Cassani: Giro U23 spettacolare e l'Italia c'è

di Giulia De Maio

Per definire la classifica generale della più prestigiosa e impegnativa corsa a tappe al mondo per Under 23 si è ri­velata decisiva la tanto attesa cronometro “Real Time”, ideata dal coordinatore delle Nazionali azzurre Davide Cas­sani e mai vista prima nel ciclismo. Con il nuovo format, ispirato al metodo Gundersen della combinata nordica, la prova contro il tempo si è trasformata in un entusiasmante inseguimento in cui Alexander Vlasov, in maglia ro­­sa al termine della rocambolesca se­mitappa del mattino che aveva registrato la caduta del colombiano Alejan­dro Osorio (Nazionale Colom­biana), è partito con soli 15” di vantaggio nei confronti del più immediato inseguitore, il britannico Mark Donovan (Team Wig­gins). A seguire tutti gli altri, dal terzo al quindicesimo, intervallati dal proprio distacco reale in classifica. Una vera e propria prova a inseguimento con una lotta per il podio decisa solo all’ultimo colpo di pedale.
Nonostante qualche perplessità, so­prattutto da parte degli specialisti delle prove contro le lancette, che partiti tra i primi non hanno potuto sfruttare preziosi punti d’appoggio come gli ultimi al via (il campione del mondo Mik­kel Bjerg al termine della corsa con un tweet ha supplicato l’UCI di non approvare la formula “chasing” nelle gare professionistiche, ndr) l’esperimento può dirsi riuscito. Il pubblico assiepato sul Mu­ro di Ca’ del Poggio e incollato davanti alla tv è rimasto affascinato da questa formula inedita.
«È stato un Giro d’Italia Un­der 23 bello, avvincente, incerto, in cui quasi tutti i giorni è cambiata la maglia rosa. Il finale a San Pietro di Feletto (Tv) è stato emozionante, con una cronometro atipica che ha dato la possibilità di assistere al confronto con il cronometro e con gli altri corridori, in una doppia sfida che è la vera essenza del ciclismo» ha commentato Cassani, ct azzurro e grande promotore del rilancio del Giro d’Italia Giovani Under 23 Enel. Un vero e proprio esa­me di maturità per i più promettenti prospetti del ciclismo del do­mani prima del passaggio al professionismo: basti pensare che al termine dell’edizione 2017, ben 9 dei primi 10 in classifica avevano subito trovato po­sto in un team professionistico.
Un’occasione di crescita fondamentale per i giovani di casa nostra.
«Già nelle prove di Coppa delle Nazioni abbiamo capito di avere atleti più adatti alle tappe intermedie che a curare la classifica generale. Qual­cuno tra i nomi più attesi è mancato all’appello per problemi fisici, ma abbiamo comunque avuto belle sorprese come Caiati e Giuriato. Quest’espe­rien­za è sicuramente servita a tutti i “no­stri” per crescere, così come quando schieriamo con Marino Amadori nazionali miste in gare professionistiche. Dobbiamo continuare su questa strada» prosegue Cassani.
In chiave azzurra ci dobbiamo accontentare dell’ottavo posto in classifica generale di Alessandro Covi (Team Col­pack) e di tre vittorie di tappa: il prologo firmato da Edoardo Affini (Seg Ra­cing) e le volate di Giovanni Lonardi e Alberto Dainese, sprinter della Zalf Euromobil Désirée Fior, che a casa si è portata anche la maglia ver­de Friliver® Sport di miglior scalatore finita sulle spalle di Edoardo Faresin. Protagonista di varie fughe, l’umbro Michele Corradini (Ma­stromarco Sensi Nibali) si è aggiudicato la classifica dell’intergiro e la maglia azzurra sponsorizzata GLS. Gian­mar­co Begnoni (Viris Vigevano Lomellina) è stato premiato con la maglia Nera Pinarello, il simbolo riservato all’ultimo classificato e che, per gli amanti del Giro d’Italia, sarà associato per sempre al nome di Giovanni Pinarello.
Tra i tanti ospiti ad applaudire i corridori al termine di dieci giorni di gara che hanno visto protagonisti tutti i mi­gliori talenti del mondo, non poteva mancare il Presidente della Fe­de­ra­zio­ne ciclistica italiana, Renato Di Roc­co: «Già lo scorso anno, il recupero del Giro d’Italia Under 23 è stato la prova, non meno importante delle me­daglie, che il ciclismo italiano è in grado di onorare la propria tradizione non solo con i risultati, ma anche ripristinando i pezzi pregiati del suo patrimonio organizzativo. Ringrazio tutti coloro che garantiscono il proprio so­stegno, anche a nome della Federa­zione Ciclistica e di tutti gli sportivi che hanno potuto seguire e vivere le vicende del Giro d’Italia Under 23».
Marco Selleri, direttore generale del Giro d’Italia Giovani Under 23 Enel chiude un’edizione da applausi con queste parole: «È stata un’edizione fantastica. Dal punto di vista agonistico, è stato un Giro molto combattuto, la maglia rosa è cambiata quasi tutti i giorni perché i corridori si sono dati battaglia dal primo all’ultimo chilometro, consapevoli di avere a disposizione un’occasione di visibilità unica al mon­do. C’erano i più forti prospetti internazionali, un livello altissimo che consente ai talenti italiani di confrontarsi ai vertici, alzando il livello del nostro movimento ciclistico. Devo ringraziare tutti gli sponsor, i territori che hanno ospitato il Giro, le autorità, le forze dell’ordine, oltre a professionisti e vo-­lontari che hanno lavorato per la buona riuscita del Giro d’Italia, che si è confermato la corsa a tappe di riferimento per la categoria Under 23 nel mondo».
Appuntamento al prossimo anno.

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