Gatti & Misfatti
Mavadavialranking

di Cristiano Gatti

Credo di non aver mai letto niente di simile. Di così idiota e grottesco. Secondo me, è la notizia più macroscopicamente assurda del secolo. Sintetizzo con disgusto: presto, ai primi cento “del ran­king” nel settore gran fondo, sarà applicata la regola del passaporto biologico.

Mi spiace dover qui ripetere cose già dette e ri­dette, cioè la mia opinione sulle gran fondo: così co­me sono diventate, andrebbero abolite. Distrutte col napalm. Fig­u­ria­moci cosa devo pensare adesso, nell’apprendere questo progetto di equiparare i cento più forti atleti del settore ai pro­fessionisti, scopo lotta al do­ping. Mi chiedo: ci stiamo be­vendo tutti quanti il cervello?

Vorrei essere molto chiaro: l’idea che ho io della gran fondo è la stessa che l’ha fatte nascere. Cioè un bel raduno domenicale per famiglie, pedalatori occasionali, cardiotrapiantati sulla via del re­cu­pero, nonni arzilli e giovinastri naif, tutti riuniti per fare del sano movimento, respirare possibilmente aria buona, vedere paesaggi edificanti, e perché no chiudere la giornata davanti a una polenta taragna o a una porchetta arrostita. Il tutto all’insegna dell’amicizia e dello spirito libero.
Bella roba, mi dirà qualcuno: adesso però vuoi sterminare le gran fondo con il napalm? Cos’è cambiato? Non ho molto da spiegare. Non ho cambiato idea sulla gran fondo: è la gran fondo ad es­sere cambiata. Ma guardiamole, queste simpatiche manifestazioni di ciclismo popolare: un gregge di velleitari panzuti che si credono Armstrong, re­go­lar­men­te umiliati da un covo di ex professionisti falliti e frustrati, cui non pare vero di ri­tro­vare un contratto (!!, ndr), un gruppo, una platea e persino un ordine d’arrivo dove finalmente primeggiare, impresa pe­raltro mai riuscita quando si mi­suravano con i propri simili. Adesso, con aria da star, costoro non si vergognano di scattare davanti a ragionieri obesi e nonnine arzille, andando alla forsennata ricerca del record proprio là dove il record do­vreb­be essere bandito, a livello filosofico. Ma la cosa più atroce è che questa marmaglia di re­duci boriosi è perennemente corteggiata dagli organizzatori, che ormai allestiscono il proprio evento come un happening per forzuti e superuomini, alla faccia delle norme costitutive e dei principi ispiratori che han­no portato alla bellissima idea di gran fondo. Corteggiano que­ste caricature di campioni come neanche Zomegnan corteggia Basso e Contador, solo per poter dire nel comunicato stampa che quest’an­no la no­stra manifestazione, giunta alla dodicesima edi­zione, ve­drà al via il meglio del ran­king. Ma­va­davial­ran­king.

E avanti così. Conti­nui­amo a caricare le gran fondo di significati che non do­vrebbero avere. Continuiamo a farne la palestra di patetiche velleità e di ridicole ambizioni, con quella farneticante abitudine dell’ordine d’arrivo che vorrebbe mettere in fila chi per de­finizione non dovrebbe stare né davanti, né dietro nessuno (ma un bel biglietto personale col tempo di percorrenza e la me­dia no, non basta?). Con­ti­nuia­mo a rendere le gran fondo più dannate e maledette delle corse professionali. Continuiamo, così i risultati saranno sempre più incoraggianti: per il mo­mento, come riferiscono al mi­nistero della Salute, risulta che il 15 per cento dei controlli an­tidoping eseguiti nel ciclismo amatoriale ha rilevato sostanze proibite. Ma è evidente: siamo solo all’inizio. Possiamo fare mol­to meglio. Possiamo arrivare al cinquanta e al settanta per cento. A forza di rendere esasperate e competitive le gran fondo, ci ritroveremo un giorno con la non­na arzilla che stacca i ventenni sulla Marmolada, con le chiome al vento e gli occhi fuori dalle orbite, ululando fra­si sconnesse. E ancora par­leremo, ipocriti e falsi, della poesia di una simpatica domenica in bicicletta, tutti assieme, senza impegno, nessuno sconfitto e tutti vincitori…

Lo dico sinceramente: spe­ro proprio che la proposta del passaporto biologico nelle gran fondo, cioè una resa totale all’idea dell’agonismo esasperato, resti soltanto tale. Che mai diventi realtà. Il giorno che lo diventasse, sarebbe dav­vero la fine. Non tanto del­le gran fondo, delle quali sinceramente mi importa ormai as­sai poco (anzi, faccio un tifo sfrenato perché muoiano di mor­te orrenda). No, sarebbe la fine di qualcosa di molto più importante: del buonsenso. Co­me se già nel ciclismo ne fosse rimasto molto.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Il produttore olandese di biciclette Accell, proprietario di marchi come Batavus, Sparta, Babboe e Koga, è stato dichiarato fallito martedì da un tribunale di Amsterdam, secondo quanto comunicato dai curatori fallimentari. Il fallimento solleva incertezze sul futuro di diversi noti...


Un importante riconoscimento arriva a premiare il lavoro della MBM Cicli e rappresenta un’opportunità per rafforzare ulteriormente il dialogo con tutti gli operatori della filiera della bicicletta. Scrive infatti l'azienda: «Il nostro Direttore Marketing e Vendite, Vincenzo Medugno, è stato...


Che tipo di ciclisti siete? Come è maturata la vostra passione? Siete quelli che salgono in bici e vanno senza farsi troppe domande, o vi andrebbe di capire meglio cosa succede durante lo sforzo sui pedali? Usate un cardiofrequenzimetro o...


Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha conquistato ben due titoli mondiali grazie alle splendide vittorie di...


Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata? A tutti quei ciclisti che ricercano l’estasi delle prestazioni più...


Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco calendario di iniziative imperdibili per tutti gli appassionati di ciclismo....


È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova, che però ricorda a tutti la dimensione raggiunta da questo...


La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart, si rivela a suo agio nelle gite di un giorno...


L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale delle due ruote. Allo spirito rivoluzionario dell’imprenditore milanese, 76 anni...


L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita con i bloccadisco che siamo soliti utilizzare sulle moto. Veloce,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra