Rapporti&Relazioni
Fratelli nella fatica

di Gian Paolo Ormezzano

Come mai i ciclisti piemontesi, i ciclisti toscani, i ci­clisti lombardi, i ciclisti veneti, i ciclisti emilianromagnoli si ritrovano abbastanza frequentemente, in­di­cono feste, banchetti, fanno persino viaggi di gruppo per incontrarsi, per andare all’estero, mentre quando a Torino gli ex calciatori granata riescono a riunirsi in un gruppo che finalmente fa qualcosa di concreto (a pro della ri­nascita dello stadio chiamato Filadel­fia, quello dei caduti di Superga), sia pure fra litigi e polemiche an­che interne, trovano facile e giusto dire che non hanno omologhi in altre squadre di altre città? La ri­sposta sem­bra lì per lì facile: i calciatori sono itineranti, cambiano spesso squadra e dunque città, po­chi restano dove sono nati calcisticamente e/o anagra­fi­ca­mente, mol­ti di loro sono stranieri e tornano in patria a carriera finita, ec­cetera eccetera, sempre all’insegna di una vita randagia.

Ma non è mica vero. In realtà ci sono centri come Roma, Milano, Torino, Genova, che contano su un for­tissimo (an­che numericamente, non solo per fama acquisita) gruppo residente di ex calciatori delle squadre cittadine, ex cal­ciatori che risiedono stabilmente lì dove sono nati o co­munque hanno giocato per tanti anni, e che però si guardano bene dal fare gruppo, men che mai di riunirsi in associazione con magari tanto di statuto e di sede sociale.
Torino anzi Toro a parte (perché gli ex juventini non solo non fanno gruppo, ma spesso e volentieri son rivali fra di loro), personalmente abbiamo notato l’esistenza di una voglia di gruppo, con concretizzazione in azioni concrete, soltanto in un’altra grande città calcistica, Fi­renze, dove tanti ex viola sono spesso insieme, per iniziative benefiche, per commemorazioni, per celebrazioni assortite: ma neanche loro fanno gruppo organico, fanno gruppo continuo.

La verità secondo noi è tutta psicologica. Gli ex ciclisti si sentono testimoni di qualcosa di assai importante, che li ha fat­ti soffrire, li ha fatti morire in sel­la, li ha esposti a rischi grossi, li ha torturati con incidenti e paure, non li ha as­solutamente arricchiti. Insomma gli ex ciclisti si sentono reduci da una lunga iniziazione, da una speciale unzione, da un duro lunghissimo noviziato: e anche quan­do da missionari spericolati o da rampanti personaggi del­la curia dei campioni diventano ex, non perdono la fede, lo spirito, il senso dell’apostolato che li ispirò. I calciatori famosi quan­do smettono ringraziano la Dea Palla che li ha fatti ricchi, e Di Stefano, l’ar­gen­ti­no del grande Real Madrid, quando lasciò il terreno di gioco fece addirittura erigere nel giardino di una sua faraonica villa un monumento alla sfera rotonda, riprodotta in oro, con la scritta: “Mu­chas gracias, vieja”, tante grazie, vecchia. Gli ex ciclisti non fan­no mo­numenti alla bicicletta, magari con il loro sport si sentono in credito, non in debito, però sanno anche di avere vissuto una esperienza uma­na che nessun’altra disciplina consente, e cercano non solo di protrarla riunendosi e tenendo vivi i ri­cordi, ma anche di andare in gi­ro per dire a tutti che sono contenti, pieni di ferite ma contenti, con le ossa rotte ma contenti, senza tanti soldi ma contenti.
La loro è una testimonianza insieme tenera e forte, il loro è un im­pegno costante, non disinteressato però perché il loro interesse c’è ma è sentimentale, è quello di parlare e far parlare di ciclismo un po’ dappertutto.

Persino Jacques Anquetil, che era un campione fatto ricco da una classe im­men­sa ac­compagnata da una grossa fortuna per via di una sua strapotenza fisica, che era un pedalatore angelicato e snob, quando smise convocò in una villa che era poi un castello corridori amici e nemici, giornalisti persino, e disse che tutto era a loro di­sposizione, e diede vita ad una specie di Versailles dello sport delle due ruote, con feste continue.
Non conosciamo un ex ciclista che si sia tolto dal ciclismo quan­do ha smesso di pedalare. Persino Fio­ren­zo Magni, che vendeva auto quando ancora correva in bici e che ha messo insieme un impero di concessionario, non manca un evento da ex che è uno, e va verso i no­vant’anni. E Bartali sino a qua­si ottant’anni ha guidato la sua au­to al Giro d’Italia. Mentre nel no­stro calcio, quando in tribuna af­fiora un ex importante, ovviamente non legato al mondo del pallone da impegni di lavoro, tutti si chiedono come mai, al massimo lo si pensava a casa a guardare ogni tan­to la televisione.
Chissà se certe differenze si ravvisano anche fra i vecchi giornalisti di ciclismo e i vecchi giornalisti di calcio. Chi scrive queste righe è l’ultimo a poterlo dire, anzi è l’ul­timo a potersene accorgere.

❈❈❈❈❈❈❈❈❈

Pato, giovane brasiliano arriva al Milan e dice che non sa chi è Rivera, e non lo sgridano neppure. Potete immaginare un ci­clista, anche giovanissimo, e di qualsiasi nazionalità, che dice che non sa chi era Coppi?
Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Probabilmente il radar è uno dei dispositivi a cui i ciclisti che escono in strada si sono più legati negli ultimi anni ed il motivo è semplice, garantirsi più sicurezza sulle strade è più di una semplice necessita. In questo...


La Look G85 Cezal è la novità di casa Look per quanto riguarda il gravel e si tratta di una bici che fa della versatilità la propria arma. Detto questo, non aspettatevi un mezzo ultra docile con cui abbandonarvi all’avventura...


Si rinnova anche per l’edizione 2026 il legame tra SIDI e L’Eroica: il brand sarà infatti tra i protagonisti e nuovamente partner dell'importante evento che celebra il ciclismo tra turismo, tradizione e paesaggi mozzafiato. Da giovedì 1 a domenica 4...


Tom Pidcock lo abbiamo visto nella prova del mondiale di ieri e non si può dire che non abbia corso con la solita carica che ha messo in mostra durante questa lunga stagione. La verità novità riguarda le ruote che...


L'elettrostimolazione entra nell'era 2.0: Compex presenta la nuova gamma Ultimate. Il risultato è piuttosto evidente: il nuovo sistema messo a punto da Compex è più compatto, intelligente e connesso. Questa novità non arriva a caso, infatti, è il frutto di infiniti...


Destagionalizzare i flussi turistici, creare un’offerta parallela alle attività legate al mare e agevolare la mobilità locale sono tre obiettivi che l’amministrazione comunale di Ponza ha deciso di perseguire puntando, negli ultimi mesi e nel prossimo futuro, su unico mezzo:...


La notizia non è nuova, dalle voci di corridoio si è passati il 2 settembre scorso ad una nota ufficiale della stessa Campagnolo. La Spac di Ivan Glasenberg, magnate sudafricano, amministratore delegato della Glencore, una delle società più grandi al...


Lei è la punta di diamante della Nazionale italiana e oggi affronterà la prova in linea iridata in sella a una Colnago V5rs unica caratterizzata da una livrea che gioca sulle tonalità del blu, loghi argento e preziosi dettagli dorati....


Sono cinque le WILIER FILANTE SLR ID2 create per "WE RIDE PARIS" e sono già all’asta: si tratta di pezzi unici realizzati con la speciale livrea ideata dal Paris Saint-Germain. Cinque Wilier Filante SLR ID2 pronte a diventare vere fuoriserie...


Se le previsioni peggiorano, o rullate al caldo o pedalate ben attrezzati su strada. A questo servono le due nuove giacche antipioggia Assos, capi sviluppati in sinergia con il team WorldTour EF Pro Cycling. Cosa offrono? Garantiscono massima impermeabilità senza...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi Piede a Terra