Balsamo&Longo Borghini: «Insieme, per salire ancora più su»

di Francesca Monzone

L’Italia del ciclismo nel nome Elisa ha le sue due re­­gine, due ragazze piemontesi che da quest’anno correranno fianco a fianco nella Trek Sega­fredo. Elisa Balsamo ed Elisa Longo Borghini sono patrimonio di un ciclismo nostrano, capace di dimostrare la propria forza e continuità attraverso due grandi atlete. Elisa Balsamo a settembre ha conquistato la maglia di campionessa del mon­do a Lovanio, in Belgio e ad af­fiancarla in questa impresa c’era l’altra Elisa, la Longo Boghini, che già alla partenza della corsa iridata sapeva che avrebbe dovuto aiutare la compagna a conquistare la vittoria.
Sono amiche e compagne, già vestivano insieme i colori della Polizia di Sta­to e la maglia della nazionale, e ora si preparano ad affrontare un’intera stagione nella stessa squadra, stagione che per la Balsamo sarà la prima nel WorldTour.
Tra le due, la più grande è la Longo Borghini, la ragazza di Ornavasso che lo scorso 10 dicembre ha compiuto 30 anni. La Balsamo invece di anni ne ha 23, è di Cuneo, corre, studia lettere all’università e suona il pianoforte e sogna di diventare un giorno una giornalista sportiva. In Belgio insieme sono state protagoniste di un autentico capolavoro, con la Longo Borghini che ha tirato fuori tutte le sue forze per lanciare la compagna verso la vittoria.
La Elisa con il bronzo olimpico al collo sapeva cosa doveva fare e la cu­neese che aveva già indossato la maglia iridata tra le junior a Doha nel 2016, si è lasciata ­guidare dalla collega che aveva davanti e grazie anche a quell’azione ha conquistato l’oro Mondiale in quelle Fiandre che sono la patria indiscussa del ciclismo.
«Se ritorno con la mente a quei mo­menti provo ancora una grande gioia - confessa la Longo Borghini -­. Senza ombra di dubbio è stata una bellissima vittoria di squadra, un ultimo chilometro straordinario in cui non è servito nemmeno parlare tra di noi, perché ognuna sapeva cosa doveva fare. Maria Giulia Confalonieri mi aveva detto di non avere più forze per fare l’ultima tirata, mentre io avevo ancora qualcosa da dare. Poche volte mi capita di fare un lavoro del genere però stavo bene e poi è arrivata Elisa, che da sola ha fatto il capolavoro. Lei ha vinto la corsa, non io, ed è stato bellissimo per me poterla aiutare nel raggiungere un successo così importante che ha veramente me­ritato».
Quel giorno in Belgio nessuno potrà mai dimenticare quel ri­sultato, le lacrime e gli ab­bracci che in qualche modo hanno ulteriormente unito le due Elisa. Un patto, una nuova alleanza, che porterà i colori della Trek Segafredo, scelta da Elisa Bal­samo anche grazie ai consigli dell’amica.
«Ho vissuto un anno più che positivo e già nella prima parte erano arrivati dei segnali incoraggianti. Ho sempre creduto di poter conquistare una medaglia in quel Mondiale, ma onestamente pensavo di prendere un bronzo, non pensavo all’oro. Poi invece è arrivato ed è stata per me la realizzazione di un sogno e adesso la mia avventura con questa maglia così difficile da portare, avrà inizio con i colori della Trek-Segafredo».
È questa una squadra con tanta Italia dentro e che la ragazza di Cuneo ha valutato con attenzione, prima di firmare il contratto.
«Effettivamente avevo parlato con la Longo Borghini sulla possibilità di entrare in squadra. La conosco da mol­to tempo e ci troviamo veramente bene insieme, quindi l’avevo chiamata per avere delle informazioni, perché mi fido del suo giudizio».
Le due Elisa si conoscono da diversi anni e una è cresciuta guardando quello che faceva l’altra, più grande ed esperta e capace vinceva tanto.
«Abbiamo imparato a conoscerci nel corso degli anni. C’è stata subito simpatia tra di noi, ma i rapporti si devono co­struire con calma e noi abbiamo avuto il giusto tempo per capirci - ha spiegato Elisa Bal­sa­mo -. Siamo atlete dalle caratteristiche opposte e per questo sono certa che alla Trek Segafredo una potrà essere la spalla dell’altra. Sono felice di questa scelta e di correre insieme a lei e alle altre ragazze del team».
Elisa Balsamo è soddisfatta della nuo­va squadra e pensa che, grazie a compagne eccellenti, potrà davvero imparare tanto.
«La mia nuova squadra è uno dei team più importanti del mondo e avrò la possibilità di confrontarmi con atlete forti dalle quali potrò imparare, perché penso che di cose da capire per me ce ne siano ancora tante. Molte di loro hanno più esperienza di me e sono cer­ta che mi aiuteranno a gestire al meglio questa maglia così importante. Penso ancora a quei momenti in Belgio che non potrò mai dimenticare. Natu­ral­mente la Longo Borghini per me sarà il riferimento principale perché è quella che conosco meglio e con la quale ho condiviso le gioie importanti della mia carriera».
Un anno di successi per queste due ra­gazze, nate nella stessa regione e che adesso correranno insieme. Per la Balsamo la Trek Segafredo è un’opportunità ed entrambe guardano al ciclismo internazionale e a quello di casa dove tante cose si devono ancora fare.
«Sono contenta che Elisa correrà nella mia stessa squadra - ha detto la Longo Borghini -. Ne avevamo parlato sia di persona che al telefono e penso che sia un elemento importante che arricchirà il team. Ci conosciamo bene e personalmente posso dire che è veramente simpatica. Per me è stato facile andare subito d’accordo con lei».
La Balsamo non vuole guardare troppo lontano e, anche se il Mondiale australiano potrebbe essere adatto alle sue caratteristiche, preferisce godersi il presente e fare piccoli passi alla volta.
«Per il momento mi godo questa ma­glia, voglio fare un passo alla volta e c’è tempo an­che per pensare ai titoli che potrebbero arrivare. Intanto ne ho uno e mi sento fortunata. Il Mondiale in Australia è lontano non ci sto pensando perché mi verrebbe subito l’ansia e preferisco iniziare a organizzare la pri­ma parte della stagione e poi ve­dremo. A febbraio sarò a Valencia e poi al Tro­feo Binda e andrò in Bel­gio per le Classiche, poi Parigi - Roubaix, Giro d’Italia e Tour de Fran­ce».
La ventitreenne iridata è sta­ta la prima donna che ha corso sulle strade della Parigi-Roubaix con la maglia di campionessa del mondo, un mo­mento importante per tutto il movimento femminile.
«Mi aspettavo una corsa dura e pazza e così è stato. La gara è stata sul bagnato e spero che la prossima esperienza, che cronologicamente non sarà tanto lontana, sia da un punto di vista climatico più umana. Avere questa classica nel nostro calendario ha dimostrato che le donne hanno fatto dei grandi passi in avanti. Nei Paesi del Nord il ciclismo femminile ha la stessa importanza di quello maschile e da noi siamo un po’ più indietro. Penso che in Italia serva più visibilità, perché quando uno sport lo vedi in televisione sicuramente fa aumentare il numero degli appassionati».
Anche Elisa Longo Borghini pensa che il ciclismo femminile abbia intrapreso la strada giusta, ma che nel nostro Pae­se ci sia ancora bisogno di lavorare, in particolare con i giovani, per promuovere a tutto tondo questa disciplina.
«Credo che al momento il ciclismo femminile sia in forte ascesa sia come numero di squadre nuove che come impatto mediatico e le atlete competitive aumentano sempre di più. Nel no­stro Paese dovrebbero fare come in Belgio, Olanda e Francia e aumentare le classiche nella versione femminile. Noi abbiamo già Strade Bianche e sarebbe bello avere anche un Giro di Lom­bardia o una Milano-Sanremo nella versione rosa. Penso che la giusta promozione sia quella di entrare nelle scuole con il ciclismo, in particolare alle elementari e alle medie, perché alle superiori far nascere una passione per uno sport è già troppo tardi e i ragazzi a quell’età hanno già scelto. La bici do­vrebbe essere vista prima come mezzo ecologico per spostarsi e poi, come ef­fetto vo­lano, generare dei nuovi corridori. Credo che questa sia la strada giusta per far avvicinare le bambine al nostro sport».
Elisa ed Elisa guardano al futuro e le vedremo correre come alleate in corsa. Per la Balsamo la vittoria più bella nel­la carriera è la maglia iridata, quella maglia che Lon­go Borghini ancora non ha con­qui­stato, che le piacerebbe ma sa che ci sono altre corse da vincere.
«Ad oggi posso dire che la mia vittoria più bella è stata Strade Bianche - ha spiegato la trentenne - Poi ci sono cor­se che vorrei conquistare, come la Frec­cia Vallone, dove quest’anno sono arrivata terza».
Le due ragazze vogliono rappresentare un punto di riferimento importante per le giovani che scelgono di fare ciclismo, perché sono convinte che andare in bici sia qualcosa di unico, uno sport capace di portarti lontano e farti sentire libera,mentre pedali su una bicicletta. La Longo Borghini è convinta di questo e il suo messaggio ha già iniziato a darlo.
«Se una bambina mi dicesse che vuole diventare una ciclista io le direi: “Brava hai fatto un’ottima scelta, ma adesso devi iniziare a pedalare e tanto, perché questo sport meraviglioso è fatto co­sì”».
La Balsamo di bambine ne ha in­con­trate tante e ogni volta è un’emozione che si rinnova. «Quando qualche ra­gazzina mi dice che mi ha visto in tv e che vuole diventare come me, mi dà una gioia incredibile. L’importanza mediatica per il nostro sport è importantissima, in questo modo una bambina ci vede e si appassiona. Non importa se diventerà una campionessa, ma è importante che abbia deciso di mettersi alla prova salendo su una bici».

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