Rapporti&Relazioni

Voglia di Tour

di Gian Paolo Ormezzano

Ho riletto il grande Flau­bert, Madame Bovary, e m’è venuta voglia di Tour de France. È grave? Il ro­manzo, scritto nel 1856, non c’entra proprio niente con la Grande Boucle, il grande ricciolo (o meglio ancora la grande boccola), come è chiamata, dal suo disegno sommario, la corsa gialla, ma c’entra eccome con la provincia francese, e  la voglia mia è di Tour però non a Parigi sui Campi Elisi e neanche sui Pirenei o sulle Alpi, è la voglia di Tour di provincia francese. L’edizione 2018 è finita neanche in gloria, con tutti i casini extracorsa che ha ospitato, ma il mio discorso d’amore non tiene con­to di cronache della corsa e di ordini d’arrivo.

La mia è voglia di Tour che approda in una cittadina di provincia (già Mar­si­glia, Nizza, Lione, Lilla e Bor­deaux sono troppo grandi), e io che vado (andavo…) al ristorante naturalmente esibendo il mio macaron (badge, credenziale) che certifica che sono suiveur, anzi giornalista-suiveur. Ed ecco che, sicuramente, in qualche lo­cale c’è chi con me attacca di­scorso senza attaccar bottone (mica facile), e io che oltre perfezionarmi nel francese acquisisco comunque qualche nozione utile per la mia vita.
Da questo punto di vista il più interessante attracco mio al Tour del dopocorsa è stato a To­losa, “la città rosa” non so bene perché (casomai è marroncina), caldissima, con al bistrot un ci­clo­mane professore universitario di lingue morte che mi chiese di parlare con lui del Tour in latino, e io che folle dissi di sì, in­fognandomi nella mia ignoranza.

Non conosco nessun autore italiano che, riletto, mi metta voglia di Giro d’Italia. Dico riletto perché ma­gari uno scrittore così esiste, col­pa mia se non l’ho rintracciato. Comunque per me al mo­men­to, niente, e peraltro da tempo stop per me negli appuntamenti con Giro (e Tour). Sia chiaro: non mi sento un esterofilo ad oltranza, un traditore del­la mia patria anche letteraria. Comunque il gap rimane.
Non conosco peraltro neppure un giornalista francese (e neanche italiano) che mi metta voglia di Tour o di Giro leggendo anzi rileggendo le sue cronache dalla corsa. Conosco invece uno scrittore francese, ora deceduto, che per il Tour si faceva giornalista e che mi piace ricordare con riconoscenza. Si chiamava Antoine Blondin, con i suoi libri aveva vinto dei bei premi letterari al suo paese, alcune opere erano state di grande successo commerciale, dal suo Una scimmia d’inverno era stato tratto un flm con il grande Jean Gabin. Blon­din per L’Equipe ha seguito ventisette Tour (dodici più di me) e cinque olimpiadi (venti meno di me, vinco io!). Nato a Parigi, vi­ve­va nel Quartiere Latino, quando beveva troppo cioè qua­si sempre toreava per strada con le auto. Ero diventato suo ami­co, se a Parigi (spesso) andavo a trovarlo, stavo fra i privilegiati ai quali si consegnava al via del Tour: “Non ho un soldo, sarò vo­stro ospite” (albergo e prima colazione comunque prepagati dal giornale). Una volta il Tour partiva da Rennes, Bretagna, in treno da Parigi prosciugò un bar, la sera mi concesse di pa­gargli delle ostriche, ne mangiò a dozzine. Si diceva di destra, si batteva a pugni per strada con gli algerini e aveva le mani mez­ze rotte, però era amico del so­cia­lista Mitterrand e lo votava pure.

Adorava i giochi di parole. Ricordo quando l’italiano Primo Mori vinse una tappa: il suo articolo, di re­gola breve e basato non tanto sulle vicende della tappa quanto sulla Francia che abbracciava il Tour giorno dopo giorno, si intitolava “Ciel, mon Mori”, echeggiando il titolo di una arcinota commedia del vaudeville di Fey­deau, in italiano “Cielo, mio marito” (mon mari in francese). E quella volta che ci fu al Tour la prima vittoria di uno jugoslavo (allora c’era ancora la Ju­go­slavia) il titolo del suo pezzullo era “Il y a du monde aux Bal­cans”, letteralmente “c’è tanta gente ai Balcani”. Seppi così che di una donna che ha bei seni e gira scollata si dice “il y a du monde aux balcons”, c’è tanta gente ai (suoi) balconi, lo si di­ceva con reverenza della nostra Lollobrigida, tanto più che les lolos proprio da lei ha preso in Francia il significato di le tette.

Nessun Blondin o parente anche lontano nel mio ciclismo. Al mio approdo alla corsa rosa, anno 1959, i grandi vecchi cantori mi magnificavano quale guascone di valore Mario Ferretti, il radiocronista dell’«uomo solo al comando», per come sapeva farsi ospitare a tavola dai colleghi, proclamandosi fieramente in bolletta, ma Mario mica scriveva libri e manco toreava con le auto nel traffico.
Il fatto è che, Blondin o non Blondin,  la Francia è ricca di in­tellettuali di provincia che ado­rano il Tour del loro paese, evento di agglomerazione anche culturale di una Francia metropolitana che tanto per dire ha un superficie quasi doppia dell’Italia a parità o quasi di popolazione. Mentre in Italia non conosco un loro omologo che adori il Giro, e mi viene da pensare che non sia (stato) io in­capace di scovarlo, ma che non esista proprio.
Mi pare giusto omaggiare il Tour, e non in una sua palpitante vigilia ma adesso che molti mesi ci separano dalla prossima edizione. So­pravvivere nell’interesse anche colto a sette Arm­strong e quattro Froome e cinque Indurain mica è facile. So­pravvivere a trenta e passa anni senza vittoria francese (Hinault 1985) idem. Idem sopravvivere alla pochezza del ciclismo francese, che non tiene neppure un Nibali sfortunato e vessato. Ma ha quel professore di Tolosa. E Blondin, si capisce.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
MVC Group, leader nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Wolvenberg, storico partner per la distribuzione nel Benelux dei brand Castelli e Sportful. L’acquisizione porta alla nascita di MVC Benelux, nona filiale estera del gruppo...


È iniziato l’UAE Tour Women, la corsa che lo scorso anno ha segnato il debutto in gara della Colnago Y1Rs. Come allora, torna la sfida tra il vento del deserto degli Emirati — una costante di questa competizione — e...


L’iconico marchio italiano Bianchi ha unito le forze con la squadra di triathlon più vincente al mondo per lanciare il nuovo progetto Bianchi Pro Triathlon Team. Fin dal suo ingresso nell’élite mondiale della disciplina nel 2014, la squadra ha vissuto...


Nei giorni scorsi siamo stati a Barcellona e abbiamo avuto la possibilità di testare il casco portato in trionfo al Tour de France da Pauline Ferrand Prevot e Wout van Aert, che dal 15 febbraio sarà disponibile sul mercato per...


Non facciamone un mistero, i team come la UAE Team Emirates hanno tanto potere in questo momento e possono anche permettersi di scegliere in base alle proprie analisi per adottare i componenti che reputano migliori. Questo accade anche con BIKONE,...


È stato il primo, il vero punto di riferimento per l’intero movimento ciclistico ed oggi il nuovo Varia™ RearVue 820 si presenta più potente, affidabile e luminoso che mai! L’iconico radar con luce di Garmin sfrutta un rilevamento avanzato dei...


Oggi più che mai il mercato del ciclismo è saturo di bici dalle altissime prestazioni, prodotti esclusivi sia per l’alto costo d’acquisto, ma anche e soprattuto per caratteristiche race che li rendono idonei per un ristretto gruppo di atleti. Massima...


La gamma MILLE/UMA GT S11 contiene evidenti ed importanti novità, un upgrade che permette a questi capi di sfruttare una nuova vestibilità e nuove tecnologie per garantire maggior comfort, traspirabilità e prestazioni migliori. I nuovi capi adottano una rinnovata palette...


In un TAAC si va a scuola in bici anche d’inverno. Nato dall’estro creativo di TUCANO URBANO, l’OPOSSUM®, il primo copriseggiolino termico multifunzione per bimbi in bici, entra nella gamma degli accessori TAAC Cycling di MANDELLI Group in una versione...


I body piacciono sempre più e non solo ai professionisti. Il motivo? Semplice, spesso questi capi incorporano le migliori soluzioni e mai come oggi, regalano aerodinamicità, traspirabilità e anche una buona dose di comfort. Uno dei pezzi forti per la...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024