Tadej Pogacar continua a sorprendere il mondo del ciclismo con prestazioni che sfidano la comprensione umana. Recenti studi condotti da un team di tre ricercatori internazionali hanno stimato il suo VO2 max con un valore tra 94 e 98 ml/kg/min, tra i più alti mai registrati nella storia del ciclismo. Un valore praticamente mai visto prima, incredibilmente alto. Questo dato misura la quantità massima di ossigeno che il corpo può assorbire durante un esercizio fisico intenso ed è un indicatore cruciale della capacità di resistenza degli atleti. Si misura in millilitri di ossigeno per chilogrammo di peso corporeo. Il consumo di ossigeno aumenta con l'aumentare dello sforzo; a un certo punto, si raggiunge una soglia che può essere sostenuta solo per un breve periodo. Questo è il valore del VO2 max. Più alta è questa soglia, più a lungo si può sostenere una prestazione intensa.
Il VO2 max di Pogacar, che ha appena vinto il suo quinto Tour, è straordinario, considerando che un professionista "normale" si trova intorno a valori di 80 ml/kg/min. Per avere un'idea della grandezza di questo numero, Greg Van Avermaet aveva un VO2 max di 78, mentre Mathieu Van der Poel raggiunge 86. In passato, sono noti i dati di VO2 max di Miguel Indurain, che ha toccato 88 ml/kg/min, o di Greg LeMond, celebre per il suo valore record di 92,5 ml/kg/min. La stima del valore di Pogacar, basata su dati raccolti durante le prestazioni dello sloveno in alcune delle salite più iconiche, è stata elaborata con attenzione: utilizzando un modello matematico, i ricercatori hanno inserito numerosi fattori per arrivare a una stima che, sebbene non ufficiale, è straordinaria per la sua audacia. Solo Pogacar e il suo allenatore conoscono i dati ufficiali. Lo studio sarà pubblicato a breve sulla prestigiosa rivista International Journal of Sports Physiology and Performance.
Come hanno proceduto i ricercatori con Pogacar? Hanno analizzato a fondo i dati disponibili pubblicamente. Hanno selezionato quattro salite in cui Pogacar ha dominato incontrastato: Plateau de Beille e Isola 2000 al Tour de France 2024, Peyragudes al Tour 2025 e il Passo di Ganda del Giro di Lombardia 2025. Hanno scelto proprio queste salite perché presentano le condizioni ideali per un massimo sforzo fisiologico e hanno fornito un contesto perfetto per l'analisi. Ad esempio, la salita di Peyragudes era una cronometro, le altre si trovano in alta quota e il Passo di Ganda fa parte di una grande classica. Tutti fattori che, secondo i ricercatori, "offrono la massima possibilità di massimo sforzo fisiologico". I ricercatori hanno preso in considerazione una miriade di parametri: la massa di Pogacar con la bicicletta, la resistenza dell'aria, la resistenza al rotolamento e una serie di altri fattori. Alcuni fattori hanno dovuto essere stimati, come il peso esatto di Pogacar all'epoca, il che naturalmente ha reso i loro risultati leggermente meno precisi. Hanno inserito tutti questi dati nel loro modello matematico e i risultati sono stati a dir poco sorprendenti. Il VO2 max di Pogacar è stato stimato tra 94 e 98 ml/kg/min, con una media di 96 ml/kg/min.
Per convalidare il loro modello, i ricercatori lo hanno confrontato con il VO2 max di Chris Froome, noto al pubblico. Il britannico, quattro volte vincitore del Tour, ha raggiunto 84,4 ml/kg/min in una misurazione di laboratorio; la loro stima è risultata essere 85,3 ml/kg/min. Quindi i valori sono molto vicini e questa verifica ha dato ai ricercatori maggiore fiducia nei loro risultati. Naturalmente, finché i valori di Pogacar non saranno resi pubblici, il loro risultato rimane solo una stima, ma è evidente che il suo VO2 max rappresenti un vantaggio competitivo ineguagliabile nel panorama ciclistico attuale.
Mentre il pubblico attende con trepidazione la pubblicazione ufficiale dei dati, il mistero sulla fisiologia di Pogacar si svela lentamente. Con valori che superano ogni aspettativa, il campione sloveno non è solo un ciclista di talento, ma un fenomeno atletico che ridefinisce i limiti della resistenza umana. La sua straordinaria capacità di assorbire e utilizzare ossigeno non è solo un numero, ma un'arma letale in una competizione dove ogni watt conta e ogni metro è una battaglia da vincere.