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ERA IL 6 AGOSTO DEL 1972 E A GAP QUEL MONDIALE FU... INDIMENTICABILE
di Alessandro Brambilla | 06/08/2023 | 08:09

Il 1972 per gli sportivi è soprattutto l’anno delle Olimpiadi di Monaco. Sono in programma da fine agosto, e così l’Unione Ciclistica Internazionale anticipa lo svolgimento del Campionato del Mondo su strada di Gap (Francia) al sei agosto. Già, il sei agosto ’72, ovvero il giorno più bello della vita per Marino Basso. Il giorno sportivamente più triste per “Cuore Matto” Franco Bitossi. Proprio così, il Mondiale su strada di Glasgow 2023 coincide col 51° anniversario di una giornata magnifica per il ciclismo italiano, con due azzurri ai primi 2 posti. Brutto tuttavia da digerire per Bitossi, in prima posizione fino a 20 metri dall’arrivo e poi superato da Marino Basso. Maglia iridata per il vicentino, argento amaro al toscano Bitossi. “Il vantaggio principale di Basso – afferma Bitossi – è aver disputato il Tour de France. Fossi stato anch’io reduce dal Tour avrei espresso un rendimento migliore in quel finale di corsa bello e maledetto. Io al Tour ci sono andato nel ’66 e ’68, ho vinto pure una classifica a punti e le soddisfazioni sono state tante. Purtroppo nel ’72 non ho partecipato. L’avessi fatto forse sarebbe andata meglio al Mondiale”.

Riviviamo quello storico giorno a partire dalla location: Gap è il cuore delle Alpi francesi, un autentico crocevia del ciclismo grazie al Tour de France e a tanti altri eventi ciclistici. I chilometri da compiere nella gara iridata del ’72 sono 272, 500 su un circuito selettivo senza essere massacrante. Il giro del perimetro di 15, 143 chilometri va ripetuto 18 volte. “Il circuito del Mondiale di Mendrisio dell’anno prima era nettamente più selettivo”, dichiara sicuro Merckx. Infatti nella Nazionale italiana di Gap il ct Mario Ricci oltre agli “universali” Felice Gimondi, Gianni Motta, Michele Dancelli e Bitossi, include per molti a sorpresa il velocista Basso. E completano l’elenco dei titolari azzurri Miro Panizza, Wilmo Francioni, Giovanni Cavalcanti, Giancarlo Polidori.

“Molti – raccontò Ricci – mi criticarono per l’inclusione di Basso, reduce da un Tour de France in cui non aveva vinto tappe”.

Il favoritissimo è “sua maestà” Eddy Merckx reduce dalle vittorie in Milano – Sanremo, Freccia del Brabante, Freccia Vallona, Liegi-Bastogne-Liegi, Giro d’Italia, Tour de France. I partenti a Gap ’72 sono 89 e Merckx ha il numero uno in virtù della vittoria di Mendrisio davanti ad un eroico Felice Gimondi. Cyrille Guimard è il più quotato tra i francesi.

Gli azzurri danno un’impronta notevole alla gara, con Davide Boifava che si rende protagonista di una fuga a lunga gittata obbligando belgi, francesi, olandesi e spagnoli ad inseguire. Nel finale pirotecnico la presenza degli azzurri nel gruppo principale è massiccia. Durante l’ultimo giro in fuga ci sono Merckx, Guimard, Zoetemelk, Basso, Dancelli e Bitossi con un leggero vantaggio su altri avversari importanti.

A pochi chilometri dall’arrivo Bitossi riesce ad eludere ogni tipo di marcatura e ad involarsi. Quando mancano 2500 metri all’arrivo Franco ha più di 300 metri di vantaggio; la vittoria è decisamente vicina. Però il toscano comincia a giocare col cambio, prima mettendo un rapporto troppo agile, poi uno decisamente lungo. L’ azione di Bitossi perde efficacia mentre gli inseguitori si avvicinano. Non tutto è perduto, ma Franco comincia a voltarsi. E anche Adriano De Zan, in diretta Rai, argutamente sottolinea che Franco non deve girarsi. Arriva a 100 metri dalla linea d’arrivo in testa: forse è fatta, la maglia iridata lo attende. Invece negli ultimi metri sbuca Marino Basso con prepotenza e vince il Mondiale. Bitossi riesce a malapena a salvare il secondo posto dalla veemente rimonta di Guimard, e nello sprint Merckx è quarto. Basso è vincitore incredulo, Bitossi ha la faccia di uno che ha sbattuto contro un tir, e nel clan azzurro l’unico che gioisce è il ct Mario Ricci. Basso piange di gioia pur temendo l’accusa di tradimento, Bitossi ha le lacrime per il secondo posto che considera indimenticabile sconfitta. E Merckx urla contro Dancelli, Gimondi e altri azzurri: “Chi vi ha detto di far vincere Basso, perché avete aiutato lui ?!?”. Il grande belga nel ’71 aveva nella Molteni proprio Basso come compagno di squadra e tra i due il feeling non si è creato. L’ Italia piazza due corridori sul podio, non accadeva da Imola 1968 con l’oro di Adorni e il bronzo di Dancelli. E Gap 1972 la doppietta è oro-argento, quindi migliore. Ma il clan Italia non riesce a gioire al 100 per 100: lo sgomento per la sconfitta di Bitossi è troppo grande. De Zan in tv si sforza per valorizzare Basso, velocista di sangue blu, e per rincuorare Bitossi. Adriano Rodoni, presidente dell’UCI, fa indossare la maglia iridata a Basso e poi prova a consolare Bitossi, però è dura. Dispiaque a tutti vedere Bitossi in lacrime al centro delle Alpi. A fine carriera Franco ha totalizzato 171 vittorie anche di spessore notevole, quindi avrebbe meritato pure la maglia iridata. Di certo il titolo Mondiale 1972 andò ad un corridore di notevole classe, capace di vincere in carriera valanghe di corse comprese 15 tappe al Giro d’Italia, sei al Tour de France e sei alla Vuelta. Chapeau dunque a Marino Basso, assolutamente velocista di sangue blu capace di resistere su determinate salite.

“A distanza di anni – assicura Bitossi, classe 1940, ora accanito giocatore di bocce a Empoli e dintorni – la mia delusione è nettamente minore. Nel ciclismo si può vincere o perdere. Io il 6 agosto 1972 arrivai secondo e fu brutto. Tuttavia erano anni in cui vincevo molto. Gap ’72 non è stato il momento più brutto della carriera. Sono altri i momenti brutti, in particolare quando per problemi cardiaci durante alcune gare mi sono fermato a bordo strada sedendomi sui paracarri. Erano attimi in cui meditavo anche di chiudere la carriera, invece ho proseguito”. Auguri a Daniele Bennati e all’Italia affinchè si possa rivivere un sei agosto magico 51 anni dopo Basso-Bitossi.

ORDINE D’ARRIVO

1. Marino Basso km 272,500 in 7 h 5’ 59” media 38,392 km/h; 2. Franco Bitossi; 3.Cyrille Guimard (Francia); 4. Eddy Merckx (Belgio);5. Joop Zoetemelk (Olanda); 6. Michele Dancelli; 7. Leif Mortensen (Danimarca); 8. Frans Verbeeck (Belgio); 10.Gimondi; 11. Panizza; 30.Polidori; 34.Motta; 37.Boifava; 40.Cavalcanti. Ritirato Francioni.

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