Rapporti&Relazioni
Mai più un 2010

di Gianpaolo Ormezzano

Mai più un 2010. Non ho la struttura fisica, mentale, e neanche emozionale e commozionale per reggere un altro 2010. Che poi per me è co­minciato negli ultimi mesi del 2009. E che è durato ben oltre il Capodanno.
Parlo di me ma in realtà io sono il personaggio minimo di questo an­no speciale. Parlo di me proprio perché sono il personaggio minimo di questo anno speciale che ho patito assai. Fossi stato diverso da come sono, meno piccolo di quanto sono, probabilmente lo avrei pa­tito di meno.
Parlo di come e quanto sono stato coinvolto dai cinquant’anni dalla morte di Fausto Coppi (2 gennaio 1960), dai dieci dalla morte di Gi­no Bartali (5 maggio 2000), dai cinquanta dalla medaglia d’oro di Livio Berruti (3 settembre 1960). Parlo di una sequenza emozionante, commovente, doverosamente e logicamente anzi fisiologicamente impegnativa di commemorazioni/evocazioni/rievocazioni/meditazioni/celebrazioni e molte altre “oni” che ha avuto inizio un tre mesi prima della prima data ufficiale, dunque nell’autunno 2009, quando dalle parti di Coppi, cioè a Castellania, Novi Ligure e Tor­to­na, si cominciò a decidere il da far­si per onorare nel giusto modo la ricorrenza triste ma anche stimolante, e si diede inizio anche al fa­re. Ultima ruota del carro, fui co­munque trainato da sentimento e rimpianto, oltre che da doveri di­ciamo pubblicistici essendo stato l’autore di un libro uscito proprio in quei giorni di occaso del 2009, scritto con Marina Coppi e An­drea Bartali (che sempre siano lo­dati), sulla rivalità dei loro grandi padri.
Non ho smesso per tutto il 2010: prima Coppi, con la grande assise sentimentalpopolare del 2 gennaio a Castellania, con altri libri, mo­stre, celebrazioni, evocazioni as­sortite, mie o comunque con me “lì”. E per me in prima persona il grande impegno specifico di “Fau­sto”: questo il nome dato a Novi Ligure alla mostra nella mostra, cioè il vasto e intanto specifico ri­cordo di Fausto ideato da me e si­stemato dentro il Museo dei Cam­pio­nissimi (lui e Girardengo). Tan­ti viaggi, tanta fatica con tanti aiuti di gente in gamba, pochi soldi a di­sposizione e dunque impresa an­cor più nobile.

Bartali in maggio è stato poca co­sa, i dieci anni so­no ieri e neanche, celebrazioni sommesse ancorché non sommerse, però per me già ba­stava, a riempire il cuore e il cer­vello, il ricordo di quello che è stato un grande amico del piccolo tifoso coppiano che sono stato io.
E poi è arrivato Livio Berruti, Li­vio torinese come me, Livio della mia stessa scuola, il tremendo me­raviglioso Cavour, ancora adesso nella top list dei grandi licei classici italiani: Livio mio amico fraterno da oltre mezzo secolo, compagno di celebrazioni, Livio impegnato di fisso con me a rievocare in aule, palestre, saloni, esposizioni, municipi, conventi, parchi, te­le­visioni, radio, fabbriche eccetera, il nostro ritorno sulla mia scassatissima auto, dopo il suo trionfo sui 200 metri a Roma olimpica 1960, cioè dopo la massima impresa dello sport italiano di tutti i tem­pi, dalla capitale a Torino in un’Italia allora quasi senza autostrade. Fatte per carità tutte le proporzioni, qualcosa di simile al viaggio motociclistico di Che Gue­va­ra e del suo amico su “la Po­de­ro­sa”. Per me l’occasione, rac­con­tando la francescanità di quel viaggio, di parlare del rutilante e faraonico sport di vetrina moderno, persino protervo nel­la sua esibizione di denaro, di consumo.

Con Livio ho “battuto” To­rino, il Piemonte, l’Italia del Nord. Ci vo­gliamo tan­to bene ma non ci sopportiamo più in certe situazioni, non ci reggiamo più. Di recente lui mi ha detto di no ad un ennesimo viaggio richiesto a me perché convincessi lui e noi due insieme si an­dasse a dire le stesse cose di sempre, da mezzo secolo in qua, le stes­se cose stradette ma a gente che però mica le ha sentite prima. L’ho ringraziato, mi sono impegnato a dire di no la volta che la manifestazione fosse vincolata alla mia presenza (cosa rara).
Il fatto è che sia Livio che io ci sentiamo in debito con la gente che ci chiede di ricordare, di aiutarla a ricordare. Entrambi abbiamo chiara la nostra fortuna, quella di aver potuto fare le cose che vo­le­vamo fare, e ci sentiamo in debito altamente morale anche verso la moltitudine sterminata di quelli non fortunati come noi.
Ma da qui faccio doverosamente partire un altro tipo di ragionamento. Vero che andar per nebbie pa­dane a raccontare sempre la stes­sa gara, lo stesso viaggio, è or­mai duro, per due poi che hanno varcato eccome i settanta. Livio poi è persin meno mercantile di me, se ci danno due bottiglie di vino ci sentiamo già in crisi, ci sentiamo intimamente due sfruttatori. Se l’auto per il viaggio è la sua, lui manco vuole che io paghi il pedaggio autostradale, men che mai la benzina. E viceversa. Siamo semplicemente stanchi, fisicamente.

Ci rendiamo conto (mi sento di parlare anche per Livio) che siamo sempre in debito con la gente che ricorda lui e prende sul serio me, soltanto confidiamo che un no grazie non venga scambiato per maleducazione e superbia. Lo stesso non accade per Coppi e Bartali: anche se io dico di no ci sono sempre cento, mille migliori di me che dicono di sì. Con Livio invece la formazione, almeno per un certo tipo di partita, è fissa.
Consegno questa confessione ai pochissimi che mi leggono: se nel 2010 vi sono apparso in questa ru­brica più del solito sconclusionato, vago, fumoso, fragile, esile, considerate che è stato per me, fisicamente, un meraviglioso annus terribilis. In cui fra l’altro sono andato a rivisitare momenti e cose che non accadranno più, e che comunque hanno avuto la bellezza dell’epica onesta e serena, sempre più difficile da rintracciare.
Non ne posso più di celebrare, spero di rivedere Marina Coppi e Andrea Bartali e Livio Berruti da­vanti ad un bicchiere di vino e non ad una folla, ma intanto li adoro sempre e più che mai li ringrazio per come mi permettono di non scollegarmi con quello che fu un gran bel tempo felice. Amen.
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Che tipo di ciclisti siete? Come è maturata la vostra passione? Siete quelli che salgono in bici e vanno senza farsi troppe domande, o vi andrebbe di capire meglio cosa succede durante lo sforzo sui pedali? Usate un cardiofrequenzimetro o...


Polini Motori festeggia un altro straordinario traguardo internazionale nella FIM E-Bike Enduro World Cup. A Breuil-Cervinia, teatro dell’ultimo appuntamento della stagione iridata, il motore Polini E-P3+ MX Limited Series ha conquistato ben due titoli mondiali grazie alle splendide vittorie di...


Dalla Borgogna arriva la nuova regina delle vette: leggerezza estrema, DNA racing e una guidabilità totale per domare le grandi salite e disegnare le traiettorie migliori. A chi è destinata? A tutti quei ciclisti che ricercano l’estasi delle prestazioni più...


Grandi novià in arrivo in casa Nalini e primo grande appuntamento fissato tra poche settimane: on occasione dell’International Bike Festival di Misano 2026, lo staff Nalini ha organizzato un ricco calendario di iniziative imperdibili per tutti gli appassionati di ciclismo....


È la quinta volta che DMT ha il privilegio di accompagnare Tadej Pogacar sul gradino più alto del podio più ambito da ogni corridore. Ogni volta è un’emozione diversa, nuova, che però ricorda a tutti la dimensione raggiunta da questo...


La Borsa al manubrio Coursier Jager di Uläc da 3 litri è l’ennesimo pezzo realizzato ad arte dall’azienda taiwanese distribuita in Italia da Ciclo Promo Components. Solida, capiente e smart, si rivela a suo agio nelle gite di un giorno...


L’innovazione nel design funzionale nel ciclismo, elevato quasi a forma d’arte. Sotto le insegne di Columbus e Cinelli, il coraggio di Antonio Colombo ha segnato un’epoca nell’industria italiana e globale delle due ruote. Allo spirito rivoluzionario dell’imprenditore milanese, 76 anni...


L’Air Alarm di Uläc è perfetto per una sosta veloce con la vostra e-bike o con la gravel se state viaggiando in bikepacking (pesa solo 156 g), esattamente come capita con i bloccadisco che siamo soliti utilizzare sulle moto. Veloce,...


Il sistema è uno dei migliori sul mercato: prevede la connessione diretta alla batteria dell’e-bike tramite un cavo D-type da 3, 5 mm, ora scollegabile e sostituibile indipendentemente per semplificare il passaggio interno nei tubi del telaio. Ad offrire queste...


È possibile provare la qualità del “fatto a mano” nelle uscite quotidiane senza spendere cifre astronomiche? Con i Challenge ELITE Pro tutto questo è assolutamente realizzabile: è proprio  questo il copertoncino clincher a darvi accesso al mondo delle prestazioni handmade,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra