Balsamo, il tricolore è in buone mani

di Giorgia Monguzzi

Scintilla il tricolore sotto il sole caldissimo di San Fe­lice Sul Panaro mentre in sottofondo la banda cittadina intona l’inno di Mameli. Elisa Balsamo si porta una mano al cuore come per tenersi stretta una maglia che indossa per la prima volta, intanto guarda al cielo, emozionata incredula: è lei la nuova campionessa italiana. La piemontese del team Trek Segafredo raggiunge i sei successi di una stagione stellare e totalmente stratosferica. Molti campioni del mondo sono stati schiacciati dal peso dell’iride e da una responsabilità nuo­va, ma Elisa non ha mai sentito nulla di tutto questo, anzi le piace dire che la pressione la stimola e la motiva ancora di più e sembra proprio darle un’ulteriore spinta verso l’Olimpo. I successi stagionali erano stati inaugurati già da febbraio in Spagna, dove aveva piazzato la prima zampata alla settimana Ci­clistica Valenciana, poi il Trofeo Binda che ha dato il via ad una primavera da incorniciare, con tre assoli nella campagna del nord in una sola settimana. Tante vittorie, tanti piazzamenti, trofei e medaglie, ma correre in casa, si sa, ha un qualcosa di speciale e nella grande raccolta di casa Balsamo il titolo italiano élite ancora mancava. Elisa domina rispettando pienamente il pronostico, una volata magistrale, come direbbe qualcuno, poi tagliato il traguardo l’emozione viene fuori tutta in blocco. Per la campionessa del mondo è un susseguirsi di abbracci, tra gli amici, il compagno Davide Plebani e le compagne, tutto il gruppo sembra stringersi intorno a lei. Elisa Longo Borghini è una delle prime a congratularsi, come un passaggio di consegne per chi il tricolore lo ha indossato per due anni consecutivi. Al campionato italiano han­no corso da avversarie, l’una nel gruppo sportivo Fiamme Oro, l’altra ne era uscita giusto ad inizio anno ritrovandosi di fatto a correre da sola nella rassegna nazionale. Elisa ha corso senza squadra, senza compagne, ma dovendosi basare unicamente sul proprio intuito, confermando una maturità assoluta.
«Già alla partenza sapevo che non sarebbe stato facile, correre da sola non è mai bello perché ti ritrovi ad aver bisogno di mille occhi senza una compagna a guardarti le spalle - spiega Elisa Balsamo - ma in queste circostanze compare un sesto senso che fa leggere la corsa in modo diverso. Ho capito che gran parte del gruppo voleva arrivare in volata, una situazione che per me sarebbe stata perfetta. Il percorso da Medolla a San Felice sul Panaro era di 148 km, una distanza proibitiva per molte ragazze, alcune non hanno mai affrontato una corsa simile e così, al­meno nella prima parte, abbiamo tenuto un ritmo moderato. La corsa si è accesa a 40 km dal traguardo quando tre atlete hanno guadagnato circa 1’30”, ma sinceramente non mi sono mai preoccupata perché sapevo che le Fiamme Azzurre, che non avevano posizionato nessuna atleta in fuga, avrebbero fatto di tutto per chiudere il gap. Io ho cercato di rimanere sempre attorno alla ventesima posizione, non troppo avanti, ma nemmeno troppo in­dietro così da non prendere rischi: da lì potevo vedere tutti i movimenti del gruppo, mi sono basata unicamente sul mio istinto»
La volata finale è un dominio di assoluta potenza, Elisa Balsamo sulla carta era la più forte e nella pratica ha portato avanti una condotta di gara praticamente perfetta, guidata dall’istinto. A scintillare è la maglia iridata che ha vinto a fine settembre in Belgio, ma il tricolore questa volta è più forte. Sul palco delle premiazione la maglia di campionessa italiana nasconde quella arcobaleno, sarà l’unica volta almeno fino ai prossimi campionati del mondo.
La piemontese è felicissima: «Ci tenevo tantissimo, è qualcosa di pazzesco - ci dice dimostrando che anche se si è arrivati sul tetto del mondo casa è sempre casa -. L’unico dispiacere è non po­ter mostrare il tricolore, dovrò coprirlo, ma nel mio cuore ci sarà sempre e mi accompagnerà per un anno intero.».
La nuova maglia la veste con un ab­braccio mentre il pubblico applaude, intanto Elisa la dedica ad una persona speciale, al cugino Chicco che la guarda dal cielo e che accompagna tutte le sue corse dandole la forza per essere im­battibile. Rachele Barbieri e Barbara Guarischi completano il podio di stelle, sul loro volto non c’è rammarico ma un sorriso di orgoglio con la consapevolezza di essere state battute da colei che al momento è una delle atlete più forti del mondo.  
In provincia di Modena Elisa Balsamo ha concluso una settimana praticamente perfetta iniziata con la vittoria nella terza tappa del Tour de Suisse e terminata con il campionato italiano. Due successi che arrivano su percorsi completamente diversi, ma che dimostrano come la campionessa del mondo sia cresciuta non solo con l’esperienza, ma anche con una preparazione mirata. In Svizzera aveva sbaragliato la concorrenza al termine di una frazione difficile da interpretare, considerando  le numerose asperità altimetriche. Era una classica in tutto e per tutto che terminava con lo strappo verso Coira, un ultimo chilometro infernale che la campionessa del mondo ha dominato.
«Prima del Tour de Suisse ho fatto un lungo ritiro in altura per migliorare in salita e prepararmi al meglio in vista delle grandi corse a tappe dell’estate. Ho cercato di lavorare molto anche sul­la velocità, sono stati fatti degli allenamenti mirati in palestra per irrobustirmi e tenere meglio testa alle atlete più piazzate di me» ci aveva spiegato Elisa proprio in terra elvetica.
L’atleta della Trek Segafredo è fortissima, vince, fa risultati, eppure non si considera mai arrivata, l’obiettivo è quello di migliorarsi sempre, anche in quei settori dove già sbaraglia la concorrenza. Lei sogna e non si pone limiti, è giovane ed ha appena iniziato a stupirci.
Fondamentale nel bagaglio di esperienze di Elisa Balsamo resta la pista, il primo amore che non ha mai abbandonato e che l’ha portata davvero lontano. Alcuni temevano che con il passaggio in un Team World Tour come la Trek Segafredo sarebbe stata costretta a scegliere, ma la piemontese, appoggiata dalla squadra, ha creato un bilanciamento perfetto.
«Durante tutta la primavera sono stata in pista a Montichiari per allenarmi con le ragazze - spiega - poi ultimamente ho dovuto puntare più sulla strada in vista dei grandi appuntamenti, ma non significa aver abbandonato la pista. So­no convinta che resti fondamentale per avere una preparazione completa e mol­to di ciò che sono lo devo proprio a questa disciplina». Non a caso Elisa Bal­samo tornerà nel velodromo per preparare gli Europei, poi ci saranno una serie di altri appuntamenti a cui non vuole proprio mancare. In lontananza già si intravede Parigi 2024, il vero obiettivo di un gruppo di giovanissime ragazze che a Tokyo 2020 han­no fatto le prove generali dimostrando di essere sulla strada giusta. La campionessa del mondo, come lei stessa ammette, deve tanto alla pista, uno di quegli amori viscerali che proprio non si possono abbandonare, lei è la testimonianza vivente che la multidisciplinarietà rende più forti. È sufficiente guardare la top ten dei campionati nazionali, per la maggior parte ci sono ragazze che in pista hanno vinto e che si allenano regolarmente. Un caso? Assolutamente no, come dice anche la stessa Balsamo.
La vittoria del campionato italiano è l’ennesimo tassello di una stagione incredibile che è pronta a rientrare nel vivo, il 30 giugno infatti inizia il Giro d’Italia donne che da Cagliari a Padova terrà impegnate le atlete migliori al mondo per dieci giorni di gara.
Sarà la prima volta per la campionessa iridata, un esordio che vuole bagnare con una bella vittoria, magari già dalle prime tappe in terra sarda. Ad ac­com­pa­gnarla c’è uno squadrone incredibile, sulla carta infatti la Trek Se­ga­fredo è il team meglio attrezzato che tutti cercheranno di battere. Insieme ad Elisa Balsamo c’è Elisa Longo Bor­ghini (recentemente riconfermatasi campionessa italiana a cronometro) che ha già dichiarato che punterà a una tappa e poi Lucinda Brand, fresca vincitrice del Tour de Suisse e pronta ad aiutare le compagne sfruttando la sua ottima condizione.  
Ormai le premiazioni del campionato italiano sono finite, ci sono abbracci strette di mano, è una grande festa che il gruppo Extragiro ha organizzato sapientemente aggiungendo un’altra perla ad una lunga serie di successi.
Elisa Balsamo sfila con il tricolore che ha già preso una parte speciale nel suo cuore, per un anno sarà un caro compagno di viaggio che sicuramente le porterà nuove motivazioni. La folla applaude così come tutte le ragazze rimaste a vedere la premiazione: tra il pubblico c’è una signora bionda, sorridente, è la madre di una delle atlete che nemmeno mezz’ora prima si sono contese il titolo italiano lottando con le unghie e con i denti, sotto il sole cocente dell’Emilia.  
«La maglia tricolore è in buone mani» dice la signora alla nuova campionessa italiana con evidente orgoglio  e un sorriso grande così: e noi non potremmo essere più d’accordo.

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