Gatti & Misfatti
Gli inventori

di Cristiano Gatti

Ce n’è voluta, ma finalmente abbiamo la scoperta del secolo: hanno inventato il ciclismo. L’attesa è durata più di cent’anni, da quando i primi goffi tentativi partorirono aggeggi ridicoli come il biciclo e il triciclo. So­no servite tante sperimentazioni, una montagna di errori e di correzioni, ma ne è davvero valsa la pena: grazie alla Sky, nasce finalmente l’affascinante sport della bicicletta.

Prima? Prima non c’era niente. Lo sappiamo tutti. L’abbiamo visto tutti. Squadre scalcinate, ap­prossimazione, disorganizzazione, sciatteria, miopia e stupidità. Un movimento allo stato brado. La Banesto? La Mapei? La Motorola? E pri­ma ancora, ai tempi loro, la Salvarani e la Molteni? E la Carrera e la Chateau d’Ax? Non scherziamo. Compagnie amatoriali, circoli parrocchiali. Adesso che è arrivata la Sky, finalmente tutti possono fare i confronti e tirare le de­bite conclusioni. Non fossero arrivati gli inglesi, chi mai avrebbe potuto immaginare qualcosa di simile?

Troppa ironia stufa. Me­glio appoggiarla un at­timo sul tavolo e andare dritti sul bersaglio. Con una premessa doverosa: questa storica vittoria di Wiggins al Tour (che per me resta la vittoria scippata a Froome) va davvero raccontata come un evento particolare e carico di significati. Più che altro, non insisterei troppo sulla suggestione della prima volta: or­mai, a forza di mondializzare, è sempre la prima volta di qualcuno (all’ultimo Giro, del Canada). Non è questo il pun­to. Il bi-trionfo inglese merita tanti applausi e un sincero in­chino, magari abbinato ad un sentito vaffangiro per i creativi francesi dei cento chilometri a cronometro e dei due soli tapponi di montagna. Detto tutto questo, però, dobbiamo fermarci. Dovremmo. Punto e a capo. Invece, stranamente, hanno aggiunto tutti quanti un carico di spiegazioni e di conclusioni che fa diventare indigesto e sgradevole il meritato trionfo. Mi riferisco proprio alla sinfonia di violini sul metodo Sky, sull’innovazione Sky, sull’organizzazione Sky, sulla filosofia Sky: tutto così rivoluzionario, tutto così moderno. Tutto così.

Vorrei evitarmi il fastidio di sentirmi accusare d’invidia italiota o di grettezza provinciale. Ri­spedisco cordialmente al mittente, in modo preventivo, que­ste idiozie. Sono strafelice che il ciclismo possa ancora vantare, anche in questa congiuntura mondiale da lamette ai polsi, grossi sponsor e grossi investimenti. Anche se so­no sempre meno italiani, an­che se sono sempre più lontani. Non è questo il problema, non è la Sky in quanto squadra a rendersi sgradevole. È tutto il contorno di superlativi e di lecchini a creare disgusto. Wiggins e Froome, assieme ai lazzari resuscitati come Rogers (ma come l’hanno ti­rato fuori dal sarcofago?), as­sieme alla grandezza riconosciuta di Cavendish, costituiscono la grossa egemonia di quest’epoca. Nessuno può ne­garlo. Ma riconoscere tutto questo non significa dover attribuire alla Sky anche i crismi di una magica primogenitura, come se davvero fino all’avvento della Sky niente fosse mai esistito. Ne sono si­curo: non avremmo la Sky se non avessimo contato prima tante esperienze gloriose, del tutto meritevoli di uguale am­mirazione e analoga stima. Ho provato a guardare e a ri­guardare in controluce il fenomeno di questo squadrone, ma sinceramente non sono mai riuscito a trovare un solo elemento di sconvolgente no­vità. Soltanto una massiccia dose di “Caressismo” può spacciarlo per rivoluzione co­pernicana. In questo alla Sky sono maestri. Ma non è che noi dobbiamo essere asini per forza.

Ricordo che un giorno, agli albori, invitarono i giornalisti a contemplare il loro pullman, presentato come fosse una fantascientifica astronave, o giù di lì. Ma per quanto i padroni di casa lo decantassero, con le sue comodità e le sue tecnologie, nessuno degli astanti riuscì a vedere qualcosa di veramente diverso da qualcosa di già noto, un bel pullman.

Certo non si può dire che alla Sky manchi la potenza mediatica per promuoversi. Certo non si può dire che in casa non sappiano fare bene il loro mestiere. Ma non sta scritto da nessuna parte che tutti noi, fuori dal cerchio magico, si debba prendere per fenomeno paranormale un normale team di altissimo livello. Stiamo cal­mi. La Sky ha vinto bene un Tour disegnato su misura da organizzatori in odore di servilismo. Questo è tutto, non c’è altro da aggiungere. Ben­ve­nuto dunque al Regno Uni­to tra i grandi miti del ciclismo. Facendo il loro ingresso nella prestigiosa galleria, gli inglesi - e il seguito di lacchè internazionali - dovranno pe­rò sforzarsi di accettare una dolorosa verità: il ciclismo l’hanno inventato prima, mol­to prima.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Il produttore olandese di biciclette Accell, proprietario di marchi come Batavus, Sparta, Babboe e Koga, è stato dichiarato fallito martedì da un tribunale di Amsterdam, secondo quanto comunicato dai curatori fallimentari. Il fallimento solleva incertezze sul futuro di diversi noti...


Un importante riconoscimento arriva a premiare il lavoro della MBM Cicli e rappresenta un’opportunità per rafforzare ulteriormente il dialogo con tutti gli operatori della filiera della bicicletta. Scrive infatti l'azienda: «Il nostro Direttore Marketing e Vendite, Vincenzo Medugno, è stato...


Che tipo di ciclisti siete? Come è maturata la vostra passione? Siete quelli che salgono in bici e vanno senza farsi troppe domande, o vi andrebbe di capire meglio cosa succede durante lo sforzo sui pedali? Usate un cardiofrequenzimetro o...


Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha conquistato ben due titoli mondiali grazie alle splendide vittorie di...


Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata? A tutti quei ciclisti che ricercano l’estasi delle prestazioni più...


Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco calendario di iniziative imperdibili per tutti gli appassionati di ciclismo....


È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova, che però ricorda a tutti la dimensione raggiunta da questo...


La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart, si rivela a suo agio nelle gite di un giorno...


L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale delle due ruote. Allo spirito rivoluzionario dell’imprenditore milanese, 76 anni...


L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita con i bloccadisco che siamo soliti utilizzare sulle moto. Veloce,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra