Rapporti&Relazioni
Noi, tifosi e proprietari
di Gian Paolo Ormezzano

Credo proprio di avere inventato io quel modo speciale di chiamare la televisione, «mamma tivù», che si è abbastanza diffuso. Fu in occasione della prima Milano-Sanremo in telecronaca diretta (1954, vittoria di Van Steenbergen, telecronaca di Fausto Rosati in collaborazione con Nicolò Carosio e Adriano De Zan), e ricordo che colleghi cari mi rimproverarono per il titolo che Tuttosport aveva fatto riferendo delle riprese: «Mamma tivù dacci di più». Mi dissero che bisognava ignorare e casomai combattere la televisione, sennò ci mangiava tutti. Risposi che anche al Corriere della Sera il redattore capo aveva deciso di ignorare «Lascia o raddoppia?», così, disse lui, la trasmissione sarebbe morta.
Credo, temo di essere stato, fra i giornalisti che all’epoca si occupavano di ciclismo, quello che forse aderì di più al mezzo televisivo. C’era il «Processo alla tappa» di Sergio Zavoli, e io facevo ogni giorno il «Processo al processo»: altri colleghi dicevano che bisognava ignorare o almeno non enfatizzare la trasmissione, alla quale però facevano riferimento per documentarsi sulla tappa e sulle polemiche eventuali.
(Parentesi: approfitto di una questione “storica” per precisarne un’altra: se c’è ancora, fra gli archeologi, chi lo pensa, non è vero che ho inventato il termine «merckxismo» a proposito dell’Eddy dirompente. Copiai dai francesi dell’Équipe, due righe in un angolo di una rubrichetta di curiosità e battute, con la domanda: «sapete perché il ciclismo tiene la sinistra? perché è merckxista». Ignoro l’autore, non c’era firma, comunque lo omaggio con un ringraziamento).
Debbo dire che la televisione, da quella Milano-Sanremo, ha preso possesso del ciclismo (non è certo una scoperta), ma debbo anche dire che mi sembra che, come nel linguaggio giuridico, possesso e proprietà siano due cose diverse. La televisione non ha la proprietà del ciclismo. E non mi riferisco ai cosiddetti diritti, parlo proprio di proprietà spirituale.
Me ne sono accorto (di nuovo) nei giorni delle classiche, con la redazione davanti al video per seguire le vicende di una corsa. Ecco, pure il più teledipendente di noi ad un certo punto prende l’evento ciclistico e lo coltiva a modo suo, anche mentre è incompiuto, anche in pieno suo divenire. Lo infiora di tifo, di dogmi, di ipotesi, di attese tutte personali. Si costruisce nel cervello, e anche nel cuore, nell’anima, una corsa per la quale, ad un dato momento, non ha più bisogno di nessuna televisione: di nessun supporto di immagini. La televisione al massimo gli dà le coordinate, come dire?, balistiche, dicendo che i corridori stanno in quel posto, distanziati da quello spazio. Poi spara lui, il tifoso, il proprietario poetico del ciclismo, tutti i colpi, spedisce pronostici, lancia teorie, crea speranze.
Il senso di proprietà della corsa fa sì che lui, in quel momento, pensi alla televisione come ad una fruitrice (e non importa poi se anche dispensatrice) di una cosa non sua. Una entità che abita e fa vivere un appartamento che però è ancora suo, sempre suo, e che lui può popolare di tutti i suoi sogni. Accade come quando si torna in una casa che è nostra, che abbiamo abitato per anni, e che poi è stata data in affitto: sì, dentro ci vive una famiglia intera, che fa le sue cose, ma la proprietà poetica di quella casa, le ipotesi di fantasia legate a quella stanza piuttosto che a quell’altra, rimangono nostre, eccome.
Non so se sono stato troppo complicato, o assurdamente difficile a proposito di una situazione che in fondo è semplice. In altre parole, voglio dire che ci sono sport che si consegnano completamente alla televisione, bloccando la fantasia o accettando quella elettronica, così che la dipendenza è totale, la proprietà da parte di essa è piena. Ce ne sono - e penso anche al podismo della maratona - di quelli per i quali le immagini televisive sono di mero supporto alla fantasia, e finiscono, ad un certo punto, per non essere più necessarie. Sul teleschermo potrebbero apparire delle semplici informazioni scritte, al resto ci penso io, so bene com’è, o comunque come deve, nel mio mondo poetico, essere un Pantani in fuga. Mentre un Lewis che corre i 100 metri devo proprio vederlo.

C’è un lungo concorso-pronostici fra giornalisti, lo ha lanciato la Mapei, riguarda tutte le corse più grandi, il premio finale è un grande viaggio per due. Mi sono trovato provvisoriamente in testa alla classifica per merito non mio, ma di Cesarino Cerise che mi ha aiutato a mettere giù una previsione e a trasmetterla.
Mi piace però ammollarmi e ammollarvi un ricordo, approfittando del ricorso. Nel mio primo Giro d’Italia, o nel mio secondo, non importa, un ciclista mi disse, a proposito del concorso fra giornalisti, di metterlo quinto in quella data tappa, io eseguii, lui arrivò proprio quinto, io presi quei punti che furono decisivi per la vittoria finale nel concorso, un orologio che conservo ancora. Da allora è nata, fra me e quel ciclista, una grande amicizia, che è sfociata nella pubblicazione di un periodico, La Buona Sera, dedicato alla morte, visto che lui è un impresario di pompe funebri e si chiama Alcide Cerato. Dove si vede che non solo le vie del Signore e di quei signori che ci comandano sono infinite, ma anche quelle del nostro caro sport.

Gian Paolo Ormezzano, 60 anni, torinese-torinista,
articolista de “La Stampa”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Questa è una buona notizia per tutti quelli che desiderano partecipare alla Chianti Down Country, ovvero la seconda tappa del Circuito Gravel Maxxis che prenderà il via il 17 maggio a Greve in Chianti (FI). Ad accogliere i partecipanti ci saranno ben cinque percorsi...


Prendete la Corretto Jersey, abbinatela ad un pantaloncino Espresso 2 ed il gioco è fatto: ecco a voi il Saturday Morning Skinsuit, il body che Castelli ha prodotto unendo le prestazioni offerte dai due prodotti appena citati. Sia chiaro, questo body non è...


Prologo si appresta a vivere un altro grande giro da protagonista. Il marchio italiano di selle e accessori di alta gamma sarà presente al Giro d’Italia 2026 con ben 10 squadre professionistiche. 80 saranno in totale i corridori in...


Specialized presenta la nuova Sworks Recon EVO, una scarpa offroad progettata per chi cerca massima trasmissione della potenza, stabilità assoluta e comfort di livello mondiale, dalle competizioni XC più esplosive alle lunghe avventure gravel e marathon. La SWorks Recon EVO nasce come sintesi...


L’occhiale 030 è una delle novità Salice per il 2026 ed è un prodotto moderno e versatile dotato di una montatura leggera e comoda, ma soprattutto di una singola lente che si comporta in maniera ottima in ogni sua versione...


Si è chiusa a Girona, in Spagna, l’edizione 2026 di The Traka, uno degli appuntamenti più rilevanti del calendario gravel europeo svoltosi dal 29 aprile al 3 maggio, che ha visto Northwave al debutto come sponsor ufficiale.   A firmare questo esordio è stata...


LEGO Italia scende in pista al Giro d’Italia 2026 portando l’energia dei mattoncini LEGO® lungo le strade della Corsa Rosa. In occasione della 109esima edizione di una delle competizioni ciclistiche più iconiche e amate al mondo, il brand sarà partner...


La velocità conta e conta moltissimo, inutile girarci tanto attorno, ma non tutti possono aspirare ad un top di gamma caratterizzato da contenuti esclusivi. Rapida, la nuova proposta Wilier Triestina, non rappresenta solo la porta di ingresso al mondo road per l’azienda veneta,...


Oggi a Milano il cielo è grigio, ma non per questo se fossimo usciti in bicicletta non avremmo dovuto usare una valida protezione solare. Ce lo ha ricordato la presentazione di questa mattina organizzata da Cantabria Labs Difa Cooper che...


In occasione del Giro d'Italia, la Bardiani-CSF 7 Saber correrà con una bicicletta speciale: la De Rosa 70 Ogni Maggio, un tributo alla storia e ai valori del ciclismo italiano. De Rosa è partner ufficiale del Giro d’Italia 2026 e...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024