Uno-Z, seminare per crescere

di Francesca Monzone

Probabilmente alcuni anni fa, erano in pochi a pensare che una squadra norvegese avrebbe preso parte alle più grandi corse del mondo, mentre ora, grazie alla Uno-X Pro Cycling, questo è diventato realtà. 
Come loro stessi spiegano, in Norvegia non sono mai mancati i soldi, ma ciò che non esisteva era un progetto convincente nel ciclismo, capace di prendere i talenti nazionali e farli crescere fino a portarli ai massimi livelli. Nella terra dei fiordi troppe volte progetti che sembravano promettenti sono crollati e non per mancanza di fondi, ma per carenza di idee e desiderio di crescere con ciò che si aveva in casa, considerandolo un tesoro prezioso, che andava solo plasmato nel modo migliore.
Per i fondatori della Uno-X Pro Cy­cling andare in bicicletta è una vera e propria arte che, prima ancora dell’investimento economico, richiede una filosofia nella quale credere. Oggi questo team, composto da una corazzata di giovani biondi e con una statura media superiore ai 180 centimetri, è il cuore pulsante del ciclismo nordico: il ProTeam allinea 29 ragazzi con un’età compresa tra i 20 e i 30 anni; accanto a loro la formazione Continental con 11 atleti e il team femminile, da quest’anno con licenza WorldTour, che è l’unico ad avere atlete “fuori confine”, vale a dire una finlandese, tre britanniche, una tedesca e una svedese.
Era il 3 settembre 2016 quando al Giro dei Fiordi Jens Haugland della compagnia energetica Uno-X presentò il progetto di una nuova squadra di ciclismo che portava lo stesso nome della sua so­cietà. Lo descrisse come un investimento nazionale, dal solido sostegno finanziario, capace di assicurare una grande visibilità al Paese.
Hanno ingaggiato ciclisti norvegesi che hanno lasciato altre squadre continentali per correre con i colori di casa e che sono stati protagonisti di iniziative capaci di far avvicinare tanti giovani al ciclismo.
Con il ciclismo, le immagini della Nor­vegia hanno fatto il giro del mondo nel 2017, quando la città di Bergen ospitò la prova iridata con Sagan in trionfo davanti al padrone di casa Kristoff nella prova ri­servata ai professionisti.
Meno di sei mesi dopo quel Mondiale, la Uno-X si è ulteriormente rafforzata e ha continuato a crescere. Per questo team la pa­rola più importante è sviluppo, senza guardare esclusivamente ai risultati sportivi, ma cercando di formare basi solide per il futuro. Ma lo sviluppo da solo non basta, perché i progetti vanno supportati per essere vincenti ed è così che si è deciso di puntare sulla strategia e sul marketing, per promuovere la squadra.
La Uno-X ha iniziato come squadra Con­tinental ma ogni anno i dirigenti hanno aumentato il loro impegno, han­no alzato le aspettative e fissato obiettivi sempre più lontani: oggi il team è cresciuto, quest’anno ha già ricevuto inviti prestigiosi (Fiandre e Delfinato su tutti, ndr), ha creato una squadra femminile che correrà il Tour de Fran­ce e il Giro Ro­sa.
La loro filosofia è in controtendenza rispetto a quella di molte altre squadre: non vanno alla ricerca di corridori forti, ma scelgono ragazzi che possono migliorare, che hanno prospettive, con la convinzione di poter crescere insieme.
Il nome che incarna questo pensiero è quello di Tobias Halland Johan­nes­sen, che ha vinto tanto e che oggi molte squadre vorrebbero avere. Tobias è il risultato perfetto di quel modello di sviluppo alla base della Uno -X. Oggi viene considerato un corridore capace di far bene al Tour de France come ad una Classica Monu­mento, ma la sua crescita non è ancora ultimata e, grazie al contratto che lo lega a questa squadra fino al 2024, Tobias avrà tempo per dimostrare il suo valore. Nel 2021 ha vinto il Tour de l’Avenir ed è arrivato secondo al Giro under23 e in questo 2022 all’Étoile de Bessèges Tobias ha fatto sua la quarta frazione e conquistati altri due piazzamenti che lo hanno portato sul terzo gradino del podio finale, alle spalle di Benjamin Thomas e Alberto Bettiol.
È un talento esplosivo che in patria si diverte ad andare in bici con le ruote chiodate ed è convinto che il suo talento sia figlio degli anni in cui correva in mountain bike e faceva ciclocross.
La Uno-X è una squadra che non pun­ta sull’individualità, ma sulla forza di un gruppo vincente: in questo 2022 appena iniziato, sono già 5 le loro vittorie ottenute e le gran­di corse fanno a gara per invitarli.
Uno dei risultati più importanti del 2021 è forse il 7° posto di Markus Hoel­gaard nella E3 Saxo Bank Classic, risultato che non è passato inosservato e ha aiutato il team norvegese ad ottenere le wild card per il Giro delle Fian­dre, la Gent-Wevelgem e Liegi-Ba­sto­gne-Liegi. Inviti importanti, che in qualche modo vanno a compensare quello al Tour de France, che ha suscitato molte critiche verso gli organizzatori.
«Abbiamo fatto tanta strada dal 2016 e correremo la più grande gara di un giorno del mondo - ha detto Jens Haug­land riferendosi al Giro delle Fiandre -, molte altre gare importanti e con la squadra femminile disputeremo tutte le prove del World Tour. Solo tre anni fa in pochi lo avrebbero creduto possibile».
La crescita però continua e la formazione di Jens Haugland ha già fatto richiesta per una licenza World Tour. La risposta non sarà immediata, in casa Uno-X sanno bene che bisogna anche passare dai successi sul campo, ma Haugland è certo che i suoi ragazzi da­ranno del filo da torcere a molte squadre del World Tour.
«Alla fine non c’è poi così tanta differenza tra la nostra squadra e una della categoria superiore. Abbiamo una squadra incredibilmente forte e sapremo stupire tutti. Per quanto riguarda la licenza World Tour, speriamo di ottenerla, ma se questo non dovesse accadere non ci resteremo troppo male, continueremo il nostro lavoro e ci riproveremo».

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