanta bella gente si ritrovi e si riconosca, intorno alla poesia e alla passione per la bicicletta. Detto questo, mi pare però che l’Associazione corridori precipiti subito nel ridicolo già alla prima mossa, la più importante. Ma certo, diamo la tessera numero uno a Paolo Brosio. E chi, meglio di lui, personifica lo svaccamento e la banalità di questi tempi, segnati dal totale ed entusiastico asservimento di nobili ideali sotto le volgari leggi dello spettacolo e del mercato. E come no, Paolo Brosio è il nostro simbolo, la nostra bandiera, il nostro carisma. Ma certo, Paolo Brosio lavora in televisione, l’unica cosa che davvero interessi a questo ambiente povero di fantasia, di cultura e di slanci ideali, a questo ambiente sempre più compiaciuto di farsi rappresentare da acrobati, nani e ballerine. E pensare che qualcuno di noi era convinto di un’altra cosa: e cioè che il ciclismo fosse un mondo ammirato e rispettato da tutti, persino dagli altri sport sempre così invidiosi, proprio per la sua sobrietà, la sua serietà, la sua semplicità. Dev’essere un tragico errore di calcolo: il ciclismo s’è modernizzato, adesso paga fior di ricercatori per creare nuovi legami e nuovi accessi nel bel mondo della comunicazione. La stessa Associazione corridori sta studiando da tempo i modi per avere più spazio e più considerazione sui media. Devono aver deciso che Brosio rappresenti il biglietto da visita più autorevole.

Spreco tutto questo spazio di una prestigiosa rivista non tanto per Brosio, che andrebbe liquidato con una virgola, ma perché il gesto dell’Associazione è molto allarmante: è il chiaro segno di come il costume e la mentalità di questo ambiente, il più bello dello sport mondiale, rischino seriamente di precipitare nella volgarità. Vogliamo aprire le finestre sulla «società civile», diciamo pure para-ciclistica? Io non sono nè uno specialista in pubbliche relazioni (anche se non mi vergogno di dire che ho una laurea in marketing: solo per precisare che proprio profano del ramo non sono, e mi scuso per la citazione), nè tanto meno sono un genio. Però, dovendo sparare sui due piedi qualche nome valido per la «Tessera Gold numero uno», mai e poi mai avrei pensato al giullare di Stato. Il primo nome che per carisma, prestigio e anche militanza in sella (vera, autentica, sincera: non a pagamento) mi viene in mente è quello di Romano Prodi: non perde mai occasione di promuovere questo sport nelle sedi più alte e riverite. Non appena riesce, si presenta pure ai vertici politici in divisa e bicicletta: questo per dire. Ma vogliamo pure scartare Prodi perché la politica «è meglio lasciarla fuori?». Va bene, cambiamo. Andiamo pure nel mondo dello spettacolo, che può catturare anche i giovani. Perché non Jovanotti, uno che si «sottopone al sacrificio di sopportare la fatica di tanti chilometri», come direbbe l’Assocorridori, correndo le gran fondo, su e giù per montagne, in mezzo a cicloamatori fanatici e simpatiche famigliole in gita? Non va bene neppure lui? Che dire: restiamo nel mondo dello sport. Perché non Guidolin, che in bici ci sta tutti i giorni per ore, e che soprattutto promuove davvero la cultura ciclistica usandola sempre come termine di paragone positivo nelle sue interviste sul pallone?

Non voglio sfiancare il mondo con un lungo elenco. Mi limito a rilevare che la Tessera Gold sarebbe un ottimo strumento per creare lustro e autorevolezza, mentre è già morta e sepolta sotto una frana di grottesco. Un peccato. E dire che il presidente dell’Associazione corridori, l’avvocato Ingrillì, mi sembrava una persona saggia, intelligente e di alto profilo. Pazienza, succede di sbagliarsi sulle persone. Evidentemente è anch’egli vittima della sindrome televisiva, convinto che buttare tutto in farsetta sia una grande promozione di valori. Se questa è la linea, mi permetto soltanto una nomination per la Tessera Gold numero due. Dico Mago Zurlì: l’hanno visto portare sul canotto i cantanti dello Zecchino d’oro.

Cristiano Gatti, bergamasco inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
La Stelvio Santini sta per tornare e, se tra le principali novità del weekend del 6 e 7 giugno spicca l’introduzione della prova gravel, c’è anche una tradizione molto apprezzata che continua a rinnovarsi anno dopo anno. Si tratta delle...


C’è un momento preciso in cui succede. Non è programmato, non è razionale. Lo vedi, lo immagini, lo assapori… e dentro senti qualcosa che si accende. Può essere una corsa all’alba, una salita in bici, una vasca nuotata con il...


È stata una delle selle più attese degli ultimi anni, un prodotto lanciato da pochi mesi che oggi viene proposto nella sontuosa versione SLR Racing Replica. Scheletro co-iniettato nella scocca e rail in carbonio per  un peso di soli 109 grammi,...


Ci sono persone che sono estremamente del proprio operato e tra queste troviamo  di certo i responsabili di Cyclowax. L’azienda ha appena messo a punto insieme alla Lidl-Trek una cera speciale per lubrificare le trasmissioni che ha del miracoloso, una...


Alé è partner dell’Abu Dhabi Sports Council per l’UAE Tour e l’UAE Women Tour 2026, due delle più prestigiose competizioni del calendario UCI WorldTour maschile e femminile. La 4ª edizione dell’UAE Tour Women ha preso il via il 5 febbraio...


Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A mio parere non esiste un capo tecnico più versatile e magico di questo, utilissimo come vuole la prassi nei più...


MVC Group, leader nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Wolvenberg, storico partner per la distribuzione nel Benelux dei brand Castelli e Sportful. L’acquisizione porta alla nascita di MVC Benelux, nona filiale estera del gruppo...


È iniziato l’UAE Tour Women, la corsa che lo scorso anno ha segnato il debutto in gara della Colnago Y1Rs. Come allora, torna la sfida tra il vento del deserto degli Emirati — una costante di questa competizione — e...


L’iconico marchio italiano Bianchi ha unito le forze con la squadra di triathlon più vincente al mondo per lanciare il nuovo progetto Bianchi Pro Triathlon Team. Fin dal suo ingresso nell’élite mondiale della disciplina nel 2014, la squadra ha vissuto...


Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024