Gatti & Misfatti
Promemoria per un presidente
di Cristiano Gatti

Grazie alle dettagliate spiegazioni del direttore Pier Augusto Stagi, che in queste cose è il numero uno in Italia, persino io ho capito come e perché le elezioni del nuovo presidente federale sono andate in un certo modo. Piccola parentesi: nel totopresidente, il direttore mi andava dicendo da almeno sei mesi che il vincitore sicuro era Ceruti, perché Moser e i suoi non avevano capito e coltivato una cosa fondamentale, cioè l’importanza del voto dei giovani atleti, novità assoluta e decisiva. Ragazzi, a tuttoBICI non si scherza: c’è un direttore che magari sfila poco in giro per salotti e televisioni, ma che studia e si informa con un’umiltà intellettuale fuori dal comune. Nel prezzo di copertina, il lettore trova anche questo. Lo dico sinceramente: non è poco, al giorno d’oggi.

Esauriti per almeno sessant’anni i complimenti al direttore, passerei al nuovo presidente, cioè al vecchio Giancarlo Ceruti. A lui mi rivolgo soltanto con un velocissimo pro-memoria, che magari il trambusto elettorale può avere in qualche modo oscurato o accantonato. Niente di male: se il presidente ha dimenticato qualcosa, sono qui apposta per ricordarglielo.

Punto primo: la questione cittì. L’ho detto fino alla pedanteria, ma sono di nuovo qui a ripeterlo: Fusi non può stare al suo posto. E non certo perché perda Mondiali con assiduità quasi maniacale: questa è una valutazione tecnica che nemmeno m’interessa. Parlo di una questione molto più importante e molto più alta: parlo della questione morale. Dice qualcosa, questa parola obsoleta? Di sicuro dovrebbe suonare familiare proprio a Ceruti, che si è presentato per anni come il grande ripulitore dell’ambiente, cominciando dalla lotta al doping per finire all’orgogliosa resistenza nei confronti delle varie lobby costruttrici e organizzatrici. Ecco, un personaggio così duro e puro tollera da mesi che il commissario tecnico della nazionale azzurra - di tutte le nazionali, perché ci piace esagerare - viva accompagnato dall’ombra di un’inchiesta per doping. Cioè di un reato che stride pesantemente e scandalosamente col ruolo.

Allora: tante volte s’è chiesto ad Antonio Fusi che si facesse da parte spontaneamente. Parlo di un’autosospensione, mica di dimissioni, perché fino a giudizio ultimato non può essere considerato colpevole. Sarebbe insomma una parentesi, durante la quale Fusi si dedica alla sua difesa e leva dall’imbarazzo un ambiente che non ne ha proprio bisogno. A cose concluse, se ne esce pulito, torna tranquillamente in ammiraglia. Come si vede, non entra nemmeno di striscio nella questione morale l’altra inchiesta che vede Fusi indagato, in questo caso per una semplice questione di corna: il marito geloso di una signora trevigiana l’ha denunciato per violazione di domicilio, avendolo trovato in casa sua, nottetempo, senza una ragione - diciamo così - plausibile. È una cosa da commedia all’italiana, ma resta comunque una questione personale, che nulla ha a che fare col mestiere del cittì: caso mai, incide su quello molto più impegnativo del marito. Sul doping invece non si transige: è strettamente legato al ruolo di cittì, nessuno lo può tollerare.

Normale, no? Invece non è normale per niente. Fusi è incollato col sedere alla sua panchina e non ha alcuna intenzione di scollarsi. Ecco perché busso alla porta di Ceruti: se Fusi non la capisce da solo, qualcuno deve aiutarlo a capire. Cioè il capo. Sempre che Ceruti non consideri la tensione morale come una tensione a corrente alternata, che diventa letale contro Pantani e sparisce davanti a Fusi. Certo, non è facile: ma non si diventa capi per fare solo le cose facili. Prenda Fusi, lo faccia accomodare in sala d’attesa (attesa di giudizio) e scelga un altro. Se poi lo vuole fare a titolo definitivo, è una valutazione sua. Qualcuno dice che è difficile trovare l’alternativa, ma è una stupidaggine colossale. Ce n’è una moltitudine, di alternative. Io faccio subito un nome: Beppe Saronni. Perché non si dica che siamo qui solo a demolire.

Infine, il punto due del mio rapido pro-memoria. Il presidente Ceruti continua imperterrito a spendere ottocento milioni l’anno per pubblicare Tuttociclismo, l’organo della federazione. Non so per quale recondito motivo si ostini a buttare tutti questi soldi, visto che per un agile e pratico notiziario ne basta la metà. Ho un sospetto: pensa che un settimanale a colori, con velleità da giornale vero, gli serva meglio a livello di immagine e di propaganda. Se è così, mi sembra completamente fuori strada: il Tuttociclismo patinato gli fa solo del male. Perché apre una voragine di bilancio che giustamente gli avversari gli rinfacciano, e soprattutto perché comunque non sarà mai un giornale vero. Provi a mettergli vicino BS e tuttoBICI: forse capirà di che cosa sto parlando.

Cristiano Gatti, bergamasco, inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
La Stelvio Santini sta per tornare e, se tra le principali novità del weekend del 6 e 7 giugno spicca l’introduzione della prova gravel, c’è anche una tradizione molto apprezzata che continua a rinnovarsi anno dopo anno. Si tratta delle...


C’è un momento preciso in cui succede. Non è programmato, non è razionale. Lo vedi, lo immagini, lo assapori… e dentro senti qualcosa che si accende. Può essere una corsa all’alba, una salita in bici, una vasca nuotata con il...


È stata una delle selle più attese degli ultimi anni, un prodotto lanciato da pochi mesi che oggi viene proposto nella sontuosa versione SLR Racing Replica. Scheletro co-iniettato nella scocca e rail in carbonio per  un peso di soli 109 grammi,...


Ci sono persone che sono estremamente del proprio operato e tra queste troviamo  di certo i responsabili di Cyclowax. L’azienda ha appena messo a punto insieme alla Lidl-Trek una cera speciale per lubrificare le trasmissioni che ha del miracoloso, una...


Alé è partner dell’Abu Dhabi Sports Council per l’UAE Tour e l’UAE Women Tour 2026, due delle più prestigiose competizioni del calendario UCI WorldTour maschile e femminile. La 4ª edizione dell’UAE Tour Women ha preso il via il 5 febbraio...


Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A mio parere non esiste un capo tecnico più versatile e magico di questo, utilissimo come vuole la prassi nei più...


MVC Group, leader nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Wolvenberg, storico partner per la distribuzione nel Benelux dei brand Castelli e Sportful. L’acquisizione porta alla nascita di MVC Benelux, nona filiale estera del gruppo...


È iniziato l’UAE Tour Women, la corsa che lo scorso anno ha segnato il debutto in gara della Colnago Y1Rs. Come allora, torna la sfida tra il vento del deserto degli Emirati — una costante di questa competizione — e...


L’iconico marchio italiano Bianchi ha unito le forze con la squadra di triathlon più vincente al mondo per lanciare il nuovo progetto Bianchi Pro Triathlon Team. Fin dal suo ingresso nell’élite mondiale della disciplina nel 2014, la squadra ha vissuto...


Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024