Editoriale
BYE. Diciamolo senza tanti giri di parole: il problema del ciclismo siamo noi italiani. La Skoda ha lasciato il ciclismo solo a casa nostra, restando al fianco delle maggiori corse al mondo, dal Tour de France alla Vuelta, arrivando fino al Giro di Polonia. La Maserati, che è pur sempre un’eccellenza italiana, una delle macchine più apprezzate e desiderate del mondo, ha deciso di affiancare il proprio brand al Tour of Yorkshire. Sì, si avete letto bene, ad una corsa di secondo livello del Regno Unito. E per rendere tutto più credibile e bello hanno anche scelto come ambasciatore del ciclismo britannico David Millar, al quale non pare vero di fare da testimonial per un marchio di così grande emozionalità. Maserati, un brand che noi generalmente siamo abituati a vedere su campi di golf e che nel Regno Unito ha deciso di entrare a gamba tesa sul concorrente Jaguar che da anni è al fianco del Team Sky, investirà parte de proprio budget di comunicazione proprio nel ciclismo perché è considerato il «new golf». Solo noi italiani, che ciclisticamente parlando ci consideriamo ancora - e a torto - coloro i quali tutto muovono, consideriamo lo sport del ciclismo come uno spettacolo di serie B. Invece c’è un esercito, sempre più numeroso e sempre più in costante crescita, che il ciclismo lo pratica in tutte le sue forme e declinazioni. Ma c’è una moltitudine di persone che considerano il nostro sport poco “glam” e poco “cool”. Colpa nostra, di noi del ciclismo, ma colpa anche e soprattutto della miopia dei media che danno spazio a loro dire solo a discipline di maggiore interesse, senza accorgersi che da anni la bicicletta e il ciclismo stanno coinvolgendo sempre più praticanti e tra questi tantissime donne. Non parliamo poi dei marketing manager di quelle cosiddette grandi aziende, che sono incapaci di alzare la testa e di guardare al di là del proprio naso, limitandosi solo al conformismo del faccio quello che fanno tutti, senza un pizzico di creatività e coraggio. Certo, in questa fase, per investire nel ciclismo un po’ di coraggio ci vuole per davvero, ma ci sono tutti gli indicatori che ci dicono che è il momento di osare in tal senso: costa poco e rende molto. Coinvolge in maniera trasversale una grande fetta della nostra popolazione, che tra le altre cose ha anche una buonissima propensione alla spesa. Cosa si vuole di più? Forse gli inglesi non solo dovrebbero allestire squadre e organizzare eventi, la speranza è che quanto prima vengano anche a dirigere le nostre aziende. Forse qualcosa cambierebbe. Bye.

ALLEGRIA E LEGGEREZZA. Ci siamo, tra pochi giorni scatta l’Expo. E dopo l’esposizione mondiale nutriamo il sogno di Vicenza iridata e di Roma olimpica. So a cosa state pensando, chissà quanti quattrini saranno gettati alle ortiche. Quanti fondi pubblici saranno sperperati e aspirati senza ritegno. Chissà quanti scandali e buchi. Ma per un momento, lasciamo perdere le nostre miserie italiche, e guardiamo fuori dai confini nazionali. Guardiamo alla Spagna ma anche alla Svizzera, dove ha sede il governo mondiale della bicicletta, che riesce a fare anche meglio di tutti noi con disarmante allegria e leggerezza. Basta leggere quello che il governo di Aigle ha fatto sapere in merito ai recentissimi campionati del mondo che si sono tenuti a Ponferrada. «I campionati del mondo di ciclismo su strada a Ponferrada sono stati un successo - fanno sapere orgogliosi -. Nonostante le perdite stimate tra € 2.700.000 (2,9 milioni dollari) e € 9.000.000 subite dagli organizzatori», dicono sempre fieri e virili. La forchetta è larghetta, da tre a nove milioni, alla faccia del rigore contabile. E non contenti ci fanno inoltre sapere che il costo per l’hosting di 5 milioni € (da versare all’UCI) è una delle principali cause del deficit. Evviva la sincerità, l’Uci chiede troppo per un evento che è matematico che sia un bagno di sangue. Tuttavia, gli entusiastici manovratori del ciclismo mondiale a Sportcal hanno spiegato: «Come per tutti gli altri eventi d’importanza mondiale, l’UCI riceve un compenso da host dei Campionati del Mondo di ciclismo su strada. La città di Ponferrada ha presentato un’offerta nel 2011 per ospitare l’evento nel 2014. Anche se ci rendiamo conto che la Spagna, insieme ad altre nazioni, ha incontrato difficoltà economiche negli ultimi anni, l’evento è stato un grande successo e vorremmo ringraziare gli organizzatori, Federazione Ciclistica spagnola (RFEC) e gli enti governativi spagnoli». E come no, ringraziarli è il minimo.
Da quanto ci è dato sapere gli organizzatori hanno faticato per reperire sponsor, chiudendo alla fine con sole sette aziende e 1.4 milioni di € di introito sotto questa voce, secondo un rapporto firmato da Cyclingnews. Nel mese di ottobre dello scorso anno, due partiti di opposizione di Spagna, il Partido Popular e la Unión Progreso y Democracia, hanno chiesto che i conti ufficiali per l’organizzazione dell’evento fossero pubblicati, ma questo non è ancora avvenuto.
Il costo totale per ospitare i campionati è stato stimato in 11 milioni di € (13,9 milioni di dollari). La città aveva previsto di accogliere almeno 300.000 visitatori e avere un impatto economico di 60 milioni di €, ma in realtà i valori raggiunti sono stati decisamente inferiori.
Tuttavia, a livello di copertura televisiva la manifestazione ha rappresentato un “massimo storico” secondo Infront Sports & Media, il partner che ha gestito i diritti Tv per conto dell UCI. Infront ha fatto sapere che più di 32 licenziatari hanno coperto l’evento, trasmettendo le corse in più di 158 Paesi e nei cinque continenti. L’UCI, da parte sua, guarda già oltre: «C’è grande attesa per i prossimi Campionati del mondo di ciclismo su strada a Richmond che promettono di essere un altro grande evento». Loro sono già entusiasti, gli organizzatori della Virginia forse un po’ meno.
Pier Augusto Stagi
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Ci sono persone che sono estremamente del proprio operato e tra queste troviamo  di certo i responsabili di Cyclowax. L’azienda ha appena messo a punto insieme alla Lidl-Trek una cera speciale per lubrificare le trasmissioni che ha del miracoloso, una...


Alé è partner dell’Abu Dhabi Sports Council per l’UAE Tour e l’UAE Women Tour 2026, due delle più prestigiose competizioni del calendario UCI WorldTour maschile e femminile. La 4ª edizione dell’UAE Tour Women ha preso il via il 5 febbraio...


Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A mio parere non esiste un capo tecnico più versatile e magico di questo, utilissimo come vuole la prassi nei più...


MVC Group, leader nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Wolvenberg, storico partner per la distribuzione nel Benelux dei brand Castelli e Sportful. L’acquisizione porta alla nascita di MVC Benelux, nona filiale estera del gruppo...


È iniziato l’UAE Tour Women, la corsa che lo scorso anno ha segnato il debutto in gara della Colnago Y1Rs. Come allora, torna la sfida tra il vento del deserto degli Emirati — una costante di questa competizione — e...


L’iconico marchio italiano Bianchi ha unito le forze con la squadra di triathlon più vincente al mondo per lanciare il nuovo progetto Bianchi Pro Triathlon Team. Fin dal suo ingresso nell’élite mondiale della disciplina nel 2014, la squadra ha vissuto...


Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


Non facciamone un mistero, i team come la UAE Team Emirates hanno tanto potere in questo momento e possono anche permettersi di scegliere in base alle proprie analisi per adottare i componenti che reputano migliori. Questo accade anche con BIKONE,...


È stato il primo, il vero punto di riferimento per l’intero movimento ciclistico ed oggi il nuovo Varia™ RearVue 820 si presenta più potente, affidabile e luminoso che mai! L’iconico radar con luce di Garmin sfrutta un rilevamento avanzato dei...


Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto costo d’acquisto, ma anche e soprattuto per caratteristiche race che li rendono idonei per un ristretto gruppo di atleti. Massima...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024