Gatti & Misfatti
Presidentissimi

Senza che suonino come delle scuse immeritate, un minimo di risarcimento andrebbe doverosamente tributato ai dirigenti privati e pubblici del ciclismo. A certi manager, a certi organizzatori, al presidente federale Ceruti: a quel branco di uomini che sistematicamente finiscono nel mirino, sui giornali e ai convegni, come responsabili di tanti misfatti. Non è che risultino improvvisamente innocenti: è che tutto sommato c’è di peggio.

La riflessione mi è venuta spontanea di fronte al grottesco quadro che va delineandosi nella gloriosa e venerata parrocchia del calcio. Come su uno spacciatissimo Titanic, questa bella gente continua imperterrita a ballare, tra luminarie e donnine, tra musiche e champagne. Ma mentre loro gozzovigliano come se niente fosse, l’autunno è sceso gelido. L’autunno del calendario, l’autunno della decadenza. Con una successione che dovrebbe quanto meno indurre ad un dignitoso e preoccupato silenzio, prima Cecchi Gori diventa un detenuto, cui soltanto la sua bambolona andrà ancora a portare arance e mandarini, quindi è la volta dell’altro genio, il grande acrobata della finanza, nonché pioniere dei Masaniello che combattono contro lo strapotere del Nord: Sergio Cragnotti. Il grand’uomo, che ancora quest’estate faceva la voce grossa e lanciava proclami, lui e questo suo figlio che fra tanti talenti nascosti evidenzia soprattutto quello dell’antipatia, il grand’uomo si segnala improvvisamente per il mancato rimborso di centocinquanta milioni - dico centocinquanta milioni, cioè trecento miliardi di lire - ai risparmiatori titolari di obbligazioni Cirio. Niente: è soltanto l’unica cosa che qualunque società quotata in Borsa dovrebbe assolutamente evitare, a qualsiasi a costo, anche a costo di rovinarsi per mantenere fede all’impegno. Invece i Cragnotti vanno oltre: si rovinano senza neppure tener fede agli impegni. Per cercare di salvare i nobili chiapponi, l’unica mossa è svendere i gioielli di famiglia, Lazio compresa. Il resto, in cronaca. Qualche volta, cronaca giudiziaria.

Succede tutto questo, mentre altre situazioni allarmanti stanno maturando (chiedere ai calciatori che sono fermi agli stipendi dell’ultima primavera), e tanto basterebbe per chiamare la protezione civile. E per fare le persone serie. Invece, siccome i fenomeni non circolano mai soli, ecco che proprio nel giorno del disastro laziale emerge trionfante e ciclopica anche la grande figura del capo supremo, il presidente federale Franco Carraro. Costui - il Paese sta pazientemente aspettando ne imbrocchi almeno una - prende subito in mano la situazione e orgogliosamente annuncia una verità assoluta: «I problemi di Cragnotti riguardano la Cirio, la Lazio è un’altra cosa (e come no: è solo un’appendice, n.d.r.). Per la Lazio è tutto a posto, non c’è alcun problema: anche perché la Covisoc sorveglia su tutto».

Io non so se questa gente, crescendo, perda per strada il senso del ridicolo. Oppure se sia solo semplicemente maldestra. Resta il fatto che proprio mentre le agenzie diffondevano queste solenni e rassicuranti dichiarazioni di Carraro, altre agenzie annunciavano dall’Inghilterra e dalla Spagna che Manchester e Valencia avevano avviato le procedure legali per l’insolvenza della Lazio: ancora stanno aspettando i primi versamenti, il primo nichelino, per i giocatori ceduti in tempi ormai lontani. Superbo, Carraro. Come diceva? La Lazio non è la Cirio, per la Lazio è tutto a posto, e poi c’è la Covisoc che sorveglia come un doberman... Ma per piacere: ci facesse della trippa, con la sua Covisoc.

Questo il presidente federale. Pensa gli altri. Il bel mondo del calcio, l’invidiatissimo pianeta dei miliardi facili, annaspa nella palta senza che qualcuno senta almeno il dovere minimo del pudore. Stanno affogando e credono di darla a bere. Bisogna ammetterlo: per molto meno, i dirigenti della bicicletta vengono impallinati nel sedere. Da anni. Giustamente, aggiungo io: perché in certe posizioni bisogna starci come davanti al plotone di esecuzione, mica si può pretendere di avere la gloria popolare e passare inosservati nel momento dell’errore. Anche tra di noi ci sono squadre che non pagano gli atleti: ma sono eccezioni, ma sono le più piccole (basterebbe eliminarle col lanciafiamme, come soluzione di salute pubblica). Anche noi abbiamo problemi enormi, soprattutto quello della credibilità dopo i disastri del doping. Ma quant’è vero Dio, non ci sono presidenti che tradiscono i risparmiatori con centocinquanta milioni - dico centocinquanta milioni - di euro. E non ci sono presidenti federali, neppure il vituperato Ceruti, che saltano su garruli a coprire le vergogne con puerili foglie di fico. Non è tutto, ma è qualcosa: vediamo almeno di consolarci un po’. Ovviamente, detto questo, tra di noi non cambia assolutamente nulla: essere meglio dei Carraro non significa godere improvvisamente dell’impunità, con pretesa di esonero dalle critiche. Lasciamo i Carraro a chi se li merita. Tranquilli, i potenti nostri: noi, da domani, si ricomincia a caricare le munizioni. Nell’attesa, comunque, auguri di cuore a tutti quelli che hanno tuttoBICI nel cuore.

Cristiano Gatti, bergamasco, inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Il produttore olandese di biciclette Accell, proprietario di marchi come Batavus, Sparta, Babboe e Koga, è stato dichiarato fallito martedì da un tribunale di Amsterdam, secondo quanto comunicato dai curatori fallimentari. Il fallimento solleva incertezze sul futuro di diversi noti...


Un importante riconoscimento arriva a premiare il lavoro della MBM Cicli e rappresenta un’opportunità per rafforzare ulteriormente il dialogo con tutti gli operatori della filiera della bicicletta. Scrive infatti l'azienda: «Il nostro Direttore Marketing e Vendite, Vincenzo Medugno, è stato...


Che tipo di ciclisti siete? Come è maturata la vostra passione? Siete quelli che salgono in bici e vanno senza farsi troppe domande, o vi andrebbe di capire meglio cosa succede durante lo sforzo sui pedali? Usate un cardiofrequenzimetro o...


Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha conquistato ben due titoli mondiali grazie alle splendide vittorie di...


Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata? A tutti quei ciclisti che ricercano l’estasi delle prestazioni più...


Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco calendario di iniziative imperdibili per tutti gli appassionati di ciclismo....


È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova, che però ricorda a tutti la dimensione raggiunta da questo...


La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart, si rivela a suo agio nelle gite di un giorno...


L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale delle due ruote. Allo spirito rivoluzionario dell’imprenditore milanese, 76 anni...


L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita con i bloccadisco che siamo soliti utilizzare sulle moto. Veloce,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra