di Danilo Viganò
«Ripartiamo per una nuova stagione puntando su un gruppo già consolidato e mi riferisco al campione del mondo Lorenzo Finn, a Ludovico Mellano, Tommaso Bosio, Enea Sambinello, a Nicolas Milesi, Luca Giaimi, Federico Savino e Riccardo Lorello. Un blocco che ha dimostrato affidabilità, spirito di sacrificio e capacità di competere nelle principali prove internazionali, qualità che saranno indispensabili anche nel 2026».
Queste le parole del cittì della Nazionale Italiana Under 23 Marino Amadori che abbiamo incontrato in vista della nuova stagione agonistica su strada. Il tecnico romagnolo ha tracciato le linee guida dell’attività azzurra per 2026: il gruppo c’è ed è solido ma la porta resta aperta per l’inserimento di nuovi talenti che dovessero guadagnarsi un ruolo da protagonista.
«Gli otto corridori che ho citato rappresenteranno il nucleo centrale della Nazionale U23 anche per la nuova stagione, perché sono già rodati, affidabili e capaci di garantire continuità nei risultati - spiega Amadori -. L’obiettivo è dare ulteriore stabilità al gruppo, permettere ai ragazzi di crescere insieme e arrivare pronti agli appuntamenti più importanti del calendario internazionale».
Nel mirino degli azzurri ci sono in particolare i campionati del mondo di fine settembre in Canada, i campionati europei che si disputeranno la settimana successiva in Slovenia e i Giochi del Mediterraneo che quest’anno si svolgeranno a Taranto, in Italia, dal 21 agosto a 3 settembre.
«Punteremo anche ad alcune corse a tappe che fino allo scorso anno facevano parte del calendario della Nations Cup e ad altre gare che pianificheremo con il nostro staff e con la Federazione nelle prossime settimane. Come ho detto abbiamo confermato il blocco storico del 2025, sarà questa la base da cui ripartire. Lavorare con un gruppo di ragazzi già collaudato ci permetterà sicuramente di affinare strategie e ruoli con maggiore tranquillità. La prima uscita ufficiale della nazionale sarà nel mese di aprile quando parteciperemo al Tour of The Alps con i professionisti. Partecipare alle corse a tappe è molto importante, soprattutto per i ragazzi che fanno parte delle squadre dilettantistiche o di Continental più piccole che non sempre hanno questa chance».
La categoria Under 23 è al centro di un profondo cambiamento: la crescita nel numero e nella struttura dei team Devo ha portato a rivoluzionare il calendario e ha spinto, per esempio, gli organizzatori del Tour de l’Avenir ad aprire le iscrizioni anche a 10 formazioni Development che affiancheranno le tradizionali selezioni nazionali.
«La scelta del Tour de l’Avenir rappresenta una novità significativa, destinata ovviamente a cambiare gli equilibri della corsa. Secondo me la presenza delle formazioni Devo renderà la competizione ancora più selettiva e di altissimo livello. Per questo sarà necessario valutare con attenzione la partecipazione della Nazionale Italiana, perché la nuova formula potrebbe ridurre gli spazi per le nazionali tradizionali come la nostra. Dovremo capire come verranno distribuiti i posti e quali margini avremo per schierare i nostri ragazzi, visto che praticamente tutti militano in formazioni Devo e potrebbero schierarsi al via con la maglia dei loro club di appartenenza. In ogni caso, il Tour de l’Avenir resta un appuntamento di grande richiamo per la crescita dei giovani e valuteremo con attenzione una nostra possibile partecipazione».
E nelle Development delle formazioni più forti del mondo militano anche altri talenti di interesse azzurro, atleti che potremmo definire cone le forze nuove per le prossime stagioni.
«La porta non è mai chiusa per nessuno e quella di inserire i ragazzi più promettenti è una nostra priorità da sempre. Ad esempio atleti come Roberto Capello, Alessio Magagnotti e Davide Frigo hanno mostrato qualità, testa e gambe interessanti già dalla scorsa stagione con gli juniores e avremo modo di verificare ancora di più il loro valore schierandoli in alcune gare del calendario internazionale. Un altro convocabile è Matteo Scalco che, dopo l’esperienza con la VF Group Bardiani CSF Faizanè, torna in una squadra Continental per vestire a maglia della XDS Astana Development: un elemento molto valido che abbiamo avuto modo di testare due anni fa e che senz’altro può offrire un buon contributo alla causa. L’importante è che chi entra nel gruppo sappia inserirsi in un contesto già rodato e contribuisca alla crescita collettiva. L’obiettivo resta chiaro: creare una squadra solida, competitiva e capace di esprimere il meglio nei momenti decisivi».
Cambia anche il ruolo del ct che si avvicina sempre più a quello del selezionatore...
«Proprio così. Ci sarà meno tempo a disposizione per impostare un certo tipo di lavoro e sarà ancora più importante il continuo dialogi con i tecnici delle formazioni di appartenenza dei ragazzi per definire gli obiettivi e curare la preparazione in vista degli appuntamenti più importanti».
Guardando alla stagione che sta per iniziare, Amadori si dice fiducioso.
«Se continuiamo su questa strada, con serietà e spirito di sacrificio, potremo toglierci delle soddisfazioni importanti. I ragazzi lo sanno: il livello internazionale è altissimo, ma abbiamo le qualità per competere e lo abbiamo dimostrato in molte occasioni una su tutte la vittoria al mondiale in Ruanda con Finn».