Uno-X: «Vogliamo essere l'Ajax del ciclismo»

di Francesca Monzone

Non era mai successo che al via del Tour de France ci fossero otto corridori nor­ve­gesi e addirittura un team della stessa nazione. Tutto questo è stato possibile grazie alla Uno-X Pro Cyclng Team, che al via della Grande Boucle si è presentata con sei corridori norvegesi e due danesi. Gli altri due “Norge’ erano in forza all’UAE Emira­tes (Laengen) e alla TotalEnergies (Boasson Hagen).
Ma la novità non è tutta qui perché la Uno X è stata la squadra rivelazione della corsa gialla e alla sua prima partecipazione ha ben figurato grazie ad un corridore esperto come Alexander Kri­stoff e a tanti giovani di talento che hanno realizzato il sogno di poter essere presenti alla gara più importante del mondo. Alexander Kri­stoff, ha già vin­to quattro tappe al Tour de France in passato e quest’anno era la carta vincente del team più giovane della Gran­de Boucle. L’ex campione europeo sperava di conquistare ancora un successo ma così non è stato anche se, nonostante l’età, Kristoff resta uno dei mi­gliori sprinter al mon­do, pronto a giocarsi la vittoria sui traguardi veloci.
«Sapevo di avere delle possibilità an­che se la concorrenza era alta - ha detto Kristoff - e alla fine sono contento di questo Tour perché per la prima volta ho corso in una squadra in cui tutti i corridori erano norvegesi e danesi e parlavamo la stessa lingua. In qualche modo è stato come essere in una grande famiglia».
Tra i giovani, il più atteso era senza dub­bio Tobias Halland Johannessen, che in questa Grande Boucle ha corso sen­za l’appoggio del fratello ge­mel­lo Anders. Tobias, che ha vinto anche il Tour de l’Avenir, grazie alle sue doti di scalatore è riuscito a lottare insieme al gruppo dei migliori, chiudendo al settimo posto nella classifica dedicata agli scalatori e al sesto nella classifica giovani. Nella sesta tappa è stato il primo a transitare sul Col de Tour­ma­let e sul traguardo di quella frazione è arrivato terzo alle spalle di Pogacar e Vingegaard, ma è riuscito ad arrivare nei primi 10 anche in altre giornate. «Avevo la pelle d’oca quel giorno - ha confessato Tobias - e in gara ero veramente concentrato. Mi sarebbe piaciuto vincere, ci sono andato vicino, ma so che presto un successo al Tour arriverà anche per me».
Al Tour c’era anche Torstein Træen, il giovane norvegese che pensava di do­ver dire addio alle gare perché lo scorso anno gli era stato diagnosticato un tumore ai testicoli. Tutto però è an­dato bene e Torstein, dopo aver ot­te­nuto l’ottavo posto assoluto al Del­fi­na­to, si è guadagnato la convocazione. Settimo ai campionati nazionali, questo ragazzo alto 181 cm avrebbe voluto fa­re di più ma si è dovuto accontentare, anche se il suo desiderio è quello di tornare un giorno e confrontarsi con i migliori uomini della classifica generale.
Tra i giovani talenti c’è anche il campione nazionale a cronometro Søren Wærenskjold, che insieme ai compagni Rasmus Tiller e Jonas Abrahamsen, era al servizio di Kristoff per le volate. Il bilancio del team dopo questo primo Tour de France è positivo e ai prossimi Mondiali di ci­clismo a Glasgow, in una nazionale norvegese formata da sei corridori, ben cinque sa­ranno della Uno X.
«Volevamo portare la migliore squadra possibile, dando l’opportunità ai nostri migliori talenti di correre - ha detto il direttore sportivo Gabriel Rasch -. Ab­biamo lavorato affinchè potessero arrivare a questo appuntamento nella condizione migliore e ci siamo riu­sci­ti. Ab­biamo molti corridori di talento ma sappiamo che ce ne sono molti altri che meritano di avere un posto, lavoreremo ancora per migliorare, ma siamo certi di aver portato i migliori otto ragazzi che c’erano».
Il Ceo della squadra Jens Haugland ricorda an­cora con emo­zione il mo­mento in cui era arrivata la telefonata del numero uno di Aso che voleva in­vitarli al Tour de France.
«È stato un momento straordinario per noi, quando il 1 gennaio ci chiamò Chri­stian Prudhomme. Ci chiedeva se eravamo pronti per il Tour e oggi pos­so dire che siamo stati scelti perché ab­biamo qualità sportive e una chiara identità».
La storia di questo team è molto particolare, perché lo sponsor principale Uno X si occupa di distributori di benzina automatici in Norvegia e Dani­mar­ca e al di fuori della penisola scandinava si sa veramente poco di lo­ro. Haugland ha sempre amato il ciclismo ed è per questo che la sua società, che non ha fatto grandi investimenti nel marketing, ha deciso di utilizzare come unica forma di pubblicità una squadra di ciclismo. Nel 2017 è nata la Uno-X Hydrogen Development Team, che aveva scelto le bici Bianchi per correre su strada e in mente aveva un progetto di sviluppo che avrebbe aiutato a far crescere i giovani ciclisti norvegesi. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto nel 2020 quando Haugland ha deciso di aumentare l’investimento e i risultati sportivi sono arrivati puntuali. La squadra ha preso co­sì il nome di Uno X Pro Cycling Team, è approdata  alla categoria Pro Team, con tutti quei corridori che, arrivati giovanissimi, sono presto diventati bra­vi per fare gare più impegnative e im­portanti.
La Uno X ha deciso poi di alzare ancora di più l’asticella e per questo ha am­pliato il proprio progetto, aprendo le porte ai corridori della Danimarca che, come i norvegesi, devono avere la possibilità di crescere sportivamente.
Al tempo stesso è partita anche una collaborazione con la federazione ciclistica norvegese, per invogliare i ragazzi a fare ciclismo.
Nel 2022 è arrivata anche la squadra femminile e poi ci sono le giornate du­rante l’anno che vengono dedicate al reclutamento di giovani corridori, at­traverso gare e dimostrazioni. Il progetto della Uno X prende ispirazione da una squadra di calcio olandese: l’Ajax, che ha un proprio sistema di svi­luppo e che cerca di insegnare a giocare a calcio ai bambini di tutto il mon­do.
«Mi sono ispirato molto all’AFC Ajax. Come squadra hanno avuto anni buoni e cattivi - ha precisato Haugland - ma ciò che mi attrae è che non si discostano quasi mai dalla loro filosofia. A vol­te giocano in Europa League, altre vol­te sono arrivati a sfiorare la finale di Cham­pion’s. Sono straordinari».
La realtà di questo team parla di un presente eccellente ma per il prossimo anno la speranza è quella di ricevere una wild card anche per il Giro d’Italia e la Vuelta di Spagna, con la certezza di potersi meritare un posto tra le squadre migliori delle grandi corse a tappe.

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