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DALLA CANOA ALLA BICI, ECCO COME CAVALLAR SI E’ INNAMORATA DEL CICLISMO
di Giorgia Monguzzi | 21/04/2026 | 08:25

Nel 2021 Valentina Cavallar ha coronato il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo e mai si sarebbe immaginata che nemmeno due anni dopo avrebbe lasciato tutto per dedicarsi al ciclismo. Raccontarla in questo modo sembra quasi uno scherzo, ma l’austriaca del team Sd Worx Protime era una delle grandi promesse del canottaggio nel due senza e prendere parte ai giochi olimpici era un obiettivo gigantesco. Tutto d'un tratto però l'incantesimo si è spezzato e con grandi sacrifici Valentina è diventata una delle scalatrici più promettenti al mondo.

Quella di Valentina Cavallar è una di quelle storie che si sentono sempre più spesso nel mondo del ciclismo, atleti di altri sport che ad un certo punto per una caduta o per scelte di vita differenti decidono di cambiare tutto e di buttarsi nel ciclismo. La sua però ha un fascino tutto particolare perché lei nel canottaggio andava anche piuttosto bene, eppure ad un certo punto c’è stato qualcosa che non funzionava più. A Tokyo dopo tanti sacrifici era arrivata “solo” la finale b, non riusciva a dare di più, non c’erano nuove motivazioni e così un giorno è arrivato quel segno del destino che le ha fatto prendere la sua decisione. «Ho praticato canottaggio per circa dieci anni, ma ho sempre usato la bici per la preparazione, soprattutto durante l’inverno. Le Olimpiadi sono state il coronamento del mio sogno, sono andata avanti con la canoa, ma in qualche modo ho iniziato a capire che c’era qualcosa che non andava. Un anno dopo i giochi Olimpici mi trovavo in un training camp con la nazionale sul confine franco – belga, eravamo fuori in bici e un po’ per caso abbiamo scoperto che sarebbe passato il Tour de France. Siamo andate a vedere un po’ per curiosità, ma quando ho visto il passaggio a bordo strada mi sono innamorata del ciclismo. Ho capito che era ciò che volevo fare, volevo essere una di quelle ragazze del gruppo e così ho deciso di provarci sul serio. Dopo nemmeno un anno ho lasciato in modo definitivo la mia carriera nel canottaggio e mi sono promessa di non guardare indietro, credo che se ami veramente qualcosa la devi inseguire a tutti i costi e metterci tutta te stessa.» racconta Valentina che così si è trovata a bordo strada ad assistere alla tappa con il Petit Ballon e in quel momento la sua vita è completamente cambiata. L’austrica ha deciso di cambiare tutto, mettere da parte non solo la carriera nel canottaggio ma tutto il suo stile di vita per gettarsi quasi alla cieca in una nuova avventura.

Tra canottaggio e ciclismo la differenza non è poca, anzi sono due mondi quasi completamente diversi. Se da una parte la gara dura una decina di minuti, in bici le ore sono molteplici e serve una bella dose di resistenza. «Non è stato un passaggio facile perché cambia completamente tutto, dal tipo di sforzo e anche il tipo di alimentazione, nel ciclismo ogni giornata è completamente diversa ed è forse proprio questo che mi piace maggiormente di questo sport. Fino a due anni fa io facevo qualche lavoretto come il preparatore atletico nel settore canottaggio, ma riuscivo ad andare avanti solo grazie ai miei genitori che mi davano una grande mano. In Austria è possibile vivere di sport solo se entri in un gruppo militare, ci ho provato varie volte e ci sono riuscita solo nel 2022 quando ormai avevo deciso di seguire la strada del ciclismo. Ora è questo il mio lavoro e quasi non mi sembra vero, sono iscritta anche a giurisprudenza, ma per il momento è solo un hobby che uso durante l’inverno» prosegue Valentina. Le prime esperienze in sella sono state in squadre piccole poi a metà 2024 ha fatto il grande salto nel ciclismo che conta con la maglia della Arke B&B Hotel che le aveva proposto un contratto biennale. Nonostante fosse nuova nell’ambiente ha fatto in fretta a trovare il suo posto ed affermarsi come una delle scalatrici più importanti del gruppo.

Il grande Exploit è arrivato nella tappa dell’Alpe d’Huez del tour de France 2024, proprio in quella corsa che le aveva fatto aprire gli occhi sul mondo, Valentina mette in mostra il suo talento e arriva settima tra tutte le migliori scalatrici del gruppo. E’ un risultato incredibile che fa conoscere al mondo l’atleta austriaca, dietro ci sono mesi di sacrifici, di abitudine allo stress e soprattutto nello stare in gruppo che non è stato assolutamente una passeggiata. La sua prima corsa è stato il Grand Prix de Chambery, una specie di salto nel vuoto in cui però Valentina si è fatta trovare più che preparata riuscendo a chiudere in top 20. «La mia più grande paura era quella di stare in gruppo perché era una cosa che non avevo mai fatto prima, mi sentivo inferiore rispetto alle mie compagne, sapevo di non essere alla loro altezza, ma questo è stato molto motivante perché mi ha spinto a lavorare tanto e migliorarmi – ha detto Valentina – la mia prima volta in gruppo è stata a Chambery e mi ricordo che di essere rimasta particolarmente colpita dalle fasi poco prima della partenza: eravamo tutte insieme ad aspettare la stessa cosa, eravamo tutte uguali, volevamo tutte la stessa cosa, poi ad un certo punto è iniziato il caos. In gruppo c’era tantissima confusione, tutte che urlavano, si muovevano da una parte all’altra, ho capito subito quanto fosse difficile correre in bici, occorreva avere mille occhi. Inizialmente stavo sempre in coda e questo mi faceva consumare tantissime energie, poi poco alla volta ho capito, ho preso confidenza ed ho incominciato a sentirmi bene.»

Da quella tappa del Tour 2024 Valentina Cavallar diventa sorvegliata speciale di tutti i più importanti team World Tour e lei non delude le aspettative. Nel 2025  la durissima Alpes Gresivaudan Classic, in tutte le corse in salita è sempre davanti al gruppo a giocarsi le sue carte e intanto cresce e impara ad essere una ciclista. Quest’anno è approdata nella Sd Worx Protime, la squadra di Anna Van Der Breggen ha deciso di scommettere su di lei per un progetto a lungo termine per tornare a vincere un grande giro. Già nel mese di gennaio Valentina era entusiasta della scelta, i training camp con la squadra erano l’occasione per fare domande e capire meglio come muoversi in gruppo, sa che la sua avventura è appena iniziata, ha ancora tanto da imparare e vuole procedere a piccoli passi La salita è il suo campo di battaglia preferito e quest’anno con un’intera corrazzata a supportarla potrebbe fare delle grandi cose, il 2026 sarà cruciale per capire fino a dove può arrivare

Domani Valentina sarà al via della Freccia Vallone inaugurando il suo 2026 che è già ricco di obiettivi tra salite e grandi giri. E’ l’inizio di un capitolo tutto nuovo e non vediamo l’ora di vedere che cosa succederà.

(Photo by Team Sd Worx Pro Time)

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