Rapporti&Relazioni
Largo alle donne: saranno loro a salvare il ciclismo
di Gian Paolo Ormezzano

Teoricamente il ciclismo è sport molto femminile, molto per donne. Nella pratica è sport per uomini frequentato anche dalle donne. E questo è un limite tremendo. Quando Fabiana Luperini viene chiamata Pantanina le donne dovrebbero arrabbiarsi, anziché essere compiaciute dalla concessione lessicale. Fra l’altro l’uomo vestito da ciclista è spesso goffo, pagliaccesco. Mentre la donna vestita da ciclista è terribilmente sexy. Con la stessa divisa da cicloturismo, o da competizione.
Per quel poco che so e quel molto che cerco di fare a pro del ciclismo al quale devo pane e caviale, propongo un impegno federale proprio su questo tema, questa esigenza. In fondo la federazione si sta occupando mica soltanto del ciclismo agonistico vero e proprio. Con l’avvento della mountain bike si è dovuta occupare di tutto un nuovo ciclismo, comprensivo della scollatura di Paola Pezzo. Prossimamente ci sarà da usare, da sfruttare la presenza della bicicletta nel triathlon, che diventa specialità olimpica, e che combatte, all’interno della stessa gara, addirittura dello stesso bipede concorrente, una sorta di lotta fra nuoto e podismo e, appunto, ciclismo. Intanto si dipana sempre più, con risvolti anche sportivi, tutta la problematica ecologica della bicicletta, destinata, purtroppo o per fortuna, ad un grande o comunque impegnatissimo futuro verde.

La presentazione di tipo, diciamo, museale del ciclismo, come sport che garantisce, attraverso la formalina della fatica, la conservazione dei buoni sentimenti, è sempre necessaria: una famiglia nobile, che vuole stare al passo con i tempi, offre regolarmente, canonicamente la visita del suo castello antico, badando che l’edificio sia sempre bene visibile, oltre che bene vivibile, ma poi si occupa anche di Internet e di new economy. Pero’ questo aspetto antiquariale del ciclismo rischia addirittura di venire escluso da Giochi Olimpici che chiedono ad ogni sport di presentarsi con una visibilità moderna, dinamica, variegata. Presto per stare dentro lo show-business dei Giochi, o almeno per rimanere al passo con esigenze di spettacolarizzazione, bisognerà offrire gare di nuovo tipo: la vecchia classica prova su strada sta diventando un circuito corto, bene controllabile anche dalle telecamere fisse. E le prove per donne saranno le più utili ai fini di acquisire diritti di presenza. In linea di massima, lo sport al femminile ha più diritti di entrare nei Giochi di quanti lo sport al maschile ne abbia di rimanere nel programma olimpico.

Il ciclista di oggi pedala o comunque dovrebbe pedalare per uno nuovo sport, o per nuove dinamiche, nuove esigenze, nuove formule, ed è vestito come il ciclista di cent’anni fa. È cambiato il materiale, sì, ma non la foggia. Allora faceva tenerezza, adesso fa ridere. Bisogna cambiargli il cosiddetto look. Certe vestizioni a priori solenni, certe premiazioni, sembrano operazioni di un Fregoli sadomasochista, che riveste il se stesso ciclista in maniera sempre più buffa. Noi saremmo addirittura per maglia rosa e maglia gialla perlomeno fosforescenti: sono romantiche, ma cromaticamente spariscono, ormai. Fra l’altro il rosa e il giallo stanno anche altrove. La squadra di Pantani al Tour era tutta in rosa, e il giallo ormai abbonda in tante divise. La donna ciclista comunque riesce ancora a sfruttare, in chiave di sensazionalismo visivo, le vecchie divise, i vecchi colori: l’uomo ciclista proprio no.
Il calcio cambia maglie furiosamente, per fregare economicamente i collezionisti, per obbligare i tifosi a continui acquisti di aggiornamento. Ma intanto si vedono ormai in giro molti ragazzi con le maglie dei calciatori. Il ciclismo si fa del male, anche finanziariamente, obbligandosi a divise così comiche che uno per metterle deve proprio andare in bicicletta, e basta.

Ma torniamo alle donne, che in questo articolo abbiamo quasi autenticamente lasciate per strada, dopo essere partiti con loro. Il ciclismo anche maschile dovrebbe fare ad esse uno spazio enorme, anche nel proprio interesse. Un Giro d’Italia degli uomini non dovrebbe considerare il Giro delle donne come un’appendice abbastanza casuale, con un legame utile soltanto per qualche titolo di presentazione legata all'evento. Il Tour de France, sabotando la versione al femminile, costringendola ad un mezzo anonimato con la denominazione francese di grande boucle (ma vuol dire grande ricciolo, in fondo è qualcosa di femminile che, se inteso bene, può piacere: e pazienza se la cosa è casuale), il Tour de France in fondo ha lasciato degli spazi interessanti al Giro d’Italia delle donne: un Giro che noi vedremmo bene corso insieme a quello degli uomini, sulle stesse loro strade, con orari di poco sfalsati. Già fatto, già sperimentato, è vero, con il Tour, senza esito buono: ma in fondo alla sua seconda edizione anche il Tour stava per chiudere, anche l’Olimpiade... Il problema estremo non è quello di agganciare l’attività femminile a quella maschile per dare qualcosa in più alla prima, ma per salvare o comunque rinvigorire la seconda. Fra poco sarà il ciclismo delle donne a essere indispensabile a quello degli uomini. A scopo biblico di riproduzione: dei tifosi.

Gian Paolo Ormezzano, torinese, editorialista de “La Stampa”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Questa è una buona notizia per tutti quelli che desiderano partecipare alla Chianti Down Country, ovvero la seconda tappa del Circuito Gravel Maxxis che prenderà il via il 17 maggio a Greve in Chianti (FI). Ad accogliere i partecipanti ci saranno ben cinque percorsi...


Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning Skinsuit, il body che Castelli ha prodotto unendo le prestazioni offerte dai due prodotti appena citati. Sia chiaro, questo body non è...


Prologo si appresta a vivere un altro grande giro da protagonista. Il marchio italiano di selle e accessori di alta gamma sarà presente al Giro d’Italia 2026 con ben 10 squadre professionistiche. 80 saranno in totale i corridori in...


Specialized presenta la nuova Sworks Recon EVO, una scarpa offroad progettata per chi cerca massima trasmissione della potenza, stabilità assoluta e comfort di livello mondiale, dalle competizioni XC più esplosive alle lunghe avventure gravel e marathon. La SWorks Recon EVO nasce come sintesi...


L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una montatura leggera e comoda, ma soprattutto di una singola lente che si comporta in maniera ottima in ogni sua versione...


Si è chiusa a Girona, in Spagna, l’edizione 2026 di The Traka, uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario gravel europeo svoltosi dal 29 aprile al 3 maggio, che ha visto Northwave al debutto come sponsor ufficiale.   A firmare questo esordio è stata...


LEGO Italia scende in pista al Giro d’Italia 2026 portando l’energia dei mattoncini LEGO® lungo le strade della Corsa Rosa. In occasione della 109esima edizione di una delle competizioni ciclistiche più iconiche e amate al mondo, il brand sarà partner...


La velocità conta e conta moltissimo, inutile girarci tanto attorno, ma non tutti possono aspirare ad un top di gamma caratterizzato da contenuti esclusivi. Rapida, la nuova proposta Wilier Triestina, non rappresenta solo la porta di ingresso al mondo road per l’azienda veneta,...


Oggi a Milano il cielo è grigio, ma non per questo se fossimo usciti in bicicletta non avremmo dovuto usare una valida protezione solare. Ce lo ha ricordato la presentazione di questa mattina organizzata da Cantabria Labs Difa Cooper che...


In occasione del Giro d'Italia, la Bardiani-CSF 7 Saber correrà con una bicicletta speciale: la De Rosa 70 Ogni Maggio, un tributo alla storia e ai valori del ciclismo italiano. De Rosa è partner ufficiale del Giro d’Italia 2026 e...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024