Editoriale


Piccolo è bello, ma anche utile. La conferma l’abbiamo avuta da questo ultimo Giro d’Italia. La Bardiani Csf della famiglia Reverberi ha messo in mostra le cose migliori. Tre vittorie di tappa, tante giornate in avanscoperta, molti chilometri di fuga. Insomma, tanta battaglia da parte dei giovani del “green team” di Bruno e Roberto Reverberi, che da quattro anni a questa parte svezzano con sapienza e scrupolo la meglio gioventù.
Non meno efficaci sono state la Androni Giocattoli di Gianni Savio e la Colombia di Claudio Corti. Hanno dato battaglia, sfiorando anche i successi di tappa, chiudendo in posizioni più che onorevoli. L’unica che è mancata all’appello è la Neri Sottoli di Angelo Citracca e Luca Scinto, ma quello di quest’anno è stato sicuramente un Giro di transizione. La squadra è stata in parte rifondata e, molto probabilmente, sbagliata è stata anche la preparazione. Troppo in palla a gennaio, febbraio e marzo, i ragazzi di Scinto sono arrivati in riserva a maggio.
In ogni caso piccolo è bello, alla faccia di chi invece ha la puzza sotto il naso e non accetta il confronto con le Atalanta, le Udinese o il Sassuolo del nostro ciclismo. I budget di questi team sono di dieci volte inferiori di quelli degli squadroni World Tour? E allora? Anche i bilanci di Atalanta, Udinese e Sassuolo non hanno nulla a che vedere con quelli di Juventus, Milan e Inter. Però piccolo è bello perché tirano su i giovani. Li svezzano. Insegnano loro il mestiere, prima di consegnarli pronti per il salto di qualità a team di maggiore forza e di più solida struttura. Rigoberto Uran l’ha scoperto Fabio Bordonali; Claudio Corti ha già distribuito corridori in tutto il mondo, ad incominciare da Chris Froome; i Reverberi idem come sopra, in questi anni ne ha fatti crescere un’enormità. E anche Scinto, con i suoi «yellowfluo» ha fatto altrettanto. Piccolo è bello, ma è anche utile.
Questi team sono molti preziosi anche da un punto di vista “politico”, diciamolo pure. Tutti fanno gli schifiltosi, ma alla fine avere dei team che corrono perché sono invitati fa comodo a molti organizzatori. Prendete la terribile giornata dello Stelvio: in quelle ore convulse e animate sono circolate tante voci e soprattutto tanti sentimenti. Alla sera, poi, a bocce ferme, non si è placata la rabbia. Molti team di World Tour erano davvero sul piede di guerra. Non è trapelato molto, ma c’è stato un momento in cui alcune di queste squadre volevano abbandonare la corsa per protesta. Gli organizzatori hanno gestito la crisi con garbo e lucidità. Ammettendo in camera caritatis le proprie colpe ma al contempo ricordando loro che la corsa non si sarebbe fermata, perché c’era chi avrebbe in ogni caso proseguito: le squadre “Professional”, quelle invitate. Sì, proprio loro, le piccoline, quelle da tutte avversate e considerate la periferia del ciclismo, che alla bisogna però, tornano sempre molto utili: perché danno battaglia, perché onorano le corse, perché crescono i giovani, perché danno delle opportunità e posti di lavoro a tante persone e in certi casi sono anche un prezioso salvagente per gli stessi organizzatori. Sarebbe il caso quindi, di creare in questa prossima e ventura riforma del ciclismo una serie A del ciclismo con uguali diritti, con uguali doveri, con pari dignità, senza la discriminante dei soldi, ma privilegiando l’aspetto sportivo. Una serie A a 18 squadre, con le prime dieci garantite di correre le massime corse del calendario e le altre otto - sempre con un criterio soprattutto sportivo - chiamate a partecipare a rotazione alle altre prove di World Tour. Ma non perché sono invitate e quindi sopportate, ma perché nonostante i loro budget siano piccoli, nonostante i loro corridori siano tanto giovani o tanto vecchi, hanno il merito sportivo conquistato sulle strade a suon di risultati e hanno punti per stare lì, tra le migliori formazioni del mondo. Questo ci ha insegnato la giornata dello Stelvio. Per avere un ciclismo senza figli e figliastri bisogna riconoscere il lavoro di tutti, senza pregiudizi e distinzioni pelose. Se mai ci sarà un altro Stelvio, che tutte le squadre abbiano la forza di andare avanti, o di stare ferme. Tutte assieme. Basta con questa divisione tra ricchi e poveri. Belli e brutti. Garantiti e ricattabili.

Pier Augusto Stagi
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Che tipo di ciclisti siete? Come è maturata la vostra passione? Siete quelli che salgono in bici e vanno senza farsi troppe domande, o vi andrebbe di capire meglio cosa succede durante lo sforzo sui pedali? Usate un cardiofrequenzimetro o...


Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha conquistato ben due titoli mondiali grazie alle splendide vittorie di...


Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata? A tutti quei ciclisti che ricercano l’estasi delle prestazioni più...


Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco calendario di iniziative imperdibili per tutti gli appassionati di ciclismo....


È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova, che però ricorda a tutti la dimensione raggiunta da questo...


La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart, si rivela a suo agio nelle gite di un giorno...


L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale delle due ruote. Allo spirito rivoluzionario dell’imprenditore milanese, 76 anni...


L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita con i bloccadisco che siamo soliti utilizzare sulle moto. Veloce,...


Il sistema è uno dei migliori sul mercato: prevede la connessione diretta alla batteria dell’e-bike tramite un cavo D-type da 3, 5 mm, ora scollegabile e sostituibile indipendentemente per semplificare il passaggio interno nei tubi del telaio. Ad offrire queste...


È possibile provare la qualità del “fatto a mano” nelle uscite quotidiane senza spendere cifre astronomiche? Con i Challenge ELITE Pro tutto questo è assolutamente realizzabile: è proprio  questo il copertoncino clincher a darvi accesso al mondo delle prestazioni handmade,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra