Gatti & Misfatti
Gimondi padre di tutti i mali
di Cristiano Gatti

C’’è sempre qualcosa da imparare. In questo periodo abbiamo finalmente capito perché lo sport più bello del mondo, il ciclismo, soffra in Italia di arretratezza organizzativa e di emarginazione culturale. C’è un losco colpevole, un oscuro boicottatore, un bieco disfattista: Felice Gimondi. Magari noi credevamo che costui fosse l’ultimo campionissimo italiano, nonchè l’ultimo vincitore al Tour de France (anno 1965, con un po’ d’impegno si arriva dritti al prestigioso cinquantenario). E forse credevamo persino che poi, una volta sceso di bicicletta, fosse un sobrio signore capace con il suo solo nome di accreditarsi rispetto e considerazione in giro per il mondo. Questo, almeno, credevo io, che l’ho prima adorato come campione della mia adolescenza, e quindi stimato come uomo di poche chiacchiere e buona sostanza nella versione attempata.

Niente, è un tragico malinteso. Il popolare Gim ci ha subdolamente ingannati: in realtà è il personaggio che in tutti questi anni ha affondato il movimento, condannandolo a un fosco Medio Evo. Così appare dagli ultimi avvenimenti che si registrano nel Palazzo del ciclismo, dove tutti si agitano sempre moltissimo, almeno a livello di nomine e di congiure: se poi un giorno si decidessero a destinare una quota anche minima (diciamo un venti per cento) di questo dispendio energetico al varo di qualche idea, la pedivella tricolore veleggerebbe trionfale verso i più impensati traguardi. Per il momento, invece, siamo fermi alle manovre di assestamento politico. L’argomento non meriterebbe più di tre righe, perché assolutamente indigeribile, tragicamente noioso e sinistramente incomprensibile. Ma come fatto di costume sportivo stavolta merita un minimo di sottolineatura. C’è di mezzo la Lega, cioè l’associazione che raduna gruppi sportivi, organizzatori e quant’altri, parti e controparti, come se Confindustria e Cgil, Romiti e Bertinotti, fossero tutti quanti rappresentati dallo stesso organismo. Basterebbe questo per spiegare come mai la Lega sia di fatto morta, ma evidentemente i politici del ciclismo sono di vedute più larghe: ritengono che abbia soltanto bisogno di un ricambio. Va bene, vediamo questo ricambio. Le varie componenti si riuniscono (sempre nell’ombra), si consultano, e alla fine patteggiano. Come sempre c’è attesa di conoscere almeno la lista dei volti nuovi chiamati a dare la scossa, ma come sempre c’è da mettersi a piangere: tutto come prima, tutte le stesse facce, tutti tranne uno, il vicepresidente Felice Gimondi.

È bellissimo: se uno più uno fa due, il pubblico è portato a concludere che l’unico responsabile del tracollo sia il grande campione di Sedrina. Per fortuna, i giochi saltano proprio quando sembra tutto deciso: il presidente uscente Vincenzo Scotti, che con Gimondi ha condiviso la buona e la cattiva sorte, ci sta solo se anche Felice viene confermato. Diciamolo: un gesto alto, assolutamente più alto dell’ambiente in cui matura. Difatti, dimostrando di non meritarlo, l’ambiente reagisce a modo suo: il presidente della Federazione, Giancarlo Ceruti, prende la palla al balzo e commissaria la Lega. Il che significa una cosa sola: il suo smisurato potere si allargherà ora anche alla Lega, ai cui vertici finiranno di sicuro uomini di sua fiducia (se qualcuno vuole, io scommetto). E il mite Gim? Se ha una colpa, è quella di subire troppo signorilmente. Anzichè denunciare pubblicamente di quale pasta siano i signori che lo circondano, contribuendo a chiarire molte cose sui fallimenti della Lega, prende atto di non essere più gradito e si fa da parte. Caro Gim, scusa se mi permetto: da uno che non s’è mai rassegnato neanche di fronte a Merckx, noi pretendevamo qualcosa di più. Comunque hai la nostra comprensione: davanti a certi metodi sovietici, è umano pensare subito alla resa. Per combattere ad armi pari bisognerebbe essere della stessa pasta...

In attesa di conoscere quale scoppiettante organigramma uscirà dal commissariamento (ma sì, facciamo un bel soviet), il ciclismo può comunque già parlare di un primo risultato acquisito: dopo Martini, ci siamo giocati anche Felice Gimondi. Guarda caso, i due nomi italiani che il mondo conosce e invidia. È o non è un capolavoro? Un patrimonio dilapidato in nome del rinnovamento. Adesso però questi del rinnovamento, dopo aver epurato tutti quelli che facevano ombra, dovranno anche cominciare a inventare qualcosa. Finora, a livello di nuove idee, s’è sentito soltanto un martellante e infantile progetto di creare il Bernie Ecclestone del ciclismo. Personalmente ho la sensazione che tutti quanti invidino al boss della Formula uno, più che le intuizioni, i conti in banca. Ma forse sono troppo disfattista. Per questo, seguendo a ruota Gimondi, mi faccio umilmente da parte. Caro Gim, lasciamoli lavorare: senza disfattisti fra i piedi, faranno cose gigantesche.

Cristiano Gatti, 41anni, bergamasco, inviato de “Il Giornale”
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Il brand mantovano Nalini conferma la sua portata internazionale con la nuova collezione estiva 2026 grazie a capi in cui design e tecnica si fondono in un perfetto equilibrio sartoriale. Protagonista assoluta della linea è la Tie Dye Jersey, una maglia leggerissima caratterizzata...


Alé, brand italiano di riferimento nell’abbigliamento tecnico per ciclismo e triathlon, annuncia la nuova partnership con Gregory Barnaby e Giorgia Priarone, coppia nella vita e fuoriclasse sulle linee di partenza dei più prestigiosi eventi internazionali di triathlon. A partire dalla...


Partiamo da un presupposto, il mercato è cambiato e la gravel oggi non è parente povera della bici da strada. A testimoniare quello che affermo basti pensare alle ultime novità del settore arrivate in questo 2026, un periodo che trova...


AIR ATLAS UAP si pone al vertice della collezione Limar e lo fa con autorevolezza, un design innovativo e soluzioni tecniche particolarmente avanzate. Tra queste spicca la nuova appendice UAP rimovibile, la soluzione che ottimizza i flussi di aria interni...


La collaborazione tra Vision e CeramicSpeed è la classica collaborazione che crea magia pura, una magia che oggi piomba dritta sulle Metron 45-60 RS CeramicSpeed Edition, l’edizione limitata ed esclusiva che rappresenta al 100% la massima espressione tecnologica della piattaforma...


Non si tratta di una semplice stima e nemmeno di una comune valutazione, infatti, Pressure Map MyOwn, la naturale evoluzione del sistema Prologo, rappresenta la concreta possibilità di analizzare in modo scientifico le pressioni sulla sella ottenendo una mole di...


Pirelli presenta P ZERO™ Race TLR SL-R, il pneumatico da strada più aerodinamico e veloce mai realizzato nella gamma road racing P ZERO™ Race. È stato progettato e sviluppato con un obiettivo preciso: la massima velocità reale su strada, integrando...


Polini Motori presenta oggi il nuovo E-P3+ EVO2, l’ultima evoluzione del sistema per e-bike E-P3+. Sia chiaro, trattasi di un aggiornamento in piena regola che dà ancora più corpo e consistenza al progetto proposto dall’azienda, una drive unit affidabile e...


Nalini presenta RAY, il kit maglia–pantalone–calza che non si limita a ridurre la resistenza aerodinamica: agisce attivamente sul corpo dell'atleta, migliorando la risposta fisiologica allo sforzo, accelerando il recupero muscolare e consentendo prestazioni più alte per più tempo. Non è...


La Berghem#molamia 2026 si prepara a tornare il 14 giugno 2026 sulle strade delle Prealpi Orobiche, ma per chi vuole partecipare il momento giusto per iscriversi è adesso. La quota agevolata è infatti disponibile solo fino al 31 marzo 2026,...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024