Gatti & Misfatti

Pellizzari è il domani (dedicato a chi non vuole i piccoli team)

di Cristiano Gatti

Tra le tante verità emerse dall’ultimo Giro – partire dall’Al­ba­nia è un ottimo affare ma un triste spettacolo, la filosofia dei punti ormai ha stravolto l’idea fondante del ciclismo di correre solo per la vittoria, un tracciato con due settimane e mezza di facilità e tre tapponi micidiali è quanto me­no sbilanciato, il Giro ol­tre che perdere campioni, prestigio, rispetto sta perdendo anche pubblico per le strade – oltre a questi verdetti ce n’è uno che quanto meno consola: per le grandi corse a tappe non siamo proprio a zero, ab­biamo Giulio Pellizzari.

Ovviamente siamo agli albori. Ai segnali. Ma nessuno può negare che usciamo dal Giro meglio di come ci siamo entrati. Cioè: siamo entrati con Cic­cone e Tiberi, il primo ancora una volta impallinato dalla sfortuna e il secondo ancora una volta da rivedere. In­ca­tenato inizialmente al ruolo di badante per Roglic, secondo i patti sottoscritti e dunque immodificabili, il nostro baby ha comunque trovato il modo di imporsi. Il più delle volte, ha dato la chiara sensazione d’essere persino meglio del suo assistito, benchè abbia sem­pre svolto con lealtà il proprio compito, senza cercare furbate e vigliaccate (valore aggiunto). Poi, una volta liberato dal ritiro del capitano, ha fatto qualcosa di suo. La pe­dalata e l’intelligenza, quelle nessuno ha potuto soffocarle, né prima né dopo: Pellizzari è grintoso, agile, sveglio. Na­tu­ral­mente è all’inizio dell’opera, ha ancora molto da fare e da imparare, ma sul suo livello ci si può sbilanciare. Non è un qualunque. Già da ora ci regala una fantasia, una speranza, un futuro. Ne abbiamo disperato bisogno, come minimo bisogna crederci.

Per inciso, pensando a Pellizzari mi viene naturale ricordare co­me la sua parabola di crescita sia una risposta precisa a quelli che ultimamente chiedono sprezzanti a cosa servano le squadrette. A questo, ai Pellizzari, e prima ai Ciccone, servono le squadrette. L’uno e l’altro sono cresciuti e sbocciati nella premiata ditta Re­verberi, che magari deve sempre pendere dalle labbra del Giro per avere un invito, ma che sostanzialmente ha fornito al movimento italiano due delle pochissime pedine presentabili ai massimi livelli. Dice il saccente: i Ciccone e i Pellizzari sboccerebbero lo stesso anche nel grande team. Può essere, ma non ne sono si­curo. Senza gavetta e marciapiede, senza bottega e ap­pren­distato, in qualunque me­stiere manca qualcosa. A me­no che non ti chiami Po­gacar, per cui pensa a tutto madre natura.

Dove possa arrivare, cosa possa fare Pelliz­zari ovviamente nessuno lo sa. Sarebbe stupido qui venderlo come la risposta italiana a Pogacar Vingegaard Evenepoel, manca ancora troppo. Però Pellizzari è la no­stra consolazione e il no­stro salvagente, perché almeno ci permette di sperare e immaginare, già molto nell’epoca della grande depressione.

Purtroppo, da come si sono messe le cose, non è più possibile scomodare l’armamentario classico che ha sempre accompagnato i giovani. Il kit delle prudenze e delle reticenze è ob­soleto, messo fuoriuso dal­la rivoluzione verdissima del­la nuova era, basata tutta proprio sull’età bambina. I Pogacar, gli Evenepoel, i Del Toro, tutta questa bella gente a 21 anni - l’età di Pellizzari - sembra già babbiona, a livello di forza, coraggio, lucidità, personalità. Pellizzari appare più in ritardo, il che suona a bestemmia, ma così stanno le cose. Resta però inteso che tutta una vita davanti ce l’abbia ancora, a pieno titolo, per cui nessuna ansia e nessuna fregola. Diciamo che sta fi­nendo gli studi, che ha preso la maturità e adesso può andare ben preparato all’università. L’aspettano professori bastardamente severi, ma ha tutte le qualità per superare gli esami senza uscire fuoricorso. A certi livelli non sono previste ripetizioni e corsi di recupero. Basta solo che la sua squadra lo assista con la borsa di studio migliore: la libertà di provare, ri­schiare, soprattutto sbagliare.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Questo è un indumento creato appositamente per i ciclisti e per aiutarli con una termoregolazione ideale nelle giornate più calde. Strano, ma è così che funziona questo smanicato e una volta indossato sotto ad una jersey riesce a garantire una...


Il gravel è cambiato e a testimoniarlo sono The Traka e la più recente Unbound, gare che mettono in risalto bici sempre più aerodinamiche e performanti. A rendere queste performance più concrete concorrono cerchi ad alto profilo, pneumatici più veloci...


I ragazzi di Uläc, marchio distribuito da Ciclo Promo Components, hanno messo a punto una collezione di accessori per il bikepacking davvero interessante per l’ottimo rapporto qualità/prezzo. Tra le varie soluzioni per la zona manubrio spicca la borsa Coursier GT...


Il nuovissimo casco Amidalva concettualmente ad affiancare nell’ampia proposta POC il modello OMNE, ricalcandone la poliedricità di utilizzo e rivolgendosi così a chi pratica ciclismo su strada e gravel. Detto questo, il nuovo modello dimostra come il marchio sappia evolversi...


I ragazzi di Doctorbike di Magenta hanno preparato una bellissima notturna per venerdì 10 luglio da correre in MTB per il Magenta Summer Festival: una splendida occasione per affidarsi a guide esperte e concedersi una pedalata sotto le stelle del...


A questo punto è corretto eliminare ogni segreto o eventuali fraintendimenti: il nuovo prototipo di protezione Castelli per proteggere la colonna vertebrale mira a portare la miglior sicurezza possibile ad amatori e corridori professionisti senza sacrificare le prestazioni. Dal Tour...


Grandi giri:  preparazione superiore,   pianificazione corretta e scelte vincenti. Potremmo riassumere in questi tre punti la grande e meritata vittoria di Jonas Vingegaard  al Giro d’Italia 2026, un successo che permette al fuoriclasse danese di diventare parte della leggenda, ovvero...


Giro Sport Design ha annunciato il rinnovo triennale della partnership con la squadra del World Tour Team Visma | Lease a Bike, consolidando una collaborazione di successo che ha contribuito a promuovere le prestazioni e l’innovazione ai massimi livelli del...


High Road in casa MAXXIS, marchio taiwanese distribuito in Italia da Ciclo Promo Components, ha il ruolo principale nel segmento stradale, ovvero quello del protagonista. Dopo aver apprezzato la leggerissima versione per camera d’aria, è giunto il momento di testare...


C’è stato un tempo in cui ogni bici aveva un percorso preciso. Una bici da strada per l’asfalto. Una gravel per lo sterrato. Oggi non è più così. Le uscite cambiano strada senza preavviso. Un tratto di asfalto diventa cemento....


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra