Gatti & Misfatti

Strada & cortile

di Cristiano Gatti

Eppure a me non sembra una coincidenza. Non del tutto. È qui, sotto gli oc­chi della nazione, e non possiamo cavarcela dicendo che è solo una coincidenza. Va malissimo il ciclismo italiano e non se la passa meglio il calcio azzurro, insieme, nella stessa epoca, casualmente entrambi aggrappati alla consolazione di un titolo Europeo, cioè sono in crisi epocale i due sport più intimamente popolari, storicamente più amati e praticati del Paese, ma noi dovremmo chiuderla subito dicendo che è solo una coincidenza, una eccentrica congiuntura. Se davvero è così, mi pare proprio una coincidenza clamorosa. Ma sinceramente mi sembra troppo facile liquidarla così. Se si prova a scartabellare nelle feroci difficoltà, si può scoprire che non tutto è semplice e stravagante coincidenza. C’è dell’altro, come minimo.

Vorrei tranquillizzare chi teme che mi avventuri in una interminabile disquisizione storica e sociologica della faccenda. Niente, mi limito a qualche considerazione rapida. E parto dalla panoramica sui due mondi, pallone e bicicletta: visti dall’alto di un satellite, a debita distanza, entrambi si presentano con gli stessi sintomi, mancanza di campioni al vertice, ruolo marginale nel grande giro, pochi atleti che faticano a diventare protagonisti. Il ciclismo non ha club di primo livello e i pochi buoni so­no costretti a correre lontano da casa, il calcio ha club quotati ep­pure gli atleti italiani faticano a giocarci. In generale, c’è una net­ta e schiacciante predominanza dello straniero, anche se in forme diverse, comunque sostanziale, mai così imponente. Nel calcio, che pure ha squadra italiane, il controllo è comunque molto straniero, a livello di capitali.

Dunque come punto d’arrivo abbiamo un destino comune. Perdita di presenza e di importanza dei due sport là in alto, dove si fanno i giochi veri. Sia a livello di club, sia a livello di nazionali, queste ultime anche peggio, se possibile. Ed è guardando questa situazione comatosa, che tra parentesi in tutti e due i casi non segnala al mo­mento molti motivi per starcene comunque ottimisti sul futuro, è osservando il qui e adesso che ancora più struggente e penosa si fa la nostalgia, ripensando a quando l’Italia era la superpotenza di calcio e di ciclismo. Quale la causa, quale il problema?

Sarebbe materia da stati ge­nerali del Coni, con tan­to di studi universitari su andamenti del mercato e nuo­ve tendenze sociali. Ma a me pare di poter grossolanamente di­re subito, come se ne parlassimo a tavola, che la causa numero uno sia il restringimento - comune come il destino attuale - della base e della pratica, per la serie mamma mi si è ristretto il bacino. Facciamo mente locale (chi non è nato l’altra sera): fino a trent’anni fa, il primo calcio e il primo giro in bici erano scontati e generalizzati come il primo bi­beron e il primo bacio. Tocca­va­no a tutti, per via naturale, senza nemmeno chiedere. E questi esordi, queste pratiche iniziali, questi esperimenti quotidiani avvenivano in due luoghi precisi: la strada e il cortile. In bici si an­dava tranquillamente per strada, i primi rigori e le prime partitelle si giocavano in cortile. Possibile anche l’inversione, certo: pallone in strada, bici in cortile. Ma questa era l’infanzia, questa era la procedura di iniziazione alla vita esterna che toccava per eredità naturale alle nuove generazioni italiane. Naturalmente anche al­lora avevamo amici che andavano a tennis o a scherma, ma era­no mosche bianche guardate persino con compassione, qualche volta con sospetto, temendo pericolose perversioni personali.

Niente è più così. I cortili sono chiusi, chi prova a ti­rare una pallonata vie­ne denunciato in assemblea condominiale dal portinaio o dal de­latore che sta su al quarto piano. Quanto alle strade, lasciamo sta­re: il bambino che si avventuri adesso in strada, come si usava una volta, è chiaramente un preoccupante caso sociale. Le as­si­stenti sociali cominciano a te­nere d’occhio i genitori incoscienti, la vigilanza urbana parte con le sirene per ricondurlo subito a casa, temendo sia fuggito in un impeto di ribellione infantile. Nessuno gioca più in cortile, nessuno si avventura più per strada. E il calcio e il ciclismo, che lì sono sempre nati, non hanno più la loro incubatrice secolare. Adesso si inizia il calcio nell’organizzazione di qualche società e si comincia il ciclismo allo stesso modo. Ma la base di raccolta vo­cazioni si fa sempre più ristretta e se vogliamo anche meno fertile, perché dalla strada e dal cortile si sviluppavano l’estro e il talento in modo libero, mentre nelle strutture tutto ora viene disciplinato, programmato, controllato. E in definitiva anche soffocato.

Analisi troppo semplice, anzi semplicistica. Ac­cet­to il rilievo. È fondato. Però invito a considerare questo fatto: se è vero che lo sport è sempre espressione della storia, della tradizione, degli usi e costumi di un popolo, nessuno potrà negare che il tramonto della strada e del cortile un qualche effetto, pessimo, lo abbia avuto sugli sport più intimamente legati alla strada e al cortile. Previsioni, al­lora? Non so che dire, sulle previsioni non sono attrezzato, mentre giocavo in cortile e pedalavo in strada non ho maturato doti da Mago Otelma. Posso solo os­servare e sinistramente richiamare un terribile precedente: il pu­gilato. Figlio della miseria e dell’Italia arretrata, è andato via via svanendo con il miglioramento delle condizioni di vita e con l’evoluzione dei valori sociali. Penso anch’io che il calcio e il ciclismo non faranno mai la stessa fine, perché comunque anche il benessere e la civiltà prevedono pallone e bicicletta. Ma facciamo attenzione: senza cortile, senza strada, calcio e ciclismo si avviano a diventare sport come basket, tennis, nuoto, pallavolo, sci. Cioè sport sempre scelti per precisa volontà, ristretti comunque a una cerchia. Mai più sport che entravano nella nostra vita senza che neanche ce ne accorgessimo: cioè i gloriosi sport di tutti, gli sport quotidiani e veramente pop che portavano a galla i campioni.

Copyright © TBW
TBRADIO

00:00
00:00
Ocean Translucent si risveglia alla luce, rivelando profondità e brillantezza. Questa vernice trasparente colorata cattura i raggi del sole, restituisce riflessi cangianti e dà vita a una tonalità al tempo stesso sobria e vibrante, ispirata all’acqua e illuminata dalla luce....


Penso che sarebbe davvero difficile trovare difetti nel portaborraccia Leggero Carbon di Elite, un accessorio che domina la scena con una leggerezza incredibile e tutta la resistenza e la tenacia che l’azienda ha affidato a questi 13 grammi rinforzati con...


La Stelvio Santini sta per tornare e, se tra le principali novità del weekend del 6 e 7 giugno spicca l’introduzione della prova gravel, c’è anche una tradizione molto apprezzata che continua a rinnovarsi anno dopo anno. Si tratta delle...


C’è un momento preciso in cui succede. Non è programmato, non è razionale. Lo vedi, lo immagini, lo assapori… e dentro senti qualcosa che si accende. Può essere una corsa all’alba, una salita in bici, una vasca nuotata con il...


È stata una delle selle più attese degli ultimi anni, un prodotto lanciato da pochi mesi che oggi viene proposto nella sontuosa versione SLR Racing Replica. Scheletro co-iniettato nella scocca e rail in carbonio per  un peso di soli 109 grammi,...


Ci sono persone che sono estremamente del proprio operato e tra queste troviamo  di certo i responsabili di Cyclowax. L’azienda ha appena messo a punto insieme alla Lidl-Trek una cera speciale per lubrificare le trasmissioni che ha del miracoloso, una...


Alé è partner dell’Abu Dhabi Sports Council per l’UAE Tour e l’UAE Women Tour 2026, due delle più prestigiose competizioni del calendario UCI WorldTour maschile e femminile. La 4ª edizione dell’UAE Tour Women ha preso il via il 5 febbraio...


Alzi la mano chi non ha ancora compreso quanto sia importante avere con sé un gilet nelle varie uscite! A mio parere non esiste un capo tecnico più versatile e magico di questo, utilissimo come vuole la prassi nei più...


MVC Group, leader nell’abbigliamento tecnico per il ciclismo e gli sport outdoor, annuncia l'acquisizione di Wolvenberg, storico partner per la distribuzione nel Benelux dei brand Castelli e Sportful. L’acquisizione porta alla nascita di MVC Benelux, nona filiale estera del gruppo...


È iniziato l’UAE Tour Women, la corsa che lo scorso anno ha segnato il debutto in gara della Colnago Y1Rs. Come allora, torna la sfida tra il vento del deserto degli Emirati — una costante di questa competizione — e...


TBRADIO

-

00:00
00:00





DIGITAL EDITION
Prima Pagina Edizioni s.r.l. - Via Inama 7 - 20133 Milano - P.I. 11980460155




Editoriale Rapporti & Relazioni Gatti & Misfatti I Dubbi Scripta Manent Fisco così per Sport L'Ora del Pasto Le Storie del Figio ZEROSBATTI Capitani Coraggiosi La Vuelta 2024